CONSONANZE E DISSONANZE / “Come pronunci rovina”, tre testi di Ana Gorría

Di Ana Gorría ho già tradotto alcuni testi, per Officinapoesia di Nuovi Argomenti, nel 2015. La sequenza, intitolata “Spider”, oscillava tra i riferimenti all’opera cinematografica avanguardista di Maya Deren e a quella di Louise Bourgeois. La sequenza proposta qui sotto, invece, si aggiorna ai temi e ai paesaggi di “Blade Runner 2049”; è tratta da un’opera più recente di Ana Gorría, intitolata “Un piano silencioso y una guerra inocente” e realizzata in un esemplare unico a Valencia nel 2017.

 

 

Apenas reconozco la música que suena en nuestras manos,

larva incipiente del pasado que espera más allá    

de Tannhäuser,

más allá

de lo dulce y de lo trágico

mientras la niebla espesa contra los edificios

y los cuerpos no alcanzan a saberse

voy

de vuelo.

 

Riconosco appena la musica che suona nelle nostre mani,

larva incipiente del passato che aspetta oltre

Tannhäuser

oltre

quel che è dolce e quel che è tragico

mentre la nebbia s’inspessisce contro gli edifici

e i corpi non arrivano a sapersi

il mio andare

è nel volo.

 

*

 

La palabra que pasa, la búsqueda que empieza.

Otro día nuevo.

Su temblor en los pasos no me es desconocido.

El rumor de las naves que ardieron en Orión.

Los rayos C. El látigo incansable de la colonia.

La historia que se pierde en este gesto, la sordera de dios.

 

La parola che passa, la ricerca che ha inizio.

Un nuovo giorno ancora.

Il suo tremore nei passi non mi è sconosciuto.

Il rumore delle navi in fiamme su Orione.

I raggi B. L’infaticabile frusta della colonia.

La storia che si perde in questo gesto, la sordità di dio.

 

Nos acuna entretanto el canto

lento y grave de la ciudad.

Entretanto

mientras huimos

el aire suena y la guerra aparece

el fantasma y la noche

se estremece

siempre parecida a sí misma

la noche,

el canto

invisible a las nubes y a los pájaros

como el poema que olvidamos siempre

invisible a sí mismo en su espejismo

entretanto

diferente a sí mismo,

a punto de ser ruina.

Cómo pronuncias ruina

 

Nel frattempo ci culla il canto

lento e grave della città.

Nel frattempo

mentre fuggiamo

l’aria risuona e la guerra appare

il fantasma e la notte

si scuote

sempre simile a sé stessa

la notte

il canto

invisibile alle nuvole e agli uccelli

come la poesia che sempre dimentichiamo

invisibile a sé stessa nel suo miraggio

nel frattempo

differente da sé stesso,

a punto d’essere rovina.

Come pronunci rovina

 

Ana Gorría (Barcelona, 1979) è scrittrice e traduttrice. Ha pubblicato Clepsidra (Córdoba, Plurabelle, 2004), Araña, en colaboración con la pintora Pepa Cobo y el compositor Juan Gómez Espinosa (Almería, El gaviero ediciones, 2005), De lo real y su contrario (Granada, Vitolas del Anaïs, 2007), El presente desnudo (Santiago de Chile, Cuadro de tiza ediciones, 2011), La soledad de las formas (Cantabria, Sol y sombra poesía, 2013), Nostalgia de la acción (Oviedo, Saltadera ediciones, 2016) e Un piano silencioso y una guerra inocente (Valencia, esemplare unico, 2017). Transportes (reseñas 2007-2010) (Sevilla, Isla de Siltolá, 2014) è un’antologia del suo lavoro critico. È autrice di traduzioni poetiche in catalano, gallego e inglese ed è curatrice dell’antologia di poesia gallega Novas de poesía. 17 poetas.

La sua opera è inclusa in molte antologie di poesia contemporanea, tra le quali la più recente è Panic Cure. Poetry from Spain for the 21th Century. È in corso di pubblicazione l’antologia in traduzione inglese Sky Under Construction. Selected Poems, tradotta da Yvette Siegert per Alice James Books. Ha collaborato con diversi artisti visuali e nel 2013 ha realizzato, insieme a Raquel Jimeno, l’esposizione Gesto sin fin presso il Museo de América.

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