Al voto! Per un’Italia antifascista. Al voto!

Oggi si vota. Credo che mai come in questa occasione sia importante votare. Stiamo correndo un serio rischio: essere il primo paese dell’Europa occidentale governato dall’estrema destra fascista. Lo ha detto pacatamente Gentiloni a Dimartedì: l’Italia ha una anomalia, la destra lepenista di Salvini e Meloni è alleata alla destra “moderata” di Forza Italia. Negli altri paesi (intendo Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania) la destra estrema è fuori dai giochi: è forte, ma non alleata alla destra di governo. Noi, in Italia, abbiamo tutta la destra di governo su posizioni estreme, tanto che Berlusconi ormai passa per l’elemento moderatore. Abbiamo anche Casa Pound e Forza Nuova, inoltre, due movimenti il cui peso politico aumenta sempre più.

Questa è la situazione dell’Italia, e in questa situazione l’imperativo categorico a mio avviso è votare per evitare che questa destra fascista vada al governo. Votare per un altro schieramento, sia esso quello capeggiato dal Pd, sia esso quello capeggiato dal M5S.

Votare. L’azione importante da fare, a mio avviso è eleggere parlamentari che si oppongano a questa destra, che possano creare un governo. Io voterò Liberi e uguali, una formazione che arriverà in Parlamento ma che ha fallito nella raccolta del consenso, e prenderà suppongo intorno al 5% (forse sotto il 5%). L’obiettivo è che la destra fascista non raggiunga la maggioranza assoluta.

La speranza è che il Pd e il M5S possano e vogliano allearsi per costituire un vero governo, e che Liberi e uguali faccia da collante e promotore di questa alleanza. Questi sono i tre partiti da votare, secondo me. Ovviamente, i partiti legati alla coalizione del Pd, se votati, non disperderanno il voto, perché lo faranno confluire nel Pd. Il partito +Europa di Emma Bonino ambisce al 3%. Glielo auguro. Molti elettori del Pd, delusi da Renzi, voteranno +Europa. Ma io non do per scontato che arrivi al 3%. Alcuni pensano che la Bonino potrebbe essere un candidato premier che farebbe convergere M5S e Pd. Io questo non lo auguro, perché la Bonino è super liberista, e non mi dimentico mai che i radicali sono un partito progressista solo sui diritti personali, ma non su quelli sociali. Preferirei una persona meno liberista al governo di una coalizione M5S-Pd.

Infine. Sto proponendo il voto utile? In parte sì. Siamo in una emergenza fascista. Tuttavia, in un mio recente post, ho liquidato in modo troppo perentorio (una riga) il partito Potere al popolo. Lo credevo mosso da una estrema minoranza. Informandomi, ho capito che ha mobilitato tantissime persone della società civile, che ha stimolato tanto entusiasmo, che il partito della Rifondazione comunista, che è il partito di riferimento, è riuscito stavolta a farsi da parte e far emergere dalle associazioni persone come Viola Carofalo, che una volta arrivata in tivù ha acceso in molti la speranza che Pap arrivi al 3%. Mi spiacerebbe non contribuire al raggiungimento del 3% di Potere al popolo. E infatti sto valutando (ho tempo poche ore, lo so 😉 di votare sia Leu sia Pap, uno al Senato e uno alla Camera. Votare Potere al popolo, formazione che credo ahimè arriverà intorno al 2%, può significare disperdere il voto, in questo stato di emergenza, ma ha un senso, nel medio termine, per formare una nuova sinistra determinante nel prossimo futuro, una sinistra che costringa il Pd a spostare l’asse della sua politica a sinistra. Le altre formazioni di sinistra, come Alternativa rivoluzionaria di Marco Ferrando, le rispetto ma le considero troppo estreme (mentre non considero il partito comunista di Rizzo).

Questi sono secondo me i partiti da prendere in considerazione per il voto in questa emergenza… in cui ricreare una Italia antifascista.

Si tratta di andare a votare, innanzi tutto.

Bisogna votare.

Per una Italia che si opponga all’avanzata della destra fascista. E, si spera, per creare un nuovo governo tra le forze non fasciste. Una larga intesa Pd-M5S-Leu potrebbe avere in sé elementi progressisti e moderare il liberismo del PdR, partido democratico renziano.

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Da: http://www.globalist.it/politics/articolo/2018/03/02/caro-salvini-giu-le-mani-da-pasolini-e-da-moravia-2020357.html

Ci risiamo: dopo l’ormai abusato “Pasolini stava con i poliziotti”, che torna in bocca ai fascisti più delle foibe, Matteo Salvini ripesca dal marasma del web una citazione dell’intellettuale italiano rivolta ad Alberto Moravia: “Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente mentre il consumismo moderno striscia, si insinua e logora la società già moribonda.”

Ora, oltre a sbagliare la citazione, Salvini la slega da qualsiasi contesto, che sia storico, ideologico o quantomeno testuale, privandola di qualsiasi valore e consegnandola al web nella forma del meme, dello slogan che riempie la bocca dell’estrema destra con un meccanismo di assolutismo (“Pasolini ha detto così, quindi zitti”) che avrebbe fatto rabbrividire Pasolini, per eccellenza autore dell’antitesi contraddittoria.

Si ripete, insomma, quello già accaduto con Oriana Fallaci e il suo ‘La Rabbia e l’Orgoglio’, manifesto dei razzisti e anti-islamici che nella giornalista hanno visto il loro nuovo vate (su questo paragone non sono d’accordo: per me le posizioni della Fallaci sugli islamici erano effettivamente razziste – LG): Pasolini viene preso di peso e usato a proprio piacimento, noncuranti di tenere presente che l’antifascismo, nel suo pensiero, ha ricoperto un ruolo cardine e imprescindibile. E che con quella frase, intendeva mettere in guardia da “fascismo radicalmente, totalmente, imprevedibilmente nuovo”, come scrive nel suo articolo sul Corriere del 1975 ‘La scomparsa delle lucciole’. Un fascismo consumistico e neocapitalista che crea una “degenerazione antropologica del popolo italiano”.

Tra l’altro, Pasolini non ha mai negato il neofascismo e non ha mai nascosto di avere in odio quei partiti che “ vogliono rifarsi una verginità antifascista ma, nel tempo stesso, mantenendo l’impunità delle bande fasciste che essi, se volessero, liquiderebbero in un giorno” come disse nel suo ‘Il mio voto al Pci’ del 1975. Quindi, che la destra fascista e razzista di Salvini la smetta di citare Pasolini. Perché se davvero chi lo cita così a sproposito conoscesse la profondità dell’antifascismo che permea il suo pensiero, non potrebbe mai dichiararsi fascista.

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