Buratto in Rachmaninov: Concerto di Capodanno 2018 al Vittorio Emanuele

di Marta Cutugno

Messina. Brindisi in musica al Vittorio Emanuele con il Concerto di Capodanno 2018. Dopo i saluti augurali del Sovrintendente Egidio Bernava, del presidente Luciano Fiorino e dei due direttori artistici Simona Celi e Matteo Pappalardo, si lascia spazio alle note, principiando con il tradizionale Inno di Mameli e con l’Inno della Croce Rossa Italiana, alla cui sezione femminile sarà devoluto parte dell’incasso. A seguire, l’ouverture da “Ruslan e Ludmilla”, la pagina più conosciuta dell’opera composta nel 1842 dal russo Michail Ivanovic Glinka e che, nella vivacità delle atmosfere post-rossiniane, fa risuonare il tema dell’aria di Ruslan del II atto.

Cuore pulsante del capodanno musicale messinese è il Concerto per pf e orchestra n. 2 in do minore op. 18 di Sergej Vasil’evic Rachmaninov, solista il giovane Luca Buratto, vincitore dell’edizione 2015 dell’Honens International Piano Competiton di Calgary.
Di Buratto interprete, sin dai primi accordi, emerge la definita personalità ed un sentire profondissimo, lucido, mai eccessivo: con un fare abbandonato alla purezza di suono e sentimento e la postura, il movimento che, a tratti, ricordano Gould sulla storica sedia, Buratto va a toccare le corde più sensibili con un’ assortita gamma di colori che va dall’autentico, al pirotecnico, al cristallino. Buona l’intesa con l’Orchestra ed il maestro Alibrando, sinergia immediata ed intensa che ha prodotto pagine di estrema delicatezza come l’Adagio sostenuto, intriso di lirismo e cantabilità. Richiamato più volte sul palcoscenico, il maestro Buratto ha, inoltre, regalato un’intima esecuzione de Davidsbündlertänze, op. 6 n 1 di Robert Schumann.

Nella seconda parte, le sinfonie di apertura da “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini e da “Nabucco” di Giuseppe Verdi e gli straussiani che, come di consueto, accompagnano i concerti del primo dell’anno in ogni parte del mondo: il sofisticato “Pizzicato Polka”, il Kaiser-Waltz op. 437, l’incantesimo del “An der schönen blauen Donau” – Sul bel Danubio blu op. 314 e la Marcia di Radetzky con la partecipazione del pubblico.

Puntuale e ferma la direzione del maestro Marco Alibrando che cattura per ardore e determinazione: la ricerca espressiva, il contatto centrato sulle parti ed il suo procedere garbato sul podio segnano un alto livello di maturazione che, passo dopo passo, sta aggiungendo importanti tasselli ad una brillante carriera.

Per i tempi ristretti di organizzazione di questo concerto, un doveroso grazie va alla professionalità ed al rigore dei 48 professori d’Orchestra del Vittorio Emanuele che in soli due giorni di prova hanno fatto dono ai messinesi di un graditissimo momento musicale. In chiusura, il pubblico, entusiasta e commosso, è rimasto a lungo in piedi, in ringraziamento, a stringere con l’applauso questa formazione nota tanto per le grandi potenzialità quanto per la condizione di perenne instabilità mai risolta.

foto di Elisabetta Saija

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