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Poeti tradotti da poeti: Filippo Tuena traduce T.S. Eliot

Filippo Tuena traduce T.S. Eliot

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da OLD POSSUM’S BOOK OF PRATICALS CATS

THE NAMING OF CATS

The Naming of Cats is a difficult matter,
It isn’t just one of your holiday games;
You may think at first I’m as mad as a hatter
When I tell you, a cat must have THREE DIFFERENT NAMES.
First of all, there’s the name that the family use daily,
Such as Peter, Augustus, Alonzo or James,
Such as Victor or Jonathan, George or Bill Bailey —
All of them sensible everyday names.
There are fancier names if you think they sound sweeter,
Some for the gentlemen, some for the dames:
Such as Plato, Admetus, Electra, Demeter—
But all of them sensible everyday names.
But I tell you, a cat needs a name that’s particular,
A name that’s peculiar, and more dignified,
Else how can he keep up his tail perpendicular,
Or spread out his whiskers, or cherish his pride?
Of names of this kind, I can give you a quorum,
Such as Munkustrap, Quaxo, or Coricopat,
Such as Bombalurina, or else Jellylorum-
Names that never belong to more than one cat.
But above and beyond there’s still one name left over,
And that is the name that you never will guess;
The name that no human research can discover—
But THE CAT HIMSELF KNOWS, and will never confess.
When you notice a cat in profound meditation,
The reason, I tell you, is always the same:
His mind is engaged in a rapt contemplation
Of the thought, of the thought, of the thought of his name:
His ineffable effable
Effanineffable
Deep and inscrutable singular Name.

DAR NOME AI GATTI

Dar nome ai gatti è questione complessa,
non è mica un gioco da giorni di festa;
puoi anche pensare che abbia la testa fessa
ma credimi, un gatto ha TRE NOMI DIVERSI in testa.
Prima di tutto un nome da famiglia, d’ogni giorno
come Pietro Augusto Alonzo Gervaso,
come Vittoria Giovanni Adorno
che son nomi perfetti ad ogni caso.
Ci son nomi ancor più dolci, che suonano meglio
che van bene per signori e signore
come Plato Admeto Elettra ed Azeglio
che son perfetti per le nostre dimore.
Ma un gatto ha bisogno di un nome particolare
unico, degno e molto singolare
come potrebbe altrimenti la coda sollevare
lisciarsi i baffi, farsi rispettare?
Nomi così, ve ne dico a bizeffe
come Ciccino, Fuffi o Bagatto,
o Bombardino, Sissi e Caleffe,
che tutti rimandano a un unico gatto.
Ma sopra e sotto, c’è un nome ch’è assente
il nome che non si svela
che nessun umano mai sente
che il GATTO CONOSCE e non rivela.
Se vedi un gatto in gran meditazione
la ragione, ti dico senza discussione,
è che ha la mente rapita in contemplazione
del pensiero del pensiero del suo nome
dell’inef-fabile, ef-fabile
ef-finef-fabile
profondo inaf-ferrabile unico Nome.

*

THE AD-DRESSING OF CATS

You’ve read of several kinds of Cat,
And my opinion now is that
You should need no interpreter
To understand their character.
You now have learned enough to see
That Cats are much like you and me
And other people whom we find
Possessed of various types of mind.
For some are sane and some are mad
And some are good and some are bad
And some are better, some are worse —
But all may be described in verse.
You’ve seen them both at work and games,
And learnt about their proper names,
Their habits and their habitat:
But

How would you ad-dress a Cat?

So first, your memory I’ll jog,
And say: A CAT IS NOT A DOG.

Now Dogs pretend they like to fight;
They often bark, more seldom bite;
But yet a Dog is, on the whole,
What you would call a simple soul.
Of course I’m not including Pekes,
And such fantastic canine freaks.
The usual Dog about the Town
Is much inclined to play the clown,
And far from showing too much pride
Is frequently undignified.
He’s very easily taken in —
Just chuck him underneath the chin
Or slap his back or shake his paw,
And he will gambol and guffaw.
He’s such an easy-going lout,
He’ll answer any hail or shout.

Again I must remind you that
A Dog’s a Dog — A CAT’S A CAT.

With Cats, some say, one rule is true:
Don’t speak till you are spoken to.
Myself, I do not hold with that –
I say, you should ad-dress a Cat.
But always keep in mind that he
Resents familiarity.
I bow, and taking off my hat,
Ad-dress him in this form: O CAT!
But if he is the Cat next door,
Whom I have often met before
(He comes to see me in my flat)
I greet him with an OOPSA CAT!
I’ve heard them call him James Buz-James —
But we’ve not got so far as names.
Before a Cat will condescend
To treat you as a trusted friend,
Some little token of esteem
Is needed, like a dish of cream;
And you might now and then supply
Some caviare, or Strassburg Pie,
Some potted grouse, or salmon paste —
He’s sure to have his personal taste.
(I know a Cat, who makes a habit
Of eating nothing else but rabbit,
And when he’s finished, licks his paws
So’s not to waste the onion sauce.)
A Cat’s entitled to expect
These evidences of respect.
And so in time you reach your aim,
And finally call him by his NAME.

So this is this, and that is that:
And there’s how you AD-DRESS A CAT.

DEL RI-VOLGERSI AI GATTI

Di tipi di GATTO ne hai letto assai
E il mio parere è che adesso sai
Che dell’interprete non c’è necessità
Per comprendere la loro originalità.
Per capirlo hai imparato abbastanza
Che I GATTI son fatti a tua e mia istanza
E son come la gente che ci s’imbatte
Preda di vari generi di teste matte.
Per certi saggi, per certi matti
E certi buoni, e certi inadatti
E certi migliori, e certi peggiori
Ma di tutti ne scrivono i rimatori.
Li hai visti al gioco e in vesti professionali
E tutto hai appreso su nomi individuali,
Abitudini e abitazione
Ma
un Gatto, come ne attiri l’attenzione?

Così, per prima cosa, ficcati in mente che,
UN GATTO UN CANE NON È.

Si dice che ai Cani piace battagliare;
Abbaiano spesso, più che mordicchiare;
Ma insomma, un Cane, è poco più di niente,
Quel che diresti una povera mente.
D’accordo, i Pechinesi hanno un diverso destino,
E così altri mostriciattoli dell’universo canino.
Il Cane normale, che incontri in Città
È certo destinato alla comicità,
E tanto distante dall’esser soddisfatto
Che assai sovente è un mentecatto.
Così facile da imbambolare
Basta grattarlo sotto il collare.
Gli lisci il dorso, la coda gli accarezzi,
E quello si scioglie in mille vezzi.
È un tipo così giocherellone
Che a ogni fischio cambia cantone.

Ancora ti devo ricordare un fatto
Un Cane è un Cane – UN GATTO È UN GATTO

Coi Gatti, c’è solo una cosa da fare:
Stai zitto se non li senti parlare.
Per conto mio, ho un’altra convinzione
Col Gatto bisogna far conversazione.
Ma sempre devi ricordati che
non ama recitare da lacché.
Sto ritto, mi levo il cappello con un gesto adatto
E mi rivolgo a lui, così dicendo: OH, GATTO!
Ma se è il Gatto della mia vicina,
Quello che incontro, quasi ogni mattina
(Viene a farmi visita nel mio salottino)
Io lo ricevo con OOPS BEL GATTINO!
Ho l’impressione che si chiami Fiorenza
Ma non abbiamo tutta questa confidenza.
Prima che un Gatto si mostri rassegnato
A trattarti come un amico fidato
C’è bisogno di un gesto generoso
Come un piatto di latte cremoso;
Soltanto dopo ti potrai presentare
Con caviale, aragosta e, per terminare,
Fagiano bollito, o mousse di salmone
Perché non tutto piace a quel golosone.
(Conosco un Gatto che si fa puntiglio
di mangiare nient’altro che coniglio.
E quando ha finito si lecca le dita
Per non puzzare di salsa margherita.)
Un Gatto pretende che al suo cospetto
la gente agisca con rispetto.
Così soltanto avrai l’occasione
Di chiamarlo con il suo NOME.

E quel che è detto è detto, e quel che è fatto è fatto
Non c’è altro modo di RIVOLGERSI A UN GATTO.
 

 

 

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