Parterre (XIX). Ascoltate insil3nzio: vi presentiamo l’ep

di Libera Capozucca

E’ una sorta di profezia da Giudizio Universale quella che troviamo nelle tracce di questo ep, incapsulata in versi frenetici, liberata da sonorità megatoniche con ritmi pressanti. Una dimensione hardcore rap che, unita al rock e all’heavy, ci introduce in un sound invettivo, tormentato, per liberarsi anche in spazi melodici più distesi. Cinque brani a rappresentare un congegno detonante che squarcia le nebbie del perbenismo, dell’ipocrisia, del consumismo, senza presunzione, con lucidità. Tutt’altro che “Insil3nzio”.

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La band marchigiana manipola gli strumenti e, attraverso l’elettrificazione, ottiene graffi noise e manipolazioni plastiche; le voci rigurgitano le delusioni dell’oggi già in “Ruggine” dove si barrisce contro un mondo arrugginito, folle. A imprimersi nella memoria i versi di “Lou Reed”, vera e propria sequenza di immagini nel segno dell’indignazione. Musica tesa e lirismo d’attualità anche in “Minotauro” per andature scattanti. Il furore del noise è in “Imbanditi” dal taglio scuro e battente, mentre “Fiore volante” e’ una partitura più melodica e sintetica a voler cogliere nel vento un fiore appena spuntato.

Listener

Volutamente privo di una direzione precisa, lo stile di insil3nzio è un sound frutto di ricerca e approdo istintuale; colorato, gonfio di ritmo, nasce come riflessione del contesto socio-politico in cui viviamo. In un mondo sempre più assuefatto a quotidiani orrori, la musica è ancora in grado di rimuovere grottesche maschere di cartapesta? Ascoltate “insil3nzio”.

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