Poeti tradotti da poeti: Elio Grasso traduce T. S. Eliot

Elio Grasso traduce T. S. Eliot


copertina Quattro quartetti

Thomas S. Eliot, Quattro quartetti, traduzione e cura di Elio Grasso, Palomar, 2000

BURNT NORTON

I

Time present and time past
Are both perhaps present in time future,
And time future contained in time past.
If all time is eternally present
All time is unredeemable.
What might have been is an abstraction
Remaining a perpetual possibility
Only in a world of speculation.
What might have been and what has been
Point to one end, which is always present.
Footfalls echo in the memory
Down the passage which we did not take
Towards the door we never opened
Into the rose-garden. My words echo
Thus, in your mind.
But to what purpose
Disturbing the dust on a bowl of rose-leaves
I do not know.
Other echoes
Inhabit the garden. Shall we follow?
Quick, said the bird, find them, find them,
Round the corner. Through the first gate,
Into our first world, shall we follow
The deception of the thrush? Into our first world.
There they were, dignified, invisible,
Moving without pressure, over the dead leaves,
In the autumn heat, through the vibrant air,
And the bird called, in response to
The unheard music hidden in the shrubbery,
And the unseen eyebeam crossed, for the roses
Had the look of flowers that are looked at.
There they were as our guests, accepted and accepting.
So we moved, and they, in a formal pattern,
Along the empty alley, into the box circle,
To look down into the drained pool.
Dry the pool, dry concrete, brown edged,
And the pool was filled with water out of sunlight,
And the lotos rose, quietly, quietly,
The surface glittered out of heart of light,
And they were behind us, reflected in the pool.
Then a cloud passed, and the pool was empty.
Go, said the bird, for the leaves were full of children,
Hidden excitedly, containing laughter.
Go, go, go, said the bird: human kind
Cannot bear very much reality.
Time past and time future
What might have been and what has been
Point to one end, which is always present

I

Tempo presente e tempo passato
sono forse presenti nel tempo futuro,
il tempo futuro è contenuto nel tempo passato.
Se tutto il tempo è eternamente presente
tutto il tempo non è riscattabile.
Quanto poteva essere è un’astrazione
che rimane come perpetua possibilità
soltanto in un mondo d’indagini.
Quanto poteva essere e quanto è stato
puntano a un intento, sempre presente.
Eco di passi nella memoria
nei passaggi dove non c’incamminammo
verso la non spalancata porta
sul roseto. L’eco delle mie
parole, nei tuoi pensieri.
Per quale scopo
sollevino polvere da una coppa di foglie di rosa
io non so.
Altri echi
abitano il giardino. Vogliamo seguirli?
Presto, disse un uccello, trovateli, trovateli,
oltre l’angolo. Attraverso il primo cancello,
nel nostro primo mondo, seguiremo
il tranello del tordo? Nel nostro primo mondo.
Erano là, degni, invisibili,
passavano leggeri sulle foglie morte,
nel tiepido autunno, nell’aria vibrante,
e l’uccello chiamava, rispondeva
a una musica mai sentita e nascosta nel bosco,
attraversava uno sguardo mai visto, poiché le rose
avevano l’aspetto di fiori ben studiati.
Erano là come nostri ospiti, accolti e accoglienti.
Così andammo con loro, solennemente,
per il viale deserto, fino alla rotonda,
a guardare lo stagno prosciugato.
Dapprima arido, solido e bordato di scuro,
lo stagno sotto il sole si riempì d’acqua,
lentamente spuntarono i fiori di loto,
la superficie brillò sotto il cuore luminoso,
ed essi, dietro di noi, vi si rispecchiarono.
Passò una nuvola, e lo stagno si svuotò.
Andiamo, disse l’uccello, tra le foglie frotte di bimbi
si nascondevano eccitati, tenendosi dal ridere.
Andiamo via, andiamo via, disse l’uccello: gli uomini
non sopportano troppa realtà.
Tempo passato e tempo futuro
quanto poteva essere e quanto è stato
puntano a un intento, sempre presente.



II

Garlic and sapphires in the mud
Clot the bedded axle-tree.
The trilling wire in the blood
Sings below inveterate scars
Appeasing long forgotten wars.
The dance along the artery
The circulation of the lymph
Are figured in the drift of stars
Ascend to summer in the tree
We move above the moving tree
In light upon the figured leaf
And hear upon the sodden floor
Below, the boarhound and the boar
Pursue their pattern as before
But reconciled among the stars.
At the still point of the turning world. Neither flesh nor fleshless;
Neither from nor towards; at the still point, there the dance is,
But neither arrest nor movement. And do not call it fixity,
Where past and future are gathered. Neither movement from nor towards,
Neither ascent nor decline. Except for the point, the still point,
There would be no dance, and there is only the dance.
I can only say, there we have been: but I cannot say where.
And I cannot say, how long, for that is to place it in time.
The inner freedom from the practical desire,
The release from action and suffering, release from the inner
And the outer compulsion, yet surrounded
By a grace of sense, a white light still and moving,
Erhebung without motion, concentration
Without elimination, both a new world
And the old made explicit, understood
In the completion of its partial ecstasy,
The resolution of its partial horror.
Yet the enchainment of past and future
Woven in the weakness of the changing body,
Protects mankind from heaven and damnation
Which flesh cannot endure.
Time past and time future
Allow but a little consciousness.
To be conscious is not to be in time
But only in time can the moment in the rose-garden,
The moment in the arbour where the rain beat,
The moment in the draughty church at smokefall
Be remembered; involved with past and future.
Only through time time is conquered.

II

Aglio e zaffiri nel fango
incrostano l’asse confitto.
Un vibrante filo di sangue
canta nelle perenni cicatrici
calmando le guerre dimenticate.
La danza nell’arteria
la circolazione della linfa
raffigurate nel moto delle stelle
crescono nell’estate arborea –
spostiamoci sopra l’albero mutevole
illuminati tra le foglie incise
ascoltiamo sulla terra bagnata
il levriero e il cinghiale
seguire la solita trama
ma riconciliati fra le stelle.

Nel punto fermo del mondo che svolta. Né carne né senza carne;
né da né verso; nel punto fermo, dov’è la danza,
né arresto né movimento. Non chiamarla fissità,
dove passato e futuro sono raccolti. Né movimento da né verso,
né ascesa né declino. Se non nel punto, nel punto fermo,
non c’è danza, e c’è soltanto danza.
Posso dire soltanto, là siamo stati: ma non posso dire dove.
E non posso dire da quanto, perché porrei ogni cosa nel tempo.
La segreta libertà dal desiderio pratico,
lo svincolo da azione e da sofferenza, lo svincolo dallo sforzo
segreto e visibile, tuttavia circondati
dalla grazia del senso, bianca luce ferma e in movimento,
Ehrebung immobile, concentrazione
senza eliminazione, il mondo nuovo
e il vecchio ben dichiarato, compreso
nell’integrità della sua incompleta estasi,
nel risolversi del suo incompleto orrore.
Tuttavia la stretta fra passato e futuro,
intrecciati nella debolezza del corpo trasfigurante,
protegge gli umani dal paradiso, dalla dannazione
che la carne non può sopportare.
Tempo passato e tempo futuro
permettono soltanto poca coscienza.
Essere cosciente non è essere nel tempo
ma soltanto nel tempo il momento nel roseto,
il momento sotto il pergolato dove batte la pioggia,
il momento nella chiesa piena di correnti e fumi,
si possono ricordare; uniti al passato e al futuro.
Soltanto col tempo il tempo è conquistato.


III

Here is a place of disaffection
Time before and time after
In a dim light: neither daylight
Investing form with lucid stillness
Turning shadow into transient beauty
With slow rotation suggesting permanence
Nor darkness to purify the soul
Emptying the sensual with deprivation
Cleansing affection from the temporal.
Neither plenitude nor vacancy. Only a flicker
Over the strained time-ridden faces
Distracted from distraction by distraction
Filled with fancies and empty of meaning
Tumid apathy with no concentration
Men and bits of paper, whirled by the cold wind
That blows before and after time,
Wind in and out of unwholesome lungs
Time before and time after.
Eructation of unhealthy souls
Into the faded air, the torpid
Driven on the wind that sweeps the gloomy hills of London,
Hampstead and Clerkenwell, Campden and Putney,
Highgate, Primrose and Ludgate. Not here
Not here the darkness, in this twittering world.
Descend lower, descend only
Into the world of perpetual solitude,
World not world, but that which is not world,
Internal darkness, deprivation
And destitution of all property,
Desiccation of the world of sense,
Evacuation of the world of fancy,
Inoperancy of the world of spirit;
This is the one way, and the other
Is the same, not in movement
But abstention from movement; while the world moves
In appetency, on its metalled ways
Of time past and time future.

III

In questo posto si perde l’affetto,
tempo anteriore e tempo successivo
in una debole luce: né la luce del giorno
che colpisce le forme di lucida quiete
che trasforma le ombre in bellezza fugace
e ruotando lenta suggerisce durata,
né la tenebra, purificano l’anima
che vuota la sensualità con la rinuncia
pulendo l’affetto dalla temporalità.
Né pienezza né vuoto. Soltanto una vibrazione
sui volti tesi e tormentati
distratti per distrazione da distrazione
ricolmi di fantasie e vuoti di significato,
apatia rigonfia priva di concentrazione,
uomini e carte nel turbine di un vento gelido
che soffia pima e dopo il tempo,
vento dentro e fuori polmoni ammalati
tempo anteriore e tempo successivo.
Eruzione d’anime insane
nell’aria scolorita, gente intorpidita
sospinta dal vento che spazza le cupe colline di Londra,
Hampstead e Clerkenwell, Campden e Putney,
Highgate, Primrose e Ludgate. Non qui
non qui le tenebre, in questo mondo gorgheggiante.

Scendi giù, scendi soltanto
nel mondo della solitudine perenne,
mondo non mondo, ma quanto non è mondo,
tenebra interiore, privazione
e deposizione di ogni proprietà,
essiccazione del mondo del senso,
evacuazione del mondo fantastico,
ozio del mondo spirituale;
questa è una strada, l’altra
è la stessa, non nel movimento
ma rinunciando ad esso; mentre il mondo si muove
voglioso, sulle sue compatte strade
di tempo passato e di tempo futuro.


IV

Time and the bell have buried the day,
The black cloud carries the sun away.
Will the sunflower turn to us, will the clematis
Stray down, bend to us; tendril and spray
Clutch and cling?
Chill
Fingers of yew be curled
Down on us? After the kingfisher’s wing
Has answered light to light, and is silent, the light is still
At the still point of the turning world.

IV

Tempo e campane hanno sepolto il giorno,
una nube oscura porta lontano il sole.
Il girasole e la vitalba si piegheranno
verso di noi; viticci e ramoscelli
stringeranno, abbracceranno?
Ci avvolgono
fredde dita
di tasso? Dopo che l’ala del martin pescatore
ha risposto con luce alla luce, e tace, è ancora
nel punto fermo del mondo che svolta.


V

Words move, music moves
Only in time; but that which is only living
Can only die. Words, after speech, reach
Into the silence. Only by the form, the pattern,
Can words or music reach
The stillness, as a Chinese jar still
Moves perpetually in its stillness.
Not the stillness of the violin, while the note lasts,
Not that only, but the co-existence,
Or say that the end precedes the beginning,
And the end and the beginning were always there
Before the beginning and after the end.
And all is always now. Words strain,
Crack and sometimes break, under the burden,
Under the tension, slip, slide, perish,
Decay with imprecision, will not stay in place,
Will not stay still. Shrieking voices
Scolding, mocking, or merely chattering,
Always assail them. The Word in the desert
Is most attacked by voices of temptation,
The crying shadow in the funeral dance,
The loud lament of the disconsolate chimera.
The detail of the pattern is movement,
As in the figure of the ten stairs.
Desire itself is movement
Not in itself desirable;
Love is itself unmoving,
Only the cause and end of movement,
Timeless, and undesiring
Except in the aspect of time
Caught in the form of limitation
Between un-being and being.
Sudden in a shaft of sunlight
Even while the dust moves
There rises the hidden laughter
Of children in the foliage
Quick now, here, now, always—
Ridiculous the waste sad time
Stretching before and after.

V

Le parole si muovono, la musica si muove
soltanto nel tempo; ma quanto soltanto vive
può soltanto morire. Le parole, dopo il dialogo, giungono
al silenzio. Soltanto con la forma, con un modello,
le parole o la musica possono giungere
alla quiete, come un vaso cinese
si muove perennemente nella sua quiete.
Non la quiete del violino, finché la nota resiste,
non soltanto quella, ma la coesione,
o diciamo che la fine precede il principio,
e la fine col principio erano sempre lì
prima il principio e dopo la fine.
E tutto è sempre ancora. Le parole si tendono,
s’incrinano e talvolta si spezzano, sotto il peso,
per la tensione, sfuggono, scivolano, rovinano,
imprecise decadono, non restano a posto,
non restano ferme. Voci strillanti
richiamano, deridono, o soltanto discorrono,
sempre assalite. La Parola nel deserto
è più aggredita da voci tentatrici,
l’ombra piange nella danza funebre,
il forte lamento della chimera scoraggiata.
Il particolare del disegno è movimento,
come nella figura delle dieci scale.
Il desiderio è movimento,
non per sé desiderabile;
l’amore è immobile,
soltanto origine e fine del movimento,
senza tempo, e senza desiderio
eccetto nell’aspetto del tempo
raggiunto nella forma del limite
tra il non-essere e l’essere.
Inattese in un raggio di sole
mentre la polvere si muove
si alzano le risate nascoste
dei bimbi nel fogliame
presto, qui, ora, sempre –
ridicolo, sprecato e triste tempo
che prima e dopo si stende.


in copertina: T. S. Eliot (photo © Cecil Beaton)

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