Salvador Dalì_Ascensione di Cristo_1958

Tre poeti per la resurrezione – Zanzotto, Turoldo, Luzi

Elegia pasquale

Pasqua ventosa che sali ai crocifissi
con tutto il tuo pallore disperato,
dov’è il crudo preludio del sole?
e la rosa la vaga profezia?
Dagli orti di marmo
ecco l’agnello flagellato
a brucare scarsa primavera
e illumina i mali dei morti
pasqua ventosa che i mali fa più acuti

E se è vero che oppresso mi composero
a questo tempo vuoto
per l’esaltazione del domani,
ho tanto desiderato
questa ghirlanda di vento e di sale
queste pendici che lenirono
il mio corpo ferita di cristallo;
ho consumato purissimo pane

Discrete febbri screpolano la luce
di tutte le pendici della pasqua,
svenano il vino gelido dell’odio;
è mia questa inquieta
gerusalemme di residue nevi,
il belletto s’accumula nelle
stanze nelle gabbie spalancate
dove grandi uccelli covarono
colori d’uova e di rosei regali,
e il cielo e il mondo è l’indegno sacrario
dei propri lievi silenzi.

Crocifissa ai raggi ultimi è l’ombra
le bocche non sono che sangue
i cuori non sono che neve
le mani sono immagini
inferme della sera
che miti vittime cela nel seno.

Andrea Zanzotto

 

***

Incantesimo di Venerdì Santo

Eppure io sento una certezza
legarmi a questo
legno superstite; sento
ognuno portato da questa
condanna d’ esistere.

Anch’egli è dovuto tornare
fra noi dal regno di morte
in questo impetuoso
sgorgare di sangue.

E furono anzi le nostre
mani, le nostre
labbra, che ne hanno
consumato il cadavere,
a ridargli la vita:
egli ormai non può più morire.

Certezza che lega perfino
le pietre al loro essenziale
istinto: potere
d’una magia che erompe
da noi mentre
un reticolato di pensieri
ci esilia…

David Maria Turoldo

 

***

Coro, preghiera (da La Passione)

Dal sepolcro la vita è deflagrata.
La morte ha perduto il duro agone.
Comincia un’era nuova:
l’uomo riconciliato nella nuova
alleanza sancita dal tuo sangue
ha dinanzi a sé la via.
Difficile tenersi in quel cammino.
La porta del tuo regno è stretta.
Ora sì, o Redentore, che abbiamo bisogno del tuo aiuto,
ora sì che invochiamo il tuo soccorso,
tu, guida e presidio, non ce lo negare.
L’offesa del mondo è stata immane.
Infinitamente più grande è stato il tuo amore.
Noi con amore ti chiediamo amore.
Amen.

Mario Luzi

 


In copertina: Salvador Dalì, Ascensione di Cristo, 1958

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