Paul Wühr (1927 – 2016) – di Antonio Devicienti

Nanni Cagnone fa sapere che Paul Wühr, suo fraterno amico e poeta da lui molto ammirato, è scomparso il 12 luglio scorso; dal 1986 viveva con la moglie a Passignano sul Lago Trasimeno. Scelgo di ricordarlo sfogliando il volume Sage/Leggenda curato proprio da Cagnone e tradotto in modo magistrale da Antonio Rossi per le edizioni Galleria Mazzoli di Modena (2015). Aggiungo soltanto che la morte di Wühr ha avuto eco in Germania, il cui mondo culturale è ben consapevole del valore della sua opera che ha ottenuto in patria numerosi e notevoli riconoscimenti, pur rimanendo diciamo così sommersa per un … Continua a leggere Paul Wühr (1927 – 2016) – di Antonio Devicienti

Antonio Devicienti su “Trittici (il segno e la parola)” di Anna Maria Ferramosca (Dot.Com Press, 2016)

Anna Maria Ferramosca, Trittici – il segno e la parola Dot.Com Press, Milano, 2016 Trittici (il segno e la parola) di Annamaria Ferramosca vede la luce per i tipi di Dot.Com Press di Milano. Desidero scriverne qui per due motivi concomitanti: il primo è che ogni nuovo libro di Annamaria merita attenzione e il secondo che questo volume desta interesse anche come oggetto-libro. Il titolo si spiega per il fatto che l’autrice ha scelto quattro artisti figurativi (Amedeo Modigliani, Frida Kahlo, Cristina Bove e Antonio Laglia), di ognuno di loro ha eletto tre opere alle quali ha affiancato suoi testi … Continua a leggere Antonio Devicienti su “Trittici (il segno e la parola)” di Anna Maria Ferramosca (Dot.Com Press, 2016)

Antonio Devicienti su “Persica” di Maria Grazia Insinga (Cierre Grafica Anterem Edizioni, 2015)

Maria Grazia Insinga, Persica  Cierre Grafica, Verona, 2015 Opere come questa di Maria Grazia Insinga affascinano con la loro apparente enigmaticità e costringono a ripetute letture; e con l’iterazione della lettura, con il letterale interrogare i testi si dischiudono suggestioni sempre nuove. In Persica (Verona, Cierre Grafica Anterem Edizioni, 2015) si riconosce un progetto preciso e complesso, il dire in poesia è maturo, consapevole, personale, ben cosciente di tutto quello che finora altri hanno scritto e/o teorizzato, l’autrice ha il coraggio e la coerenza di affrontare temi molto difficili e insidiosi (il principale è la creazione poetica stessa e il … Continua a leggere Antonio Devicienti su “Persica” di Maria Grazia Insinga (Cierre Grafica Anterem Edizioni, 2015)

Antonio Devicienti su “Trobar leu” di Simone Giorgino (Spagine, 2016)

Simone Giorgino, Trobar leu  Spagine, Lecce, 2016 Simone Giorgino (nato a Lecce nel 1975) è, credo, uno dei poeti e uno degli intellettuali che meglio e più efficacemente ha raccolto l’eredità di Antonio Leonardo Verri, dimostrandone in maniera fattiva, ma anche progettuale, la validità e la fecondità. Si faccia però, per cortesia, attenzione: non dico questo per stabilire una linea di subordinazione e/o di epigonicità di Giorgino rispetto a Verri, ma, da un lato, una naturale e bella continuità e, dall’altro, una personale ricerca e proposta di scrittura che, come accade per tutti i poeti consapevoli, non prescinde dalle ricerche … Continua a leggere Antonio Devicienti su “Trobar leu” di Simone Giorgino (Spagine, 2016)

Antonio Devicienti su “L’inciampo” di Daniela Pericone (L’arcolaio, 2015)

Daniela Pericone, L’inciampo (Poesie 2010-2015) L’arcolaio, Forlì, 2015 Questo libro è il risultato di almeno cinque anni di una ricerca e di un progetto di scrittura rigorosa ed esigente nei confronti di sé stessa; tale ricerca è anche esistenziale e conoscitiva e trova, tra l’altro ma non solo, nell’arte di Caravaggio il proprio sottile e tenace filo conduttore, muovendosi tra buio e luce, tra parola e silenzio; L’inciampo è un’opera nella quale la scrittura poetica dispiega la propria complessità e riafferma la propria necessità: intendo dire che la poesia, praticata da migliaia di sedicenti poeti e letta da pochissime persone, … Continua a leggere Antonio Devicienti su “L’inciampo” di Daniela Pericone (L’arcolaio, 2015)

Michele Ortore. Poesie e una breve nota per Buonanotte occhi di Elsa

 di Diego Conticello Questo volumetto d’esordio di Michele Ortore[1] si propone come uno scavo sentimentale percorso per traiettorie liriche quasi d’antan, che molto devono alla tradizione letteraria italiana e straniera, in una sorta di classicismo fuori tempo massimo (si noti … Continua a leggere Michele Ortore. Poesie e una breve nota per Buonanotte occhi di Elsa

Occhio al testo (3). Bartolo Cattafi: Qualcosa di preciso

di Diego Conticello La poesia di Bartolo Cattafi è contraddistinta dalla perizia derivata dall’uso finissimo dell’allitterazione, dei sintagmi paronomastici, delle rime al mezzo, strumenti questi sistemati come mattoni che si incastrano alla perfezione, a cui si aggiunge la malta di … Continua a leggere Occhio al testo (3). Bartolo Cattafi: Qualcosa di preciso

Occhio al testo (2). Angelo Maria Ripellino: Guai a chi costruisce il suo mondo da solo

di Diego Conticello

Alla base della splendida unicità della poesia di Ripellino vi sono lo sfoggio di arditissime peripezie linguistiche, l’eclettica estrosità metaforica e analogica, il virtuosismo stravagante e caleidoscopico delle associazioni visionario-immaginative che ne fanno certamente l’esempio insieme più superbo e grottesco del nostro neo-barocco. Proponiamo qui una poesia da Lo splendido violino verde[1]:

Guai a chi costruisce il suo mondo da solo.
Devi associarti a una consorteria
di violinisti guerci, di furbi larifari,
di nani del Veronese, di aiuole militari,
di impiegati al catasto, di accòliti della Schickerìa.
E ballare con loro il verde allegro dello sfacelo,
le gighe del marciume inorpellato,
inchinarti dinanzi al volere del cielo.
Guai a chi sulla terra è sprovvisto di santi,
guai a chi resta solo come un re disperato
fra i neri ceffi di lupi digrignanti.

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