La metafisica dell’anima: De Chirico in un libro di Antonello Pizzimenti

Graus Edizioni

Il saggio si propone di analizzare la vena artistica di Giorgio De Chirico, permettendo di conoscere lo stile metafisico novecentesco tramite una personale e libera interpretazione dell’autore.  Sono presenti nozioni concernenti diverse discipline dello scibile connesse direttamente ai titoli delle opere;  sono presenti spunti di riflessione introspettiva e descrizioni dei canoni delle opere in chiave puramente emozionale,senza porre alcun freno all’impeto della personalità di ognuno di noi. De Chirico ha “donato” all’autore la possibilità di revisionare la propria produzione secondo un occhio consapevole di avere di fronte a sè non una semplice opera d’arte ma un abisso di sensazioni che tutti, almeno una volta nella vita, proviamo nel cercare il significato o una particolarità di uno stile pittorico. Le ampie piazze o anche solo i piccoli dettagli sullo sfondo delle opere che travolgono il campo visivo con un silenzio surreale sono la porta principale attraverso al quale si accede alla multidisciplinarietà del manoscritto. 

La metafisica dell’anima

“L’idea di cimentarmi in un saggio sulla figura di Giorgio De Chirico nacque osservando alcune sue celebri opere che mi suscitarono ricordi legati al  periodo  della scuola media superiore. Gli edifici metafisici con le caratteristiche arcate scavano un solco nell’esistenza umana e traggono spunto dai palazzi sorti tra gli anni trenta e quaranta nelle maggiori città italiane; osservando questo dettaglio la mia ispirazione mi ha condotto a ripensare ad una delle piazze della mia città nativa, Piazza della Vittoria in Genova. Fu così, da questo accostamento di pensieri che mi colpì ciò che io definisco come “un fulmine a ciel sereno” inteso come interpretazione creativa delle opere del maestro De Chirico; il suo stile pacato, asciutto e quieto ma allo stesso tempo avvolto nell’abisso di un tempo che si è fermato, traccia la strada all’uomo incapace di ritrovare sé stesso”.

“Dovendo fare una riflessione artistico-psicologica, sembra quasi che un silenzio eloquente bussi alla porta della coscienza umana che, sostenuta dalla razionalità, diventa un edificio sicuro in cui ripararsi; in alcune opere presenti nel libro, gli orologi che solitamente scandiscono i momenti della nostra vita, qui si rivelano metafisicamente immobili per comunicare al nostro io che ricordare un preciso istante di qualsiasi giorno, mese, o anno non è superfluo ma presuppone l’inizio di un cammino interiore; le numerose piazze della quali ho inteso ripercorrere la storia sono una fonte di storia, arte e cultura per il nostro Paese; il collegamento tra i titoli delle opere dell’artista e l’excursus delle piazze inserite nell’opera, permettono un viaggio metaforico nella nostra Italia, poichè ho inteso favorire la riscoperta di luoghi che sono un’eredità della nostra storia; città come Milano, Firenze e Roma sono state vissute anche dal maestro  De Chirico e possiedono anche le peculiarità degli edifici delle sue opere. L’opera “piazza con Apollo e Arianna”, un pò ha richiamato al mio contatto visivo Piazza del Popolo in Messina, per alcuni caratteristiche degli edifici. Contestualizzando nel nostro “io”  “la pertenza degli Argonuati”, ci soffremermeremmo su i motivi che hanno spinto Giasone a conquistare il mitico vello d’oro, manto di un ariete capace di volare. L’eroe greco volle riconquistare il trono del padre nell’odierna Volo, capoluogo della Tessaglia, città natale anche di De Chirico; Pelia, il quale intendeva dominare la regione greca, avrebbe permesso a Giasone di riavere il trono solo dopo la conquista del vello d’oro; l’esistenza umana è ricca di mete da raggiungere: le svariate conquiste che la vita ci pone possono essere raggiunte a volte anche affrontando ostacoli che apparentemente sembrano insormontabili;  la volontà dell’inconscio prevale solo se noi mettiamo il coraggio e la determinazioni, virtù fondamentali che riducono le grandezze dei pericoli che il cammino della nostra esistenza ci mostra. Gli Argonauti, fidi compagni di viaggio di Giasone, si materializzano nella coscienza come amici o comunque persone a noi care, in grado di sorreggerci nelle lunghe battglie quotidiane; la conquista del vello d’oro della società moderna rappresentato dal raggiungimento ad esempio, della guarigione da una malattia, può avvenire anche tramite il coraggio di “Argonauti” che fungono da apripista alle impervie ostilità odierne”.

Antonello Pizzimenti

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