Turbativa d’incanto

Ad agosto Carteggi Letterari si prende una pausa e sospende la programmazione ordinaria. Riproporremo post apparsi nel primo anno di attività. Qui un intervento di Natalia Castaldi sull’ultimo libro di Jolanda Insana (pubblicato il 5 aprile 2014).


assurdo darsi la mano

a ogni piè sospinto

per non dire di quanti sono pronti

alle pacche sulle spalle

e ti serrano nelle spine dell’abbraccio

***…….……………..

Con Turbativa d’incanto Jolanda Insana approda alla forma dialogica o, per meglio dire, formalmente dialogica, essendo in effetti questo complesso libro un testo sull’incomunicabilità con l’altro e con “la bestia clandestina” appellata all’interno del testo anche come “idiota sottostante”, che per l’Insana sarebbe di fatto  l’altro da noi in senso delocativo, ma peggio l’altro in/di noi stessi, con tutto il carico della  sua ingombrante e imbarazzante presenza.  Nel Complesso, dunque, possiamo definire Turbativa d’incanto come una raccolta il cui filo conduttore si dipana intorno alla cruda scarnificazione del dolore per la presa di coscienza di una reale ed irrimediabile impossibilità comunicativa con un soggetto disturbato e bipolare; ma non è tutto, ciò che più sconvolge e si riflette nel corso della lettura dei sei poemi che compongono il libro, è la capacità della Insana nello spostare sapientemente l’obiettivo nel corso della narrazione poetica di eventi e fatti, sì da evidenziare e mettere in luce la possibilità che questo “essere” bipolare possa appartenerci più di quanto pensiamo ed additiamo al di fuori di noi stessi. Confluiscono inoltre nei poemi che formano il libro (Le foglie del decoro, La bestia clandestina, La centralina saltata, L’idiota sottostante, Caràmbola, La màndola della melanconia) le contaminazioni di diversi temi, da quelli più intimi che segnano il passo dell’invivibilità individualista e solo superficialmente “social” del nostro tempo, a quelli più impersonali che, come frammenti di lettura di ritagli di giornali, infettano e condizionano con eventi di cronaca devastante il quieto scorrere della monotonia quotidiana. Il tutto dialogando un dualismo al femminile privo di estremismi condizionati a una femminilità malinconica e ripiegata (sia pure nell’esasperazione del tema della follia) quasi remissiva, bensì con la volontà di un’affermazione carnale dell’esistenza triviale e comune, che ci appartiene oltre ogni apparenza e che l’Insana ci sbatte potentemente in faccia, con la *“marziale” capacità d’invettiva a lei propria.

(*qui il “marziale” è da leggersi nel suo duplice ruolo aggettivale: l’Insana è da 40 anni vivace e fervida traduttrice di Marziale, da cui ha assimilato il gusto della ferocia nell’invettiva.)

***

a 300 metri in linea d’aria

il più grande parlatorio del mondo

tra le alture del Golan occupato

nella Valle delle grida

ogni venerdì dopo la preghiera

da trent’anni per un’ora di colloquio

come in carcere

si attivano i megafoni dell’ONU

e i siriani dei due villaggi spezzati

si gridano a distanza con l’aiuto del vento

i fatti della settimana

l’acqua razionata

il raccolto andato a male

le melagrane rosseggianti

le novità di famiglia

e fanno conversati di nascite e decessi

l’eco della Valle non arriva qui

dove si nasce a 10 cm di distanza

dove c’è filo spinato

e ognuno è libero di oltrepassare la soglia

– Turbativa d’incanto, Le foglie del decoro (pag 13-14)

*

Che ne sai tu delle storture vere

nel villaggio di Grantorto

che ne sai tu di Koutar Lhasni anni 19

e della sua voglia di vivere?

Koutar è stata ammazzata dal padre

perché costretta al carcere di casa

voleva andare nel mondo

dopo dieci ore di lavoro in stireria

ammazzata a bastonate

mentre tu correvi in carcere

a intervistare il papà di cosa nostra

pontifichi di libertà e non scorgi

i sequestrati della porta accanto

oh se una volta tu dessi voce

a chi non ha voce né taormine

in un empito di pietà signore

ma hai lo strabismo in testa

e la segregazione dello stagista ti sfonda

di compassione

sotto le folate della tua tempesta

trovi ormeggio nel lavoro

e il male lo vedi solo sulla cartastampata

e se nel tuo condominio c’è qualcuno

che implora maltrattato

ti chiudi nel cesso e fai l’indifferente

– Turbativa d’incanto, L’idiota sottostante

*

ma sono un granatiere

e tu insulti i granatieri

che a Porta San Paolo non s’infrattarono

ma l’8 settembre per te non è giorno di resistenza

e vai oltraggiando

poi che non sai della resistenza all’oltraggio

e blateri e blateri

tra ordini e contrordini

non hai visto la patria nascondersi? era l’Italia

che ieri come oggi mette in salvo la pellaccia

lasciando tutti allo sbando

– Turbativa d’incanto, L’idiota sottostante (pag 86)

*

nelle estreme periferie del lutto

non mostri il fianco

non fai una piega

ma chiedi attenzione

e approfittando dell’altrui debolezza

ricatti senza un rutto di commozione

senza un grugnito di pietà

– Turbativa d’incanto, la bestia clandestina (pag 44)

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