Pillole di poesia – Ilaria Boffa

di Ilaria Grasso

Spesso gli elementi marini vengono utilizzati come archetipi del nostro mondo interiore. Frequentemente usiamo termini come ‘abissi’ o ‘tormente’ per riferirci anche ciò che abbiamo nel nostro cuore e nella nostra anima. E lo facciamo d’istinto o per meglio dire ‘a naso’ perché gli odori sono altamente resistenti alla memoria. Nel nostro cervello infatti la zona deputata alla codifica degli odori è molto vicina all’ippocampo il quale, inserito nel sistema limbico, svolge un ruolo importante nella formazione delle memorie esplicite (dichiarativa e semantica), nella trasformazione della memoria a breve termine in memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale. Ilaria Boffa tramite l’immagine del cane che annusa sulla battigia ci porta a conoscenza di questa dinamica in maniera diretta ed efficace.
Per mezzo di questi versi descrive luoghi di sicuro approdo e turbini che ci lasciano spesso con il cuore infranto, disorientato e affamato di nutrimento nuovo e rassicuranti odori. La chiusura finale della poesia ci svela anche alcune possibili reazioni e comportamenti. Abbiamo infatti acquisito quella vulnerabilità (sensibilità) che ci farà leggere meglio dentro noi stessi e il mondo che ci circonda e, nonostante tutto, andare più lontano. Forse neanche dove mai avremmo immaginato di arrivare.

ALGHE

Su questa punta di terra familiare

le alghe adornano la battigia

lacci rossi che India-lee*

annusa ostinata.

Il limite ad est naviga verso

la spaziosità e disegna

una terra, irregolare e incolta

dove sostare

prima di migrare.

Sei mai stata trascinata via come sabbia?

pare nella medesima direzione e in realtà

in miriadi di diagonali spezzate.

Mangeremo alghe per cena

nutriremo il nostro sangue

e ci vestiremo da goffi cefali.

Nuoteremo lontano, vulnerabili.

* India-lee è un cane

Da Periferie/The Bliss oh Hush and Wires – Samuele Editore

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