Sottoculture – La radice nascosta (3). Rock Psichedelico

Rock Psichedelico

Il Rock Psichedelico nasce tra gli anni ‘60 e gli anni ‘70, quasi contemporaneamente negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Si ispira alle esperienze di alterazione della coscienza derivanti dall’uso di droghe come cannabis, psilocibina, mescalina, e soprattutto LSD.Gli artisti non si rivolgono a sostanze adatte a soggiogare lo sforzo fisico, ma preferiscono droghe che distorcono la realtà. Queste riescono a far viaggiare l’uomo in meandri mentali mai raggiunti prima, suggerendogli soluzioni nuove e bizzarre, che poi vengono trasferite nella musica. La rappresentazione visiva di questa musica è importante tanto quanto i suoni: gli spettacolari giochi di luci, di colori distorti e sbrodolanti, che portano lo spettatore ad essere complice involontario o meno dello “sballo psichico” dell’evento. Questo movimento ha avuto due facce: da un lato ha dimostrato l’aspetto distruttivo conseguente all’uso di sostanze stupefacenti, che spesso ha portato alla distruzione psicofisica tanti ottimi artisti, ma è stato anche un movimento musicale che ha saputo avvicinarsi come quasi nessun altro all’intimo dell’animo umano e alla parte più inesplorata del suo inconscio, alle sue paure e ai suoi sogni. I testi dei brani sono spesso esoterici e descrivono sogni, visioni o allucinazioni. A questo movimento hanno aderito artisti come The 13th floor elevators, Animals, Pink Floyd, Beatles, Jefferson Airplane, Doors, Yardbirds, Jimi Hendrix, Cream, Who, Rolling Stones e Janis Joplin.

(a cura di Charlotte Westenra)



In copertina: Jefferson Airplane (Foto: Michael Ochs Archives/Getty Images).

 

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