Aleppo sta bruciando

Aleppo is burning
Aleppo is burning

Aleppo sta bruciando. La città, una volta capitale economica della Siria, è il simbolo della rivolta al regime di Assad. Il regime siriano sta conducendo una strenua battaglia per riconquistarla completamente radendola al suolo, soprattutto con il lancio di bombe dall’aviazione. Già nei mesi scorsi i bombardamenti russi, che secondo la propaganda di Putin sarebbero stati diretti soprattutto contro l’Isis, si concentravano in realtà sulle zone intorno ad Aleppo, quelle più presidiate dai vari gruppi ribelli al regime, dal Free Syrian Army, che contiene tra gli altri disertori dell’esercito e volontari siriani – di fatto partigiani – ad Al-Nusra, l’affiliato siriano ad Al-Qaeda. La Russia ha annunciato la ritirata (non completa) dalla Siria dopo mesi di sanguinari bombardamenti, che si sono concentrati nelle zone controllate dai ribelli (causando un esodo di massa verso la Turchia) soprattutto prima della conferenza di pace di Ginevra, che poi è saltata – se cerchi di eliminare fisicamente il tuo interlocutore, come pensi di ritrovarlo al tavolo per discutere di pace? La Russia dopo aver molto indebolito la resistenza dei ribelli, e in parte il dominio dell’Isis, ha lasciato il posto di primattore al regime di Assad, che si è preso tutto il palcoscenico.

Nei giorni scorsi la campagna governativa contro la zona est di Aleppo controllata dai vari tipi di formazioni ribelli non ha risparmiato niente e nessuno. Tra il 27 e il 28 aprile il regime siriano, affiancato dal fedele alleato russo, ha bombardato l’ospedale di Aleppo (ad Al Quds) gestito anche da Medici Senza Frontiere, che poi ha lanciato la campagna

#NotATarget

per chiedere che gli ospedali non siano target dei bombardamenti.

Si veda qui:

Gli ospedali non sono un bersaglio #NotATarget. L’appello di Medici senza frontiere (VIDEO)

MSF il 3 maggio ha aggiornato il numero delle vittime dei bombardamenti effettuati dall’aviazione siriana: 55. E’ da notare che per rimanere neutrale MSF, così come (meno comprensibilmente) molta stampa, non citi espressamente il regime di Assad come autore della strage, pure essendo l’unico esercito in grado di lanciare bombe aria-terra, dato che i ribelli non hanno aviazione.

http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/siria-sale-55-il-bilancio-delle-vittime-dellospedale-bombardato-di-al-quds-supportato

La situazione ad Aleppo ora è di emergenza umanitaria. Aleppo è letteralmente in fiamme – laddove non sia già rasa al suolo. Secondo Amnesty International, i crimini sono in gran parte responsabilità del regime di Assad, essendo quelli dei ribelli quantitativamente molto minori. Gli attacchi con barili bomba (barrel bombs) da parte degli aerei del regime stanno costringendo i civili a vivere sottoterra. Alcuni efferati bombardamenti del regime siriano potrebbero costituire per AI crimini contro l’umanità.

http://www.amnesty.it/Siria-nuovo-rapporto-denuncia-bomba-stragi-terrore-e-violazioni-diritti-umani-aleppo

Ieri, 4 maggio, il Consiglio di sicurezza dell’ONU si è riunito di urgenza per imporre una fragile tregua di 48 ore su Aleppo. Il capo degli affari politici dell’Onu, Jeffrey Feltman, nel corso della riunione di emergenza sulla Siria ha affermato che «Affamare la popolazione come arma è un crimine di guerra, così come gli attacchi deliberati agli ospedali […] I bombardamenti aerei del governo su Aleppo nelle ultime due settimane sono i peggiori dall’inizio della guerra».

In tutto il mondo il 30 aprile è stata lanciata la campagna “Aleppo sta Bruciando – PROTESTA GLOBALE IN ROSSO”, con termine al 7 maggio. Secondo gli organizzatori, “Da ogni angolo del pianeta, siamo in marcia per salvare la città di Aleppo. I suoi civili, i soccorritori e medici vengono uccisi a dozzine dai feroci attacchi aerei del regime. Unisciti a noi, protestiamo in ogni parte del mondo, in solidarietà con la gente di Aleppo e di ogni siriano e siriana che vive sotto gli attacchi arei del regime e dei russi, che vive in detenzione o che vive sotto assedio. In tutti gli eventi, i manifestanti saranno vestiti di ROSSO.”

A Roma si troveranno davanti all’Ambasciata russa di via Gaeta il 7 maggio,  dalle 15 alle 18.

ALEPPO STA BRUCIANDO: NON RESTIAMO A GUARDARE

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