èkphrasis: Daniela Pericone su John Chervinsky

John Chervinsky
John Chervinsky: Oranges, Box and Painting on Door, 2011

 

Uscire da sé stessi lasciandosi
scivolare dalla pelle come un accappatoio
dal gancio delle scapole
appoggiare gli occhi sul tavolo
un tavolo uscito da sé stesso dalla vita
in cui non era che una porta
stanca di stare in piedi sempre sull’attenti
a guardia di un’isola senza pareti
– la porta è l’unica parete ma è soglia invalicabile
prigionia di uccelli e caronti –
s’immagina nell’ora più indifesa addormentarsi
si pensa orizzontale si corica ed è un tavolo
ora porta il peso di mille arance
rotonda beatitudine di sole e pianeti
che oscillano in visioni
parvenze di spazi senza luogo
di tempo senza passato
e nessuna soluzione.

Daniela Pericone

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *