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Variazioni sul tema dell’ombra nella pittura di Caravaggio (34)

di Daniela Pericone

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Caravaggio, Madonna dei Palafrenieri (o Madonna del Serpe), 1605-1606 (Roma, Galleria Borghese)

Nel dicembre 1605 Caravaggio riceve una prestigiosa commissione per l’altare dei Palafrenieri in San Pietro Vaticano. L’opera eseguita, la Madonna dei Palafrenieri (o Madonna del Serpe), dapprima collocata sull’altare, viene in breve rimossa e poco dopo acquistata dal Cardinale Scipione Borghese. Non sono chiare le motivazioni che hanno indotto al rifiuto i cardinali della Fabbrica di San Pietro, potrebbe trattarsi delle consuete obiezioni sul mancato decoro e l’inadeguata aderenza ai dogmi o potrebbero aver influito le intenzioni di Scipione Borghese di ottenere per sé il dipinto.

Nella tela destinata a rappresentare l’azione vittoriosa della Chiesa sul male, la Madonna sostiene Gesù bambino nell’atto di schiacciare, con il piede unito a quello di lei, la testa del serpente simbolo del peccato originale. Controversa è ancora una volta la scelta di raffigurare la Madonna nelle sembianze di una donna reale e riconoscibile (Lena, amante di Caravaggio), per di più ritratta in vesti che danno risalto alla femminile carnalità, là dove anche il Bambino è raffigurato interamente nudo.

D’accanto assiste all’evento una Sant’Anna altrettanto avversata, poiché appare nei panni di una vecchia popolana e in posa troppo statica e inerte per incarnare la parte richiesta contro il male.

Luci e ombre sono distribuite sulla tela a distinguere nettamente la Madonna e il Bambino da un lato, e la Santa dall’altro. Forse è in tale opposizione che si cela un’ulteriore, più istintiva, ragione di rifiuto. Avvolta da una luce dorata, la bellezza florida e vitale della Madonna stride con la figura truce e sgradevole della vecchia Santa, quasi del tutto rifusa in ombra. L’accostamento di due attitudini così distanti sposta l’attenzione su un tema diverso rispetto all’intento dichiarato dell’opera. Allo sguardo s’impone l’evidenza del contrasto tra rigoglio della giovinezza e destino di disfacimento. L’incombenza del passaggio verso l’oscurità è il maligno che non si può eludere.

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Caravaggio, Madonna dei Palafrenieri (o Madonna del Serpe), particolare, 1605-1606 (Roma, Galleria Borghese)

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