Campidoglio

M5S: Non si governa Roma con la propaganda

Caso Campidoglio. Cinque dimissioni spontanee tra capo della Giunta comunale, super assessore, vertici delle aziende municipali. A governare è il M5S, sindaco Raggi, coadiuvato consigliato o comandato dal direttorio nazionale. Reazioni del M5S? “Abbiamo tutti contro di noi” oppure “I poteri forti sono contro di noi” sono i ritornelli che ripetono, a turno, ogni giorno, i suoi esponenti da un settimana a questa parte. Il primo è stato Di Maio, che ha ripetuto il mantra più volte in modo da dettare la linea. Poi nei giorni seguenti hanno ripreso il concetto come pappagalli il sindaco Raggi, Di Battista e infine l’assessore Muraro, che risulta indagata. La variante sul tema è: “Abbiamo tutti contro ma i romani sono con noi”.

Ora, poiché le persone dimissionarie sono elementi del M5S o professionisti da loro nominati, o comunque persone che avevano la fiducia della Giunta, se la causa delle loro dimissioni è che “Tutti sono contro il M5S” se ne evince che il M5S è contro se stesso.

Questo è il corto circuito a cui il M5S è giunto a furia di preferire al linguaggio politico la propaganda del “Noi siamo i buoni, Loro i cattivi”, “Noi siamo nuovi e puliti, Loro sono vecchi, colpevoli di ogni male”, “Noi vogliamo cambiare l’Italia, Loro ce lo vogliono impedire”.

Il risultato, come ha scritto Marco Travaglio, direttore del Fatto quotidiano, giornale che supporta il M5S, che a Roma la Giunta pentastellata è sembrata l’asilo Mariuccia.

POST SCRIPTUM (6 settembre 2016)

Mentre Di Battista su facebook, come un disco rotto, scrive di nuovo che il M5S a Roma ha contro tutti, i social network compresi quelli grillini insorgono contro Raggi e Muraro perché ormai è chiaro, lo abbiamo appreso dalla loro audizione con le Ecomafie di ieri, che sapevano del procedimento giudiziario verso la stessa Muraro da luglio. Hanno quindi mentito per mesi dicendo che non erano a conoscenza di atti della magistratura verso Muraro. Le conseguenze di questo comportamento non si faranno attendere nel sentimento popolare, mentre dubito che il M5S sarà in grado di farvi fronte come vorrebbe per esempio Peter Gomez in questo suo bell’editoriale http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/05/virginia-raggi-non-giochi-con-le-parole-chieda-scusa-o-si-dimetta/3014944/

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