Per il fine settimana – Enrico De Lea, “notizia e luogo (versi 1982 -1992)” inediti

[per la foto di copertina ringraziamo l’artista Daniela Smiroldo]

nello Stretto

Spirito forse, non ancora mostro,
il terzo millennio a questa soglia
s’appressa d’acque e terre,
lenta bracciata, placido passo.


(notizia dai luoghi)

1.
S’alterna il doppio azzurro nel canale,
paesaggio parallelo, non è terra
nitida, celeste, ma acqua astuta,
mezzana di due mari,
dove imbrigliare l’occhio, evitare
Scilla Cariddi i moti sconosciuti
per il nulla bellissimo che incombe.

2.
Oltre Cariddi fu, minna che spande,
c’era un tempo l’Europa, terra invano.
Al di qua, la riva guasta ch’esilia
ogni voce, ogni luce, la neutra Messina,
al di qua, inizio e fine di Sicilia.

3.
Al primo labile lucore, nella prima alba,
la percussione il fischio
di un treno al di là della collina
detta Montepiselli – selva un tempo,
poi orti entro terrazze sul centro di Messina –
oltre Forte Gonzaga, immobile vecchio,
nel solco della valle, popolo assopito, di Camaro.
Alle sei del mattino
la sua eco ovattata trapela,
il suo volare via verso il Tirreno
nell’aria liberata. E coi padri gli anni, coi padri,
via forse in pochi istanti d’alba,
nella luce avara, con quel treno.

4.
La notizia è
da luoghi malcerti, non segnati
sulle carte consunte della nave.
Fata Morgana, velame dello Stretto,
lente che illude
sotto, l’astuzia dell’abisso,
il passaggio interdetto.

(nello Stretto)

Da sempre sfinito
dal viaggio
quasi infinito
ripiglio coraggio
recito m’offro
in pasto al mito
mi tuffo (con gli occhi
di sempre lo sfido)
dal traghetto
nell’azzurro astuto
infido
dello Stretto
muto
mi guardo non soffro –
nulla che mi tocchi.

P.S. in una precedente versione apparsi, nella plaquette Esercizi vitali (1988) e nella raccolta Pause (1992).

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