Pillole di poesia – Andrea De Alberti

di Ilaria Grasso

La nostra specie sta vivendo una condizione che definirei “ansia del vuoto”. De Alberti, tramite i versi di questa poesia, fa una campionatura delle mancanze di cui l’essere umano soffre in maniera più o meno consapevole oggigiorno. L’originale rimando all’evoluzione della specie che il poeta porta avanti per buona parte della raccolta, ad iniziare dal titolo, ci dimostra che l’uomo non è fatto solo di biologia o di bisogni fisiologici ma anche di tante cose invisibili agli occhi ma necessarie per l’anima. Attingendo dalla poesia scelta ad esempio la stima sociale, un “reciproco amore” o una “parola di riconoscimento”. Mi soffermo su quest’ultima per fare chiarezza su un punto. Il bisogno di riconoscimento non è una necessità degli insicuri, convinzione che troppo si sta diffondendo in vari ambiti, bensì la condizione prima per la comunicazione più autentica. Chissà cosa ne direbbe Maslow?

L’anello mancante è una parola di riconoscimento,
un obiettivo comune, una sofferenza condivisa,
una questione di giustizia, l’anello mancante è stima sociale,
un reciproco amore, un dialogo pregnante,
una prospettiva lunghissima, un’opportunità per chi sta
male,
una felicità disponibile, un diritto inderogabile,
il disgusto per la crudeltà,
l’anello mancante non è un essere umano,
un primitivo nascosto nel cuore di una caverna,
ma è un’assenza che genera linfa per una nuova terra.

DALL’INTERNO DELLA SPECIE – Giulio Einaudi Editore

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