FLASHES E DEDICHE – 48 – IL BIANCO DELLA PORTA

Non è certo un segreto :porta non amo gli haiku,  soprattutto quando sono mere mimesi di uno stile e di un modello di pensiero distanti dagli schemi occidentali. Questo l’ho detto subito, per onestà,  anche a Floriana Porta che mi ha omaggiato con due suoi libri, “Quando sorride il mare” edito da Ag Book Publishing e con “Dove si posa il bianco” edito da Sillabe di Sale Editore, dove poesia e haiku convivono. La mia curiosità comunque mi ha fatto leggere le opere della Porta e devo dire che ho scoperto una bella penna. L’autrice con stile secco, talvolta agitato e minatore, scava bene nel materiale umano a lei congeniale, portando alla luce, soprattutto in Dove si posa il bianco, elementi poetici molto interessanti. Una poesia onesta e concreta con riferimenti ad un onirico interiore dal sapore universale. La Porta si occupa anche di altre forme d’arte e si percepisce. Le pennellate di immagini che propone, presuppongono un occhio attento, allenato e una capacità di percepire “l’attimo”, ed è la capacità di chi sa ben scrivere. Il bianco è un poema messo a fuoco dentro le sfocature esistenziali, il bianco è anche il colore con cui si offrono parole al lettore, che potrà vedere un caleidoscopio di sensorialità.

 

 

E PIÙ OLTRE

Sovrapporsi,

immaginando parole

perdendoci nel nulla.

Respirandone l’odore

e il piacere taciturno

fuori campo, abbracciandosi

a perpendicolare sul vento

e più oltre.

 

 

DOVE SI POSA IL BIANCO17239836_10212948879020404_1242265020757618848_o

Ragnatele di luci

ingialliscono ai due estremi

di una preghiera.

Con lo sfiorare l’inverno

fuori di noi,

dove si posa il bianco.

 

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