InVersi Fotografici VIII – Prati, Funamboli e la paura del Buio

di Cinzia Accetta

L’inVerso Fotografico di oggi è assonante e metaforico. Parte da questa immagine della mia amica fotografa Shobha Battaglia che ritrae l’eleganza serafica di una funambola indiana.

Si nasce funamboli o spettatori  – ci sussurra Paola Mastrocola dalle pagine de “L’esercito delle cose inutili” che poi veramente inutili non sono nel senso che tutto è utile a qualcosa, bisogna solo scoprirlo e a volte ci impieghiamo tutta la vita a capirlo, che quel qualcosa era per noi utile, anzi più che utile direi imprescindibile.

Ma questa è un’altra storia.

Shobha Battaglia
Shobha Battaglia

A Variponti  – dicevamo – si nasce funamboli o spettatori.

“Hanno i piedi prensili, o una colla speciale. So solo che stanno dritti sopra il niente, lassù, con quei due piedi incollati e le braccia aperte tipo ali, che magari tengono cosi per stare in equilibrio. Vestiti di nero, con la calzamaglia. non so perché sempre di nero, sembrano moscerini stagliati contro il cielo. Fa un’impressione. Avanti e indietro, tutto il giorno, tutti i giorni. Veloci, sicuri, non cadono mai. Uno alla fine si chiede la terra a cosa serve, visto che si può camminare in aria.

Be’, quello è il prato 83. Prato dei funamboli.

Non trovi nessun altro li, solo funamboli.

Se vai li, fai quello: cammini sulle funi.

Cioè, vai li perché fai quello. Se ritagliavi stencil, andavi dai ritagliatori di stencil. Prato 227, per dire… Ma se sei funambolo, sei uno che nella vita tira funi tra due muri e poi ci cammina su, allora vai bene per il prato 83.
Chi invece vuole solo guardarli, i funamboli, prato 84. Li ci sono gli spettatori di funamboli. Gente che sta a terra. Gli piace cosi. Non è che tutti sono nati per stare in bilico su un centimetro di corda traballante, ci manca solo.
Magari ti piace, ma non hai voglia di farlo: allora guardi, va bene uguale. Vai con gli spettatori. Ogni tanto sbocconcelli una nuvola di zucchero filato, addenti una barretta di croccante e stai lì con gli occhi belli spalancati, e tremi appena vedi la fune che dondola un po’ troppo, e fai oh, fai ah. Poi quando i funamboli smontano, te ne torni a casa, oppure ti fermi ancora col naso per aria, a guardare il buio che arriva”.

da Paola Mastrocola, L’esercito delle cose inutili, 2007.

Wim Wenders - Il cielo sopra Berlino
Wim Wenders – Il cielo sopra Berlino

Questa sera è l’ultima col mio buon vecchio numero. E poi è anche luna piena. La trapezista si rompe l’osso del collo.

Sta’ zitta, zitta…

(…)

Il tempo guarirà tutto.

Spesso parlo da sola, solo per imbarazzo in momenti come questi, come adesso.

Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?

Come se qualche volta ci si dovessi chinare per vivere ancora.

Vivere, basta uno sguardo.

Il circo mi mancherà.

È buffo, non sento niente. È la fine e non sento niente.

Devo disabituarmi ad avere cattiva coscienza quando non sento niente.

Come se il dolore non avesse un passato.

Tutta la gente che ho conosciuto, che resta e resterà nella mia memoria; finisce proprio mentre sta per cominciare. Era troppo bello per essere vero.

Finalmente fuori in città. Chi sono io, chi sono diventata? La maggior parte del tempo sono troppo cosciente per essere triste. Ho aspettato un’eternità che qualcuno mi dicesse una parola affettuosa. Poi sono andata all’estero. Qualcuno che dicesse: “oggi ti amo tanto”, come sarebbe bello. Devo solo alzare la testa e il mondo si apre davanti ai miei occhi… mi sale nel cuore.

Quando ero bambina volevo viere su un’isola. Una donna sola, potentemente sola. Si. È così.

È tutto così vuoto, slegato. Il vuoto, l’angoscia. Angoscia, angoscia, angoscia. Come un animaletto che si è perso nel bosco. Chi sei tu?

Non lo so più. So solo che non farò più la trapezista. Basta col trapezio. Le decisioni improvvise, alle quali si crede.

Ma non piangere, veramente l’ultima cosa da fare è mettersi a piangere. Succede così. Dipende. non è mica sempre tutto così come si vuole.

Così vuoto, tutto così vuoto…

Che devo fare? Non pensare più a nulla. Semplicemente esserci. Berlino. Qui sono straniera e tuttavia tutto è così familiare. In ogni caso non si ci può perdere, si arriva sempre al muro. Aspetterò davanti a un automatico e poi verrà fuori una foto con un altro viso. Così potrebbe cominciare una storia. Delle facce, ho voglia di vedere facce. Forse trovo un posto come cameriera.

Ho paura di questa sera. È idiota. L’angoscia mi fa male perché solo una parte di me ha l’angoscia e l’altra non ci crede. Come devo vivere?

Forse non è per niente questo il problema. Come devo pensare? So così poco.

E forse è perché sono sempre così curiosa. Talvolta penso in modo così sbagliato perché penso…

Come se parlassi contemporaneamente a qualcun altro. All’interno degli occhi chiusi… chiudere un’altra volta gli occhi. Allora anche le pietre sono vive…

Stare in mezzo ai colori; i colori, le luci al neon nel chiaro della sera; il metrò rosso e giallo.

Devo solo essere pronta e tutti gli uomini del mondo mi guarderanno… Nostalgia, nostalgia di un’onda d’amore che salga dentro di me.

È questo che mi rende sempre così incapace: l’assenza di piacere.

Il piacere d’amare…

Monologo Marion – da “Il cielo sopra Berlino”, Wim Wenders, 1987.


Shobha

Biografia

Shobha, fotografa palermitana figlia della fotografa Letizia Battaglia, inizia a fotografare nel 1981 per il quotidiano di Palermo “L’Ora” raccontando gli anni duri della guerra di mafia.

“Donne e Mafia”, uno dei reportage di maggiore importanza, pubblicato dalle più importanti testate internazionali.

1985 Riapre a Palermo il Laboratorio d’IF, centro di cultura fotografica, fondato da Letizia Battaglia negli anni settanta, dove organizza corsi, mostre e rassegne con i più importanti fotografi internazionali.

Dal 1987/92 Inizia ad occuparsi di temi sociali e politiche internazionali e gira il mondo.

Vive tra Cuba e L’Italia e con la giornalista Alessandra Riccio pubblica due libri, “Auguri Comandante! E’ nata una femmina” e “Donne a Cuba”, per le Edizioni della Battaglia in Italia e in Francia per Desmart.

1991 New York Reportage, Silvia Baraldini nel carcere di massima sicurezza.

1991 Cuba Reportage, Assata Shakur, leader delle Black Panther, evasa  dalle carceri di

massima sicurezza americane.

1995 Espone alla XLVI Biennale di Venezia e comincia a sviluppare progetti con artisti dell’arte contemporanea tra i quali la tedesca Rosemarie Trockel, Carsten Höller, i russi Ilya ed Emilia Kabakov e l’inglese Richard Long.

1998 Vince il World Press Photo con “Gli ultimi Gattopardi”, un lavoro sull’aristocrazia siciliana. Catalogo edizione Contrasto.

2000 Iraq – realizza un reportage sul compleanno di Saddam Hussein un anno prima della guerra del Golfo.

2000 Cuba – realizza vari reportage per varie testate. Per “Io Donna” del Corriere della sera, un reportage di moda contro l’embargo, usando personaggi della rivoluzione cubana.

Pitti Moda. Sempre  per “Io Donna” del Corriere della Sera, realizza diversi fashion reportage tra l’Italia e l’India.

2001 Riceve la nomination Hansel Mieth Preis, con il reportage “Chiesa e Mafia”, insieme alla giornalista Petra Reski.

2001 Fonda insieme al curatore Paolo Falcone, il Micromuseum  for Contemporary Art e cultura a Palermo.

2001 Vince nuovamente il World Press Photo con “Gli angeli della Medina”, un reportage tra moda e rivoluzione della stilista africana Oumou-Sy. Catalogo edizione Micromuseum.

2002 Photoespaña, Festival Internacional de Fotografia Femeninos, a Madrid.

2003 Reportage sulla tratta dei minori in Moldavia. Unicef

2004 Vince il Premio Giacomelli dedicato alla memoria di Osvaldo Buzzi.

2004 Fotografa per la Telethon, la più nota iniziativa di raccolta fondi in Italia, da questa iniziativa nasce un libro Contrasto editore.

2005 Realizza un progetto sui minori autistici, documentando la loro vita quotidiana, dal quale nasce “Coriandoli d’Amore”, una pubblicazione edita ADA Comunicazioni.

2006 Espone a Corigliano Calabro con Letizia Battaglia: “La violenza e il dolore. Cronaca Siciliana” e successivamente presenta al Museo Diffuso della Resistenza di Torino “Il dolore”, un’installazione video sulle donne vittime della violenza ed in particolare mafiosa, progetto realizzato con le musiche di Giovanni Sollima.

2006/07 Per conto dell’associazione “Famiglie Down di Palermo”, organizza e conduce un workshop di fotografia con un gruppo di ragazzi down, realizzando una mostra, un video documentario (con le musiche di Giovanni Sollima e Alessandro Gandola) e un catalogo: “Storia d’amore”. La mostra è stata poi ospitata a Brescia durante il festival Disability; nel 2008, la mostra inaugura un ciclo di esposizioni presso la Casa Museo Paolo Uccello a Palazzolo Acreide. Il progetto è stato ospitato in vari Festival nel mondo.

2008 E’ invitata, insieme alla madre Letizia Battaglia, al Festival des Tops in Cina.

2009 Mostra: “Rabbia & Silenzio” – Galleria Metis, NL Amsterdam.

2009 Per l’azienda vitivinicola Planeta, fotografa la Sicilia. Un progetto a quattro mani con l’artista, architetto Costanza Algranti che lavora con il concetto del riutilizzo. Nasce una mostra, un video e un libro, edito da Planeta: “Viaggio in Sicilia”.

2010 Espone la mostra “Viaggio in Sicilia” a Monaco.

2010 Nocera, riceve il premio CIVITAS, per il coraggioso impegno civile e sociale, simbolo di

amicizia tra l’Italia e l’India.

2010 Bangladesh, collabora con un gruppo internazionale di donne chirurgo “Women for Women” – IPRAS (International Confederation for Plastic, Reconstructive and Aesthetic Surgery) contro la violenza sulle donne, vittime del vetriolo.

2011 E’ invitata a partecipare dal professor Zannier alla biennale di Venezia, con un lavoro sulle monache buddiste, (progetto del 2011) sopravvissute al regime di Pol Pot in Cambogia.

2011 Inaugura la mostra: “A journey at 54. Venice Biennale” un progetto sulla Biennale di Venezia per la fondazione Sambuca, curata da Paolo Falcone, catalogo edito dalla Fondazione Sambuca.

2011 Inaugura la mostra “Nuova Darsena per una Ravenna capitale del futuro” – con il fotografo Giampiero Corelli.

2012 Collettiva: “Il silenzio è mafia” a cura di Contrasto, Palazzo Incontro – Roma, un omaggio

alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

2012 Partecipa alla mostra, con Letizia Battaglia e Franco Zecchin, per la commemorazione del ventennale della strage di Capaci, “Giovanni Falcone eroe italiano” presso l’ambasciata d’Italia a Washington.

2012 Pubblicazione Il Coraggio e l’Esempio”, con Letizia Battaglia e Franco Zecchin – Corriere della Sera: “Falcone e Borsellino 1992-2012 – per la commemorazione del ventennale delle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

2012 Partecipa alla prima edizione del Foto Festival Ragusa, mostra e video: “Quando l’acido sfigura anche l’anima”. Bangladesh 2010 e al Nissa Photo Art di Caltanissetta.

2012 “Sicilia Mafia”, trent’anni di mafia raccontati da una fotoreporter palermitana. Università Suor Orsola Benincasa – Napoli.

2012 Partecipa al Festival Internazionale di Fotogiornalismo di Perpignan, con un progetto sui minori e le corse clandestine di cavalli a Palermo

2012 Galleria Fotografica Luigi Ghirri, Caltagirone “Storia d’amore – nove ragazzi speciali fotografano Palermo insieme a Shobha”.

2013 I.C. Maria Montessori di Caltagirone, conferimento de il “MONTESSORI 2013” Cultura per la legalità, Cultura della Legalità, un riconoscimento alle fotografe, Letizia e Shobha Battaglia per il loro impegno nel trattare temi afferenti all’Antimafia e ai diritti civili nel mondo.

2013 Corigliano Calabro Fotografia 2013, mostra e installazione video: “Breathing Dust – dee della polvere” –  India 2012.

2014 Santarcangelo Di Romagna – Festival Internazionale del teatro in piazza – Workshop 11-13 luglio

2014 Siena – Corte dei Miracoli- Workshop: “Raccontami una storia” 3-6 ottobre

2014 Caltanissetta – Cefpas-  evento Scatti d’amore. Curare con le immagini. Mostra: “Storia d’amore. Nove ragazzi speciali fotografano Palermo con Shobha e proiezione del video: “con i nostri occhi”.

2014 Palermo – Cantieri Culturali alla Zisa “Poetical Politics  suoni e visioni contro la crisi #5”
Presentazione video Shobha: “Wat Lanka” un progetto sulle monache buddiste scampate al genocidio di Pol Pot in Cambogia e “Breathing Dust – dee della polvere” un lavoro sulle operaie edili in India.

Espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero nei musei e nelle più importanti gallerie: Nieuwe Kerk di Amsterdam, Fototsentr Gallery di Mosca, Kasteev State Art Museum di Almaty Kazakistan, Casa de Vacas di Madrid, Museo de la Nacion di Lima, Kowloon Cultural Centre di Hong Kong, Photokina di Colonia, Le Carrousel du Louvre di Parigi, Museo Rufino Tamayo di Città del Messico, Couvent de Minimes di Perpignan, Cairo Opera House, World Financial Center di New York, Museum of Tolerance di Los Angeles, Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, Arc/Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, etc.

Ha pubblicato sulle più importanti testate italiane e straniere, tra le quali Geo, Zeit Magazine, Der Spiegel, New York Times, Sunday Times, i periodici di Repubblica e del Corriere della Sera, l’Espresso, Vanity Fair, Focus e molti altri.

Da anni vive tra l’Italia e l’India, dove ama raccontare con la fotografia e il video, storie poetiche in quell’India invisibile che non fa notizia. Le sue immagini ritraggono da sempre temi sociali e internazionali, con un’attenzione particolare verso il mondo femminile.

Organizza vari workshop fotografici sia in Italia che in India.

In India, porta avanti  il progetto Mother India School, tra  fotografia e volontariato.

www.motherindiaschool.it

www.shobha.it

Shobha è membro dell’Agenzia Contrasto dal 1991

www.contrasto.it

0 pensieri su “InVersi Fotografici VIII – Prati, Funamboli e la paura del Buio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *