23 maggio 1992: “basta che ognuno faccia il suo dovere”

di Daìta Martinez

ho guardato
giovanni
da quel lenzuolo

_ verde carta _

pronto soccorso
urla
vesti bianche, urtate
e
il corpo, suo
caduto
in un altrove di dolore

avvolto

_ verde carta _

valore di un ideale
non sventrato in quell’ade di tritolo

lì ! innanzi al neon
traversa bocca
obliqua luce
di sangue folta

sangue
di rabbia
purpureo di eterno

( 23 maggio 1992 )

si parlava.
ci si accompagnava alla melodia dell’imbrunire

d’un tratto sirene a foderare canto
in pioggia di sgomento
nell’ora dell’infamia

ho guardato
giovanni
da quel lenzuolo

_ verde carta _

il grido
la sua compagna in lotta con il respiro
porte aperte
chiuse
aperte

nella stessa croce ri _congiunti

corridoio di pietra : ruote stridenti al passaggio

e quel neon
e quel viso che non c’era

e le sue parole

[…] “perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”

e un oggi _ ancora _ per   n o n   o b l i a r e   e c o

***

Francesca_Morvillo_e_Giovanni_Falcone

0 pensieri su “23 maggio 1992: “basta che ognuno faccia il suo dovere”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *