Palco/Oscenico :”un concerto da vivere, un viaggio da cominciare”

di Marta Cutugno

Dopo il sold out di fine novembre al Teatro dei 3 Mestieri, Palco/Oscenico, spettacolo di teatro canzone della Compagnia Efremrock,  ieri sera è tornato in altra location, infiammando il pubblico del DAME’. 

Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati”. È il 1989 ed una cinquecento bianca parte alla volta di Venezia. A bordo, tre intraprendenti ragazze, destinazione lo storico concerto dei Pink Floyd. Nel lungo tragitto, l’accesa verve delle protagoniste Gabriella Cacia, Elvira Ghirlanda e Giovanna Verdelli – tra un panino ai fiori di Bach ed intime confessioni sulla colonna sonora che accompagnò la prima volta – si abbandona a ricordi evocati da versi poetici e dal dire esplosivo di un mangianastri.

Sul palcoscenico, una band di sostanza con Paride Acacia – voce, Massimo Pino – basso e voce, Davide La Fauci – voce, Dario Mangano – chitarra elettrica, Simona Vita – tastiera e Massimiliano Parisi – batteria. Un tripudio di rock e psichedelia coca e aspirina: dai poeti americani della beat generation ai ritmi della west coast, dagli Eagles a Ginseberg, dai Beatles a Ezra Pound, a Steve Wonder, all’esoterismo di Crowley. Riflessioni sul senso della vita, su quanto la musica influenzi e racconti le nostre storie, provocazioni oltreoceano – “America quando finiremo la guerra umana?” – disillusione da spietato sistema “lavora, produci, consuma”, e profondità dell’amore universale, tutto restituitoci tramite energico sound e ottime interpretazioni.

Voci e poesia si alternano e sovrappongono ed il coinvolgimento del pubblico, con lo sguardo fisso al ventennio ‘60 – ‘80, non tarda ad arrivare. Cosa abbia trasformato molti timidi piedini danzanti, nascosti sotto i tavoli del DAME’, in scatenato delirio non è mistero ed il naturale e salutare lasciarsi andare sull’onda del rock ha raggiunto il top con “Crazy Little Thing Called Love” dei Queen. Dopo due ore di inteso spettacolo, la destinazione è raggiunta: la serata chiude in riff con la celebre “Run Like Hell” dei Pink Floyd – impunemente non regalataci per intero – ed in sala aleggia una sola, necessaria curiosità: conoscere i futuri programmi di questa formazione fortissima e sapere quando, dove ed in che veste Palco/Oscenico si rimetterà in viaggio.

 

Francesca

Venivi innanzi uscendo dalla notte
recavi fiori in mano
ora uscirai fuori da una folla confusa,
da un tumulto di parole intorno a te.
Io che ti avevo veduta fra le cose prime
mi adirai quando sentii dire il tuo nome
in luoghi volgari.
Avrei voluto che le onde fredde sulla mia mente fluttuassero
e che il mondo inaridisse come una foglia morta,
o vuota bacca di dente di leone, e fosse spazzato via,
per poterti ritrovare,
sola.

Ezra Pound

foto di scena:  Gaetano Rallo Art Photographer

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