“Il bambino segreto”, Leone Editore : Intervista a Gheri Scarpellini – di Libera Capozucca

di Libera Capozucca Il romamzo di Gheri Scarpellini, “Il bambino segreto”, è una storia avvincente che ha per protagonista un fanciullo alle prese con un mondo fantastico, minacciato da forze oscure e misteriose. Abbiamo incontrato a Milano l’autore, per approfondire il … Continua a leggere “Il bambino segreto”, Leone Editore : Intervista a Gheri Scarpellini – di Libera Capozucca

Le piante, il desiderio e gli uomini – di Laura Di Corcia

di Laura Di Corcia Che cosa hanno in comune una mela, una patata, la cannabis e un tulipano? L’arcano si scopre leggendo “La botanica del desiderio” di Michael Pollan (Il Saggiatore, 255 pagg, 11 euro), un libro che colpisce non … Continua a leggere Le piante, il desiderio e gli uomini – di Laura Di Corcia

“Isole nere. 5 racconti nelle isole del vento”: il nuovo libro del regista Fernando Muraca – Laruffa editore

Isole nere di Fernando Muraca Si intitola “Isole nere. 5 racconti nelle isole del vento” (Laruffa editore”, 2016) il nuovo libro del regista Fernando Muraca (“La terra dei santi”), giunto alla seconda edizione. Si chiama Isabella ha 35 anni e … Continua a leggere “Isole nere. 5 racconti nelle isole del vento”: il nuovo libro del regista Fernando Muraca – Laruffa editore

“Il Ladro di Libri”: recensione e intervista con Alessandro Tota

  LUCCA E DINTORNI Recensione e intervista di Giancarlo Lupo “Se ti dessi un cazzotto in faccia ti piacerebbe? Ecco. È così che deve essere l’arte. Bisogna aver paura che faccia male” “Bisogna far di tutto per non lavorare, perché … Continua a leggere “Il Ladro di Libri”: recensione e intervista con Alessandro Tota

21-22-23 ottobre: Carteggi Letterari al Bookb@ng, Festival delle espressioni letterarie

Messina: Verrà inaugurato venerdì 21 ottobre alle ore 10:00 presso il Palacultura Antonello, il Bookb@ng – Festival delle Espressioni Letterarie che quest’anno giunge alla II edizione. Carteggi Letterari – Le edizioni partecipa attivamente all’evento con l’esposizione delle sue pubblicazioni. Bookb@ng – … Continua a leggere 21-22-23 ottobre: Carteggi Letterari al Bookb@ng, Festival delle espressioni letterarie

Le narrazioni (Sicilia) – IL BISOGNO DELL’ASSOLUTO E DI CINQUANTA LIRE, I Quaderni di Antonio Bruno/I parte

di Antonio Lanza

«IL BISOGNO DELL’ASSOLUTO E DI CINQUANTA LIRE».
I QUADERNI DI ANTONIO BRUNO
Prima parte

Un appuntamento 

Sono in ritardo e il traffico non accenna a scorrere. Ho un appuntamento con lo scrittore Luigi La Rosa e so già che se la situazione non si sblocca arriverò con un ritardo considerevole. Manca poco alle undici. Il giorno prima si era deciso di vederci nella piazza principale di Acicastello. Alle undici. Non faccio mai tardi agli appuntamenti, ma Luigi, questo, non può saperlo: è la prima volta che ci incontriamo. La circonvallazione di Catania all’altezza di via Etnea compie un semicerchio lungo Tondo Gioeni; è ingombra di macchine disposte su tre file. Il sole già caldo di giugno sfavilla sui tetti delle auto e sembra dirmi: non passerai mai, non ce la farai mai. Continua a leggere “Le narrazioni (Sicilia) – IL BISOGNO DELL’ASSOLUTO E DI CINQUANTA LIRE, I Quaderni di Antonio Bruno/I parte”

I versi di Joy Harjo, potente voce della tribù dei Creek – di Laura Di Corcia

di Laura Di Corcia Non si entra in punta di piedi nella poesia di Joy Harjo, voce potente della poesia americana che lo scorso febbraio è stata ospite a Roma di un’interessante rassegna sulla poesia contemporanea, “Ritratti di poesia”, curata … Continua a leggere I versi di Joy Harjo, potente voce della tribù dei Creek – di Laura Di Corcia

Antonio Devicienti su “Cotone” di Martina Campi (buonesiepi libri, 2014)

Ad agosto Carteggi Letterari si prende una pausa e sospende la programmazione ordinaria. Riproporremo post apparsi nel secondo anno di attività. Il primo lavoro critico di Antonio Devicienti per Carteggi Letterari che si concentra sulla raccolta “Cotone” di Martina Campi (pubblicato il 31 agosto 2015). Antonio Devicienti su Cotone di Martina Campi Cotone di Martina Campi è volume caratterizzato già nel suo aspetto dal bianco ed è un oggetto-libro davvero bello nella sua sobrietà: ovvio, visto che esso è edito da buonesiepi libri, più che una casa editrice, una filosofia dello scegliere testi e grafica da proporre ai lettori (lo steso … Continua a leggere Antonio Devicienti su “Cotone” di Martina Campi (buonesiepi libri, 2014)

I benpensanti. Contro i tutori dell’ordine filosofico

Ad agosto Carteggi Letterari si prende una pausa e sospende la programmazione ordinaria. Riproporremo post apparsi nel secondo anno di attività. Una riflessione di Davide Racca su “I benpensanti” di Alessandro Dal Lago (pubblicato il 2 aprile 2015). di Davide Racca … Continua a leggere I benpensanti. Contro i tutori dell’ordine filosofico

Qualche parola (e un grazie), per "Gli anni al contrario" di Nadia Terranova

Ad agosto Carteggi Letterari si prende una pausa e sospende la programmazione ordinaria. Riproporremo post apparsi nel secondo anno di attività. Enrico De Lea recensisce “Gli anni al contrario” di Nadia Terranova (pubblicato il 5 febbraio 2015). (di Enrico De Lea) … Continua a leggere Qualche parola (e un grazie), per "Gli anni al contrario" di Nadia Terranova

Antonio Devicienti su “Trittici (il segno e la parola)” di Anna Maria Ferramosca (Dot.Com Press, 2016)

Anna Maria Ferramosca, Trittici – il segno e la parola Dot.Com Press, Milano, 2016 Trittici (il segno e la parola) di Annamaria Ferramosca vede la luce per i tipi di Dot.Com Press di Milano. Desidero scriverne qui per due motivi concomitanti: il primo è che ogni nuovo libro di Annamaria merita attenzione e il secondo che questo volume desta interesse anche come oggetto-libro. Il titolo si spiega per il fatto che l’autrice ha scelto quattro artisti figurativi (Amedeo Modigliani, Frida Kahlo, Cristina Bove e Antonio Laglia), di ognuno di loro ha eletto tre opere alle quali ha affiancato suoi testi … Continua a leggere Antonio Devicienti su “Trittici (il segno e la parola)” di Anna Maria Ferramosca (Dot.Com Press, 2016)

Antonio Devicienti su “Persica” di Maria Grazia Insinga (Cierre Grafica Anterem Edizioni, 2015)

Maria Grazia Insinga, Persica  Cierre Grafica, Verona, 2015 Opere come questa di Maria Grazia Insinga affascinano con la loro apparente enigmaticità e costringono a ripetute letture; e con l’iterazione della lettura, con il letterale interrogare i testi si dischiudono suggestioni sempre nuove. In Persica (Verona, Cierre Grafica Anterem Edizioni, 2015) si riconosce un progetto preciso e complesso, il dire in poesia è maturo, consapevole, personale, ben cosciente di tutto quello che finora altri hanno scritto e/o teorizzato, l’autrice ha il coraggio e la coerenza di affrontare temi molto difficili e insidiosi (il principale è la creazione poetica stessa e il … Continua a leggere Antonio Devicienti su “Persica” di Maria Grazia Insinga (Cierre Grafica Anterem Edizioni, 2015)

“La precisione dell’indifferenza” (Carteggi Letterari, 2016). Una nota sulla poetica di Pablo López-Carballo

Fresco di stampa, La precisione dell’indifferenza di Pablo López-Carballo (traduzione di Lorenzo Mari, illustrazioni di Francesco Balsamo, nota al testo di Sergio Rotino) è il primo “Quaderno di traduzioni” pubblicato dalle Edizioni Carteggi Letterari. Festeggiamo l’uscita con un’eccellente nota introduttiva alla … Continua a leggere “La precisione dell’indifferenza” (Carteggi Letterari, 2016). Una nota sulla poetica di Pablo López-Carballo

Antonio Devicienti su “Trobar leu” di Simone Giorgino (Spagine, 2016)

Simone Giorgino, Trobar leu  Spagine, Lecce, 2016 Simone Giorgino (nato a Lecce nel 1975) è, credo, uno dei poeti e uno degli intellettuali che meglio e più efficacemente ha raccolto l’eredità di Antonio Leonardo Verri, dimostrandone in maniera fattiva, ma anche progettuale, la validità e la fecondità. Si faccia però, per cortesia, attenzione: non dico questo per stabilire una linea di subordinazione e/o di epigonicità di Giorgino rispetto a Verri, ma, da un lato, una naturale e bella continuità e, dall’altro, una personale ricerca e proposta di scrittura che, come accade per tutti i poeti consapevoli, non prescinde dalle ricerche … Continua a leggere Antonio Devicienti su “Trobar leu” di Simone Giorgino (Spagine, 2016)

Antonio Devicienti su “L’inciampo” di Daniela Pericone (L’arcolaio, 2015)

Daniela Pericone, L’inciampo (Poesie 2010-2015) L’arcolaio, Forlì, 2015 Questo libro è il risultato di almeno cinque anni di una ricerca e di un progetto di scrittura rigorosa ed esigente nei confronti di sé stessa; tale ricerca è anche esistenziale e conoscitiva e trova, tra l’altro ma non solo, nell’arte di Caravaggio il proprio sottile e tenace filo conduttore, muovendosi tra buio e luce, tra parola e silenzio; L’inciampo è un’opera nella quale la scrittura poetica dispiega la propria complessità e riafferma la propria necessità: intendo dire che la poesia, praticata da migliaia di sedicenti poeti e letta da pochissime persone, … Continua a leggere Antonio Devicienti su “L’inciampo” di Daniela Pericone (L’arcolaio, 2015)

Fabio Bonasera, “Libero, anzi no, disoccupato”, Ferrari Editore, 2015

“Siamo tutti liberi, almeno ai blocchi di partenza. Almeno alla nascita. Liberi da impegni e obblighi giuridici, etici, morali. Liberi perché non abbiamo una compagna, un compagno che pretendono fedeltà assoluta. Liberi perché non abbiamo un lavoro che ci qualifica staticamente come occupati. Liberi di dire cazzate perché tanto siamo bambini e ci perdonano tutto. Poi, crescendo, evolviamo nel ruolo … Così, diventiamo dei mediani. Condannati a faticare, a combattere ogni giorno calato giù dal Cielo per grazia ricevuta, pur di arrivare ad avere almeno un motivo valido per viverne ancora un altro”

image

di Marta Cutugno

Precaria epoca, la nostra. E la formula? sempre la stessa. Densi percorsi formativi fanno da ouverture ad anni di instabilità occupazionale ed economica e certezze uguali a zero. Tanto ci sguazziamo dentro da non fare più notizia. Lo sa bene il protagonista del romanzo di Fabio Bonasera che, con sottile ironia, affronta la questione senza veli e senza mezze misure ma con tutta la profondità delle riflessioni che ne derivano. Le vicende narrate – nitida fotografia del sistema sociale del nostro tempo dalle latitanti meritocrazia ed onestà umana ed intellettuale – intrecciano la vita personale e professionale di Alighiero Riccardo in uno specifico contesto, il mondo dell’informazione che l’autore, nonché giornalista, ben conosce.

Ho optato per il giornalismo: sveglia dopo le 9, orario di lavoro concentrato nella fascia serale, niente cartellino da timbrare, buona libertà di movimento. Peccato che gli editori italiani avessero altri progetti per me…così mi hanno ritagliato su misura una vita da precario”

Ricky è un giornalista precario dalla forte personalità e dai mal di pancia premonitori che accompagnano una scottante inchiesta. Con astuzia, riesce a mettere insieme importanti documenti che attestano attività illecite e corruzione da parte degli “intoccabili” di turno. Come accade a chi osa profanare il perimetro dei favoritismi politici, puntuale giunge il prezzo da pagare, nel caso di specie, il mancato rinnovo del contratto. Per non incorrere in tali conseguenze, giustizia e amor di verità avrebbero dovuto soccombere in favore di omertosa “prudenza” ed indifferente “buon senso” ma il nostro personaggio non vuole proprio saperne e decide di non piegarsi.
Il racconto corre velocissimo, ornato da descrizioni al limite del maniacale, da irriverenti epiteti affibbiati ad amici e conoscenti, da cocenti metafore che non risparmiano nessuno. Lontano da ogni retorica, Bonasera offre all’idealista Ricky non una ma tante vite ed è per questo che è molto semplice, per il lettore, riscontrare diversi punti di personale contatto. L’immobilità dinanzi ai poteri forti non esula da nessun contesto, men che meno dal giornalismo che “oggi non esiste più. La gente che tenta di farlo seriamente è tagliata fuori perché, per farlo bene, non bisogna avere padroni. E senza padroni, oggi, si rimane ai margini”.

La presenza delle donne, nel romanzo di Bonasera, è funzionale alla comprensione del carattere più intimo del personaggio principale. Attraverso l’analisi di legami diversi, alle volte opposti, con l’universo femminile, è possibile cogliere mille sfaccettature tra incontri furtivi, sveltine da garage, scenate di gelosia, istanti di sincero abbandono ed un finale che non ci si aspetta. Non esiste precisa definizione per ciò che lo unisce a Bronte: “Ma cosa siamo? cosa siamo io e te?…Condannati a questo reciproco bisogno, perennemente irrisolto. Incapaci di rinunciare l’uno all’altra. E incapaci di fidarci, fino in fondo, l’uno dell’altra”. In parallelo, c’è l’Amore come dolcissima perdizione per una ragazza incontrata per caso ad una sagra paesana del Basso Polesine, Maria Sole che era andata dritta verso lui come “creatura tentatrice, travestita da angelo”. Sullo sfondo c’è l’amara e perenne consapevolezza di quanto sia difficile conciliare ottimamente sentimenti e prospettive per il futuro con “uno a cui nessuna banca farebbe mai in prestito. Uno costretto a girovagare alla ricerca di un posto di lavoro per … non dover chiedere niente a nessuno. Per poter mantenere intatta la propria dignità“.

E come in un paradosso temporale, il rientro nell’ amata/odiata terra d’ origine, “un viaggio indietro nel tempo, un viaggio alle origini del male“, lo trova immerso e nel contempo sradicato: Ricky aziona la macchina dei ricordi, rivive spassosi momenti insieme ai vecchi amici, richiama alla mente i primi amori, celebra il suo attaccamento nei riguardi della famiglia e l’amore per i suoi nipoti.
Con piacevole, simpatica leggerezza e peculiare ricchezza di spunti, Fabio Bonasera compie un valido esercizio di scrittura e di coscienza, tracciando debolezze, frustrazioni ed impotenze del cittadino medio dinanzi ai grovigli burocratici e al perseverare delle “dinastie” che contaminano parlamenti, tribunali, università, redazioni, ospedali, riuscendo, così, a dare voce a chi, nonostante ripetuti sacrifici, non vede riconosciuti meriti, diritti, dignità.

“Per anni avevo scritto centinaia di articoli sui tanti disservizi cui vanno incontro i contribuenti, sulle calamita quotidiane in cui incappano i pendolari, sui salari troppo bassi dei metalmeccanici e non solo, sulle disavventure della gente comune…poi la svolta..ero diventato uno di quelli. Per anni, avevo scritto, parlato, raccontato di me…e non lo sapevo”.

Continua a leggere “Fabio Bonasera, “Libero, anzi no, disoccupato”, Ferrari Editore, 2015″