Enrico De Lea – Inediti (1994-2012)

 

*

(disciplina)

Breve sterminio

di nuvole accagliate,

ingenuo germina

ma tiene l’osservanza dell’acciuga.

Brezza al bastàso massimo,

carèna mastra

sulla barra dell’ossesso.

*
(assolo)

Credenza dei clarini,

erosione dei tocchi

d’ossidiana.

Solerte elevandosi ai gelsi

proruppe in scale ai dirupi,

con quale dimestichezza l’efebo

delle sue argille.

*
(tragos)

“E, corta e strania folla che m’assiepi,

il coccio euripideo non t’assomiglia…”.

*
(tua voce)

Se d’un virile sgomento

ciba la corda l’arco lo stromento,

strazia la gola

dissecca la favella.

*
(scritturale degli ori)

Celletta del monaco

Orfeo, ivi s’aggruma

melico il candore

del corpo lasso,

della parola offensa,

passione per tortora e sparviero

o pertinenza alla catena buia.

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