Pillole di poesia ~ Mariagiorgia Ulbar

di Ilaria Grasso

Qualsiasi cosa noi vediamo è già accaduta e quando vogliamo raccontarla a noi stessi e altri dobbiamo necessariamente far appello alla rievocazione. Durante la descrizione delle cose capita di porsi delle domande e talvolta le facciamo anche agli altri per meglio comprendere. Alimentiamo dunque un dialogo che di volta in volta ci arricchisce grazie ad una costante elaborazione che ci fa capire le infinite possibilità ancora aperte. Ulbar sceglie come simbolo di questo percorso la gita speleologica attribuendo grande importanza al lavoro di scavo che precede l’escursione. Ciò che nei versi troviamo sono vuoti accoglienti come grotte e angoscianti come doline, pensieri dolci come avvallamenti e paurosi come le ripide pareti delle forre. Li riconosciamo come nostri, ognuno secondo il panorama interiore che abbiamo saputo creare. Diventiamo allora noi stessi un luogo. Non siamo soli in questo percorso e vedere che ciò che temiamo è stato superato da altri ci consola. Abbiamo acquisito gli strumenti per rileggere le nostre esperienze e il nostro vissuto per fare fruttare l’esperienzanostra e di altri. Ora il nostro percorso è più chiaro. Ci siamo riconciliati con noi stessi e con gli altri. Ora sì che possiamo dirlo: stiamo tutti bene.

Il futuro è sotto terra

Grotta, caverna, forra,

gola, orrido, dolina.

Oggi ho fatto una gita speleologica.

Si stava bene

Da Gli eroi sono gli eroi – Marcos Y Marcos

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