In this photo provided by the Syrian Civil Defense group known as the White Helmets, Syrians inspect damaged buildings after airstrikes by government helicopters on the rebel-held Aleppo neighborhood of Mashhad, Syria, Tuesday Sept. 27, 2016. With diplomacy in tatters and a month left to go before U.S. elections, the Syrian government and its Russian allies are using the time to try and recapture the northern city of Aleppo, mobilizing pro-government militias in the Old City and pressing ahead with the most destructive aerial campaign of the past five years. (Syrian Civil Defense White Helmets via AP)

Aleppo: l’Olocausto continua

Mentre scrivo è in atto forse la più criminale offensiva russo-siriana contro Aleppo nella storia di questa sanguinosa guerra civile che ha per vittima il popolo siriano. Da circa un anno, da quando la Russia ha deciso di colpire con la sua aviazione i “terroristi” in Siria, con la scusa di annientare l’Isis ha colpito nella maggior parte dei casi l’area di Aleppo, roccaforte dei ribelli del Libero Esercito Siriano (Free Syrian Army, FSA), causando migliaia di morti civili.

Finalmente il 24 settembre l’Onu, su iniziativa di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti ha accusato la Russia di crimini di guerra: le agenzie per i diritti umani avevano già segnalato questi crimini un anno fa.

Come si legge QUI l’ambasciatore britannico, Matthew Rycroft, ha dichiarato che “le bombe incendiarie lanciate indiscriminatamente su Aleppo costituiscano una chiara violazione della legge internazionale e il tentativo di Usa e Russia di far rivivere il cessate il fuoco è molto, molto vicino alla fine”. Gli Stati Uniti hanno accusato Mosca: “L’azione della Russia è barbarie, non anti-terrorismo” tramite l’ambasciatrice Samantha Power, che ha aggiunto: “Invece di perseguire la pace in Siria, Mosca e Assad fanno la guerra, con 150 attacchi nelle ultime 72 ore”.

La Francia ha parlato di crimini di guerra: “Ad Aleppo, in Siria, sono stati commessi crimini di guerra. La Siria e i suoi alleati sono determinati ad assediare, bombardare la città, far morire di fame i cittadini, fino a quando sarà raggiunto l’obiettivo di sradicare l’opposizione”. L’ambasciatore francese Delattre ha accusato il regime del presidente Bashar al-Assad di perseguire una soluzione militare al conflitto e di servirsi dei negoziati come di “una cortina di fumo”.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti mani, il 24 settembre elicotteri del regime siriano hanno lanciato barili-bomba sui quartieri di Al Halak e Al Sajur. E aerei da combattimento, non è chiaro se appartenenti a Siria o Russia, hanno attaccato i quartieri di al-Ansari, al-Zabdia, al-Fardus, al-Moyasar e Bustan al-Qasr, causando un numero imprecisato di vittime ma si ritiene che, solo in un giorno siano state uccise 23 persone tra le quali due bambini. Dal 24 settembre, quando i morti civili del dopo tregua erano “soltanto” 231, l’aviazione russa e siriana ha intensificato i bombardamenti fino a permettere ai soldati governativi di riconquistare il centro di Aleppo il 26 settembre.

Successivamente, il 28 settembre con bombardamenti a tappeto su Aleppo est l’aviazione russa ha causato un Olocausto di bambini, come denunciato dall’Unicef : “ad Aleppo Orientale almeno 96 bamini sono stati uccisi e 223 sono stati feriti [negli ultimi sei giorni]. “I bambini di Aleppo sono intrappolati in un incubo”, ha dichiarato Justin Forsyth vice direttore generale dell’Unicef. “Non ci sono parole per descrivere le sofferenze che questi bambini stanno vivendo”, ha aggiunto. Il sistema sanitario ad Aleppo Orientale è al collasso, sono rimasti circa 30 medici, ci sono pochissime attrezzature o medicine d’emergenza per curare i feriti, mentre cresce il numero di casi di traumi. Un medico sul campo ha detto all’Unicef che i bambini con poche possibilità di sopravvivenza troppo spesso vengono lasciati morire perché le scorte sono poche e limitate. “Niente può giustificare un tale violenza sui bambini e una tale non curanza del valore della vita umana. La sofferenza, e il suo impatto sui bambini, è sicuramente la cosa peggiore che abbiamo visto”, conclude l’Unicef. La Russia ritiene “inaccettabili” tregue di sette giorni ad Aleppo, in Siria, perché si tratta di “un lasso di tempo sufficiente per i gruppi terroristici per prendere le misure necessarie a reintegrare le provviste, e riordinare le forze”: lo dichiara il vice ministro degli Esteri di Mosca, Serghiei Riabkov. “Noi – ha detto Riabkov, citato dalla Tass – abbiamo ripetutamente suggerito pause di 48 ore, ma gli Usa, per ragioni che sanno solo loro, sono rimasti attaccati alla richiesta di tregue di sette giorni”.”

In altre parole la Russia accetta solo tregue brevi perché vuole portare a termine l’Olocausto: distruggere tutta Aleppo est, in modo da fare fuori una volta per tutte i ribelli del Libero Esercito Siriano – e con i loro i civili che abitano in quelle zone. Se vi chiedete perché da un anno a questa parte, ossia da quando la Russia è entrata in guerra in Siria contro il terrorismo (leggi: contro le opposizioni armate al regime più che contro l’Isis), le conferenze di pace per la Siria, i cui invitati comprendevano le opposizioni di Aleppo, falliscono prima di iniziare, e le tregue finiscono subito, ora spero che abbiate la risposta. La Russia di Putin e la Siria di Assad non si fermano davanti a nulla: vogliono riconquistare Aleppo, anche radendola al suolo e provocando una ecatombe.

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