image

#ArnesiDaSuono 11 – Shanka: l’ armonia del cosmo in una conchiglia

di Marta Cutugno

Conchiglia ed universo sonoro, da sempre uniti: la casa di un essere del mare è legata, sin dai tempi antichi, alla produzione naturale di suoni e considerata come vero e proprio strumento musicale. Questa struttura in carbonato di calcio (CaCO3), opera di Madre Natura, altro non è che il guscio protettivo di alcune famiglie di invertebrati Gasteropodi: nell’immensa loro varietà di forme e colori, quelle che più si prestano a diventare strumento – aerofono o idiofono – restano, comunque, conchiglie uniche, a torciglione e di medie-grandi dimensioni (tra le più usate quelle di Turbinella pyrum (o Xancus pyrum), Charonia tritonis e Charonia nodifera (lampas lampas), Strombus goliath e Strombus gigas, Busycon perversus, Syrinx aruanus, Cassis cornuta e molte altre).

Già in epoche lontane, la conchiglia come strumento era presente nelle culture tradizionali mediterranee, in India, Tibet, Malesia, Polinesia, Mongolia, Nuova Zelanda, America, Madagascar. La sua spirale fungeva da tubo; e l’apertura naturale sostituiva il padiglione. Era impiegata per amplificare e distorcere la voce e potenziare l’autorità dei capi tribù; durante i riti magici ed ancestrali; nei riti religiosi come funerali, matrimoni, circoncisioni, convocazione dei fedeli; nelle pratiche musicali, come strumento tra gli strumenti; nei riti propiziatori, per invocare la pioggia o scongiurare catastrofi; e come mezzo di comunicazione di messaggi a grandi distanze, attraverso un sistema di codici con suoni di breve e lunga durata.

image

Nelle diverse culture è denominata in svariati modi. Nel buddismo tibetano, ad esempio, la conchiglia sonora è detta Shanka ed è simbolo portafortuna legato alla femminilità. La sua forma a spirale richiama perfezione ed armonia del cosmo. I primi impieghi nell’India del Nord risalgono al 1500 a.C.: se ne parla nei testi sacri indiani (Veda), utilizzata dalla Dea del pantheon induista, Krisna. In altri documenti storici si fa riferimento a trombe di conchiglia chiamate bakura, possente strumento in grado di scacciare il nemico: lo stesso potere vendicativo che veniva attribuito alla conchiglia – dal nome simile (bakora) – del Madagascar.
Nell’India moderna, la Shanka – in sanscrito, bengalese e cannarese – è una tromba di conchiglia dalla turbinella rapa affusolata, lucidissima e chiara. L’imboccatura consiste in un foro posto in cima ma alle volte può comprendere anche un bocchino con decorazioni in oro ed argento. È utilizzata unicamente per accompagnare i riti religiosi ed il suo suono è segno della vittoria del Dharma (legge cosmica e naturale) sul caos.

Video: suonare una conchiglia

foto dal web

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *