CONSONANZE E DISSONANZE / Chi lo sa dopotutto? Aleksandr Blok, Paul Celan, “I dodici” (L’Arcolaio, 2018, trad. Dario Borso)

Tra i libri passati in sordina negli ultimi mesi, spiccano certamente – per rilevanza editoriale, interesse culturale e potenza della parola poetica – I dodici, scritto in russo da Aleksandr Blok, ri-scritto da Paul Celan in tedesco e infine ri-ri-scritto … Continua a leggere CONSONANZE E DISSONANZE / Chi lo sa dopotutto? Aleksandr Blok, Paul Celan, “I dodici” (L’Arcolaio, 2018, trad. Dario Borso)

CONSONANZE E DISSONANZE / Jordi Doce, “Monostici” (traduzione e cura di Stefano Pradel)

Jordi Doce, “Monósticos” “Monósticos” di Jordi Doce è stato pubblicato nel 2012 da Del Centro Editores (Madrid) in un’edizione di soli 100 esemplari, firmati sia dal poeta che dall’illustratore Haritz Guisasola. I diciannove “monostici”  raccolti nel libro sono da leggersi … Continua a leggere CONSONANZE E DISSONANZE / Jordi Doce, “Monostici” (traduzione e cura di Stefano Pradel)

CONSONANZE E DISSONANZE / “Come pronunci rovina”, tre testi di Ana Gorría

Di Ana Gorría ho già tradotto alcuni testi, per Officinapoesia di Nuovi Argomenti, nel 2015. La sequenza, intitolata “Spider”, oscillava tra i riferimenti all’opera cinematografica avanguardista di Maya Deren e a quella di Louise Bourgeois. La sequenza proposta qui sotto, … Continua a leggere CONSONANZE E DISSONANZE / “Come pronunci rovina”, tre testi di Ana Gorría

CONSONANZE E DISSONANZE / La penna di Antonio Gonzalez Gonzalez e i “Pomodori” di Billy Ramsell

Tomatoes   We will make a fine stew, a broth of albondigas, of rabbit and wine.   I am writing this next to the recipe.   It will simmer lasciviously –all silken currents- on my battered stove’s one good hob. … Continua a leggere CONSONANZE E DISSONANZE / La penna di Antonio Gonzalez Gonzalez e i “Pomodori” di Billy Ramsell

CONSONANZE E DISSONANZE / Andrés Catalán, “A volte l’esistenza si riduce allo stare dentro una stanza o fuori di essa” (traduzione di Lorenzo Mari)

  A volte l’esistenza si riduce allo stare dentro una stanza o fuori di essa   A quanto pare ho comprato una finestra. Casa mia è spaziosa, è bianca e grigia e odora di cemento da poco armato. È una … Continua a leggere CONSONANZE E DISSONANZE / Andrés Catalán, “A volte l’esistenza si riduce allo stare dentro una stanza o fuori di essa” (traduzione di Lorenzo Mari)

Erich Fried: LIEBESGEDICHTE – POESIE D’AMORE cura e traduzione di Davide Racca

Erich Fried LIEBESGEDICHTE – POESIE D’AMORE cura e traduzione di Davide Racca (apparse sulla rivista “Smerilliana” N.18, ottobre 2015) Una raccolta di poesie d’amore non ha bisogno di particolari chiarimenti o giustificazioni, anche se – o proprio perché – sempre più spesso oggi si dice che non ci sono più poesie d’amore. Così scriveva Erich Fried nell’agosto del 1979, in un piccolo scritto di accompagnamento alla raccolta di poesie Liebesgedichte, voluta dall’amico ed editore di Berlino Klaus Wagenbach, da cui è tratta la seguente scelta di testi. Il viennese Fried, classe 1921, di famiglia ebrea assimilata, emigrato molto giovane a … Continua a leggere Erich Fried: LIEBESGEDICHTE – POESIE D’AMORE cura e traduzione di Davide Racca

Consonanze e dissonanze di Lorenzo Mari – Sull’esilio, ancora e ancora

CONSONANZE E E DISSONANZE Sull’esilio, ancora e ancora. “Persona minore” (Qudu, 2015) di Giancarlo Sissa Oltre ad aver considerato libri come Manuale di insonnia (2004) una lettura preziosa, se non fondamentale, nella mia ‘formazione’ – e qualunque cosa questo termine … Continua a leggere Consonanze e dissonanze di Lorenzo Mari – Sull’esilio, ancora e ancora

Le parole della fine – a cura di Laura Liberale e Giovanna Zulian

Ad agosto Carteggi Letterari si prende una pausa e sospende la programmazione ordinaria. Riproporremo post apparsi nel secondo anno di attività. La prima parte della rubrica “Le parole della fine” ideata da Laura Liberale e Giovanna Zulian (pubblicato il 17 settembre 2015). LE PAROLE DELLA FINE Nella nuova rubrica quindicinale “Le parole della fine”, Laura Liberale e Giovanna Zulian tradurranno per i lettori di Carteggi Letterari una serie di brani tratti da un testo ancora inedito in Italia: Les mots de la fin (Hachette, Paris, 1957) di Claude Aveline (pseudonimo di Evgen Avtsine, 1901-1992), scrittore francese di origine russa, nonché poeta, … Continua a leggere Le parole della fine – a cura di Laura Liberale e Giovanna Zulian

Traduzione come mezzo per la conservazione della memoria e la tra(s)duzione dei fondamentali principi di umanità

Carteggi Letterari ha ricevuto un bel riconoscimento da Andrea Inglese su Nazione Indiana per il lavoro svolto nell’ambito della traduzione poetica. Colgo l’occasione per ringraziare a mia volta i redattori tutti che lavorano per presentare sul nostro sito sempre nuovi … Continua a leggere Traduzione come mezzo per la conservazione della memoria e la tra(s)duzione dei fondamentali principi di umanità

Afric Mc Glinchey: Lo sguardo mai deformato della realtà. Nota su “La buona stella delle cose nascoste” (L’Arcolaio, 2015) di Afric McGlinchey a cura di Sergio Rotino

Afric Mc Glinchey: Lo sguardo mai deformato della realtà. Nota su “La buona stella delle cose nascoste” (L’Arcolaio, 2015) di Afric McGlinchey a cura di Sergio Rotino. A colpire, più che l’idea della migrazione, dello spostamento da luogo a luogo (soprattutto per sottolineare necessità oppure obbligo, ma non unicamente), in sostanza del muoversi, elemento radicato nel profondo di molti dei testi inseriti da Afric McGlinchey nel suo libro di esordio La buona stella delle cose nascoste, è il modo, il come l’autrice racconti questi momenti, così come altri, diciamo, più intimi, più personali e riservati. È uno sguardo e un … Continua a leggere Afric Mc Glinchey: Lo sguardo mai deformato della realtà. Nota su “La buona stella delle cose nascoste” (L’Arcolaio, 2015) di Afric McGlinchey a cura di Sergio Rotino