Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 35) Amen Dunes

Credo (senza particolari sforzi teoretici –che ci hanno insegnato essere i principali nemici della leggibilità e della remunerazione conseguente) che una discreta parte dell’appeal del pop (o del rock) risieda nella sua semplicità. D’ascolto, innanzitutto. Ma se l’innanzitutto lo cogliamo dal … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 35) Amen Dunes

Paul Wühr (1927 – 2016) – di Antonio Devicienti

Nanni Cagnone fa sapere che Paul Wühr, suo fraterno amico e poeta da lui molto ammirato, è scomparso il 12 luglio scorso; dal 1986 viveva con la moglie a Passignano sul Lago Trasimeno. Scelgo di ricordarlo sfogliando il volume Sage/Leggenda curato proprio da Cagnone e tradotto in modo magistrale da Antonio Rossi per le edizioni Galleria Mazzoli di Modena (2015). Aggiungo soltanto che la morte di Wühr ha avuto eco in Germania, il cui mondo culturale è ben consapevole del valore della sua opera che ha ottenuto in patria numerosi e notevoli riconoscimenti, pur rimanendo diciamo così sommersa per un … Continua a leggere Paul Wühr (1927 – 2016) – di Antonio Devicienti

[Poiesis]: Alda Merini legge “Lirica antica” e “Genesi”

Alda Merini legge “Lirica antica” e “Genesi” Lirica Antica Caro, dammi parole di fiducia per te, mio uomo, l’unico che amassi in lunghi anni di stupido terrore, fa che le mani m’escano dal buio incantesimo amaro che non frutta… Sono … Continua a leggere [Poiesis]: Alda Merini legge “Lirica antica” e “Genesi”

La poesia del giorno: “Musica” – Argia Sbolenfi

  La poesia del giorno è “Musica” di Argia Sbolenfi, in “Rime” di Argia Sbolenfi (pseudonimo di Olindo Guerrini ) con prefazione di Lorenzo Stecchetti (altro pseudonimo dello stesso autore), 1940 Nicola Zanichelli Editore (Selezione: Marta Cutugno)   Continua a leggere La poesia del giorno: “Musica” – Argia Sbolenfi

Gli occhiali di Sartre, Ivan Fedeli

di Alessandro Quattrone Ivan Fedeli, Gli occhiali di Sartre, puntoacapo Editrice, 2016 Non sempre i poeti considerano insufficiente la realtà. Non sempre aspirano a cambiare dimensione, a cercare un cielo o un inferno in cui potersi esiliare, pur di evadere … Continua a leggere Gli occhiali di Sartre, Ivan Fedeli

Ivan Schiavone, Cassandra. Un paesaggio. (Appunti per un saggio sul modo biologico dell’epica contemporanea)

di Vincenzo Frungillo 2.   Ivan Schiavone, con Cassandra. Un paesaggio, ripropone il personaggio mitico-letterario, sventurata figlia di Priamo, con una della opere più complesse e ricca di richiami del panorama poetico a noi più prossimo. Il testo, diviso in … Continua a leggere Ivan Schiavone, Cassandra. Un paesaggio. (Appunti per un saggio sul modo biologico dell’epica contemporanea)

Le altre lingue: Belgio – Laurence Vielle

Terzo capitolo della rubrica “Le altre lingue” dedicata al Belgio. Il poeta selezionato da Gabriele Belletti è Laurence Vielle. Buona lettura. Laurence Vielle (3) (Bruxelles, 1968) Poetessa, attrice e regista belga di lingua francese. Da gennaio 2016 è stata scelta come Poète National (http://www.poetenational.be/poetenational/), nei prossimi due anni, cioè, sarà chiamata a cantare il Belgio e le tematiche ad esso legate (le due poesie tradotte fanno parte proprio di tale progetto). Come si evince anche dalle sue pubblicazioni e creazioni per il teatro e la radio, è assai forte per questa autrice il legame con l’oralità e l’improvvisazione. Tra le … Continua a leggere Le altre lingue: Belgio – Laurence Vielle

Federico Italiano, L’impronta. (Appunti per un saggio sul modo biologico dell’epica contemporanea)

  di Vincenzo Frungillo 1.   Federico Italiano con I mirmidoni, poemetto d’ispirazione audiana, ambientato nella pinacoteca di Monaco di Baviera, appronta la messa in scena di una nuova arca russa (penso al film di Sokurov) in cui custodi, giovani … Continua a leggere Federico Italiano, L’impronta. (Appunti per un saggio sul modo biologico dell’epica contemporanea)

Addio a Dimitri, clown poeta

 

di Laura Di Corcia

Era uno dei clown viventi più famosi del mondo e, nonostante i corteggiamenti da realtà molto più grandi anche all’estero, niente da fare: aveva la Svizzera italiana nel cuore e lì è rimasto,fino alla morte sopraggiunta ieri. In occasione dei suoi 80 anni l’avevo intervistato per il Corriere del Ticino; ripropongo il dialogo.

Guardandosi alle spalle, come si vede? È cambiato o è rimasto sempre lo stesso?

«È una domanda che andrebbe posta ai miei figli o al pubblico. Logicamente, invecchiando, diminuiscono le capacità fisiche, non riesco più a lanciarmi nelle acrobazie di un tempo. Siccome sono davvero fortunato in tutti i sensi, ho ancora la salute, la gioia di recitare, posso contare su un pubblico che mi ama, quindi, tutto sommato, non vedo grandi cambiamenti. Sono sempre io, in fondo».

Riassuma la sua carriera con una parola.

«Clown è la parola giusta. È il mio mestiere, il mio sogno. Fare il clown mi piace, penso che sia uno dei mestieri più belli del mondo, ma anche uno fra i più difficili».

C’è una differenza fra il Dimitri pubblico e quello privato?

«Francamente no. Mi piace essere buffo anche nella vita quotidiana, mi piace ridere e far ridere, scherzare. Non vuol dire che non ci siano cose profonde in me, ho preoccupazioni e malinconie come tutti. Ma sono fondamentalmente un tipo scherzoso».

Dimitri fa ridere sempre gli altri. Che cosa, invece, gli procura gioia e lo fa ridere?

«Mi fanno ridere i grandi clown, i film di Buster Keaton e Charlie Chaplin. Adoro Benigni. Amo i gattini piccoli, quando giocano e inseguono i topi. E i bambini, che sono come dei clown».
Quando ha capito che voleva fare il clown?
«A sette anni. Mi porto ancora dietro quel bambino. Un clown in fondo è un bambino, solo che la comicità dei bambini è involontaria, visto che sono ancora innocenti, un clown, invece, porta ancora quella freschezza in sé e prova a metterla in scena ma con consapevolezza. Questa è la difficoltà del nostro mestiere: recitare come se fossimo ancora dei bambini, con quello stesso candore».

Come fa, ad ottant’anni, ad affrontare ancora la scena? Qual è il suo segreto?
«Me lo chiedo spesso anch’io. Un segreto non c’è, così come non c’è una ricetta; sarebbe troppo facile. Mi sforzo di essere onesto e sincero, di dare il massimo e di provare gioia per quel che faccio. Forse, se c’è un segreto, questo è l’amore: amare la gente, amare quel che si fa. Così, amando, si viene amati».

E le sue due ore al giorno di esercizi? In cosa consistono?
«Sono esercizi fisici che mi permettono di tenermi in forma. Per esempio faccio esercizi di equilibrio sulle mani tutti i giorni: non che faccia ancora questi numeri negli spettacoli, ma questa pratica mi serve e mi tiene allenato. Suono dieci strumenti musicali e anche questo richiede costanza e impegno per poterlo fare bene».

Non le viene mai paura del palco?
«Il panico della ribalta non ce l’ho quasi più. Certo, se dovessi venire a sapere che fra il pubblico c’è Dustin Hoffman o Benigni, proverei del nervosismo, perché mi piacerebbe fare una buona impressione. Insomma, capita, ma raramente».

Ha fondato un teatro, una scuola, un parco, un museo. Qual è stata la sua più grande soddisfazione?
«Tutto. Vedere che ci sono la scuola, il teatro, il parco, il museo mi riempie di gioia. Ma ho il vizio del perfezionismo, forse perché sono del segno della Vergine che ha questa fama di essere pignola, quindi non sono mai soddisfatto al cento per cento. Vedo sempre cose da migliorare, anche piccoli dettagli».

Come vede il futuro del Teatro Dimitri, in una società sempre più tecnologizzata?
«Lo vedo roseo. Godiamo di un’ottima organizzazione, lottiamo quotidianamente contro i problemi di soldi e abbiamo l’amore della gente, che viene a vedere gli spettacoli, andando a visitare anche le esposizioni, il parco e il museo. Non credo che tutto questo finirà da un giorno all’altro… sono anzi molto fiducioso».

Progetti per il futuro?
«Sto preparando un film con il regista Mohammed Soudani, un cortometraggio muto. Io sarò il capostazione un po’ matto e un po’ strano di una piccola stazione ferroviaria. Verranno coinvolti come attori anche membri della mia famiglia e ex studenti della scuola. Sarà un film poetico e comico allo stesso tempo. Originalissimo e divertente». Continua a leggere “Addio a Dimitri, clown poeta”

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 34) Plush

Lo sguardo stupito del primo uomo sul mondo è probabilmente una pura finzione letteraria. Serve a rimarcare -col sadismo aggiunto dell’immagine- che all’uomo non è data alcuna emozione genuina e perdurante; ché, nel momento stesso in cui è espressa, essa … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 34) Plush