Shakespeare ed il “Sogno di una notte di mezza estate” al Monte di Pietà

di Marta Cutugno

Mi piace quando le cose vanno alla rovescia” – Robertino Puck

Messina. Sotto un cielo di stelle, dinanzi la scalea del Monte di Pietà, si conclude il “Piccolo Festival Shakesperiano” diretto da Daniele Gonciaruk. Alle suggestioni noir della “Shakespeare Horror Story” andata in scena al Forte S.Salvatore, seguono le burle degli spiriti liberi nella notte più incantata dell’estate, legata a riti ed a culti di antica tradizione, che Gonciaruk rimodella con estro gioioso e spumeggiante .

Nei minuti che precedono l’inizio dello spettacolo, gli allievi della Scuola Sociale di Teatro sono pronti ad entrare in scena ed in platea si registra il tutto esaurito. Siamo nella notte del solstizio d’estate. Una piccola compagnia teatrale organizza, in gran fretta, le prove dello spettacolo che allieterà la festa di nozze di Teseo, duca d’Atene ed Ippolita, regina delle Amazzoni, suo bottino di guerra. Poco dopo, i due futuri sposi, interpretati con elegante fermezza da Sergio Foscarini e Doriana Garufi, scendono l’imponente scalinata sulle note dell’Intermezzo mascagnano dalla Cavalleria Rusticana. Egeo chiede a Teseo, rispettivamente autorità patriarcale ed autorità politica, consiglio sul futuro della figlia Ermia, promessa a Demetrio ma innamorata e ricambiata da Lisandro. La fuga dei due giovani amanti nel bosco è seguita dalla magica manovra di Robertino-Puck, buffone mattacchione del re Oberon che comanda, per ripicca nei riguardi di Titania, l’impiego del succo della viola del pensiero, dando così il via ad una curiosa e divertente serie di equivoci. Nel fitto bosco accade di tutto ma niente che non possa evolversi vivacemente e trovare un lieto fine. Nel notturno marasma del Sogno, la magia crea scompiglio, la magia reca soluzione. I quattro leggiadri amanti – Alessandro Santoro ed Emanuela Ungaro come Lisandro ed Ermia ed Antonio Previti e Fabiana D’Urso come Demetrio ed Elena – incarnano adeguatamente la disputa perenne tra logica ed impulso, tra ponderato uso del raziocinio e incontrollabile slancio bestiale. Al rispetto per la commedia scritta da Shakespeare a fine ‘500 si uniscono contaminazioni strutturali ed inserzioni musicali che attingono, in vario modo, dall’opera come dal repertorio leggero.

Straordinario Renato Sanfilippo, una Titania in pomposo abito verde mela che inneggia alla sobrietà ma, simpaticamente, accende le lucine colorate incastonate nella vittoriana parrucca. Perfetta ed incisiva la coppia Oberon-Puck: Andrea Cinturrino è un imponente e risoluto Oberon, sovrano fumatore di sigaro con tanto di corna vichinghe illuminate ed intermittenti; Puck è perfettamente reso da Marco Dell’Acqua in giusto spirito, fisicità e gestualità. L’effervescente gruppo di fate è composto da Maria Laganà, Gaetano Mazza, Daniela Orlando, Rosalba Orlando e Giusi Piccione, presenze giocose e fresche nelle parentesi coreografiche e canore.

Superati i malintesi di “innamorati e pazzi lontani dal raziocinio” perduti in quello stato “confuso tra il sogno e la veglia”, il giorno delle nozze la compagnia di “attori ingenui”, annunciata da Filostrata (Maria Giannetto), delizia gli sposi con un brevissimo atto ricco di amabili doppi sensi. La scena nella scena vede Zeppa (Enza Ciacchella), richiamare con sicurezza, dopo il prologo, il fascinoso e presuntuoso Rocchetto (Gaetano Citto) ormai libero dalla testa d’asino che, nel bosco, aveva incantato Titania, Zufolo (Gaetano Mazza) nei panni di una Tisbe ahimè barbuta, Incastro (Anna Bellinghieri) un leone ferocissimamente docile, Agonia (Eleonora Cicciò) il chiaro di luna che rischiara la notte e Beccuccio (Rosario Cuscinà, impegnato anche nella parte di Egeo) nella simpaticissima interpretazione del muro che separa i due amanti. Terminata la celere rappresentazione del dramma di Piramo e Tisbe, dopo l’invito al pubblico per canticchiare insieme “Non ti fidar di un bacio a mezzanotte”, il congedo è affidato al canto corale di un famoso brano di Albano e Romina, la celebre “Felicità” che diviene “Fatalità” e “Sarà festa solenne per tutti”.

in foto di copertina: Marco Dell’Acqua nel ruolo di Puck

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