FLASHES E DEDICHE-NOBEL FAI DA TE ALL’IKEA OVVERO UN NOBEL PER UNO NON SI NEGA A NESSUNO – 29

Questa settimana è stata abbastanza divertente per osservare, leggere, sorridere, sulle posizioni pro e contro Nobeldylan. Una parte del mondo pseudo-intellettuale si è sollevato contro  il pnobelovero Bobnobel. Poeti soloni cariatidi, che intanto si spartiscono l’autoreferenzialità poetica, ( e qui la polemica tra “nome” e qualità di scrittura è un fiume in piena) urlano “non è poesia”;  viva Bennato “sono solo canzonette”.  Ignota la storia della poesia. . Come sosteneva Proust  “ignorare certi libri, certe peculiarità della scienza letteraria, resterà sempre, quand’anche si tratti di un uomo di genio, un segno di rozzezza intellettuale”.  La contestazione  dell’assegnazione del Nobel da parte di una cerchia poemafica o prosomafica fa sorridere alquanto. Dovrebbero forse tornare a pensare alla spartizione dei soldi nei concorsi in cui si alternano una volta come concorrenti e una volta come giurati, impedendo il risalto a voci che lo meriterebbero; dovrebbero forse tornare a pensare alle loro scuole di “scrittura creativa” ( a me “crea” sorrisi) da 8.000  “euri”; dovrebbero ritrovare quella “vocazione” alla parola. Su questo mi sembra vertere anche il concetto espresso da Lello Voce. Tralasciando il discorso su oralità-scrittura , a mio avviso comunque una tautologia che si avvolge su stessa, Voce plaude la scelta del nobilatrio   di Stoccolma. Seppur con visioni differenti ma non dissimili  sul concetto di letteratura (la triade oralità-scrittura-letteratura l’affronteremo un’altra volta), Voce coglie nel segno e traccia una strada per vari ragionamenti. Da questo punto dipaniamo un filo, una interpretazione. La scelta dell’Accademia è notevole perché è un chiaro segnale, un segnale evolutivo. L’arte della letteratura non è dominio soltanto dei parolai, di coloro che si avvalgono unicamente dei segni grafici su carta. Dobbiamo quindi fare due considerazioni : la letteratura non è unicamente un libro ma può essere un incontro di più discipline; la decisione degli “stoccolmesi”  è uno schiaffo, un buon risveglio, per i tronfi letteromini. Trascinamento del pensiero : ma la critica?  Quale critica? Dove è ? Esiste ancora che non sia soltanto una accondiscendente recensionucola della setta pro adepti? Ha ragione Linguaglossa quando dice che non esiste più?  Tutto sommato si sta bene lo stesso.  Il problema è un altro. La critica è cieca, come le antiche rappresentazioni imagiche dei rapsodi.  Non riesce a proiettare una visione sul futuro e si limita ai propri giochi di potere. Una critica inutile quindi al pari dell’ego dei poeti che, commenti alla mano, non tanto si lamentano per l’assegnazione del nobel a Dylan ma per la non assegnazione del premio a lnobel-prize-winnersoro stessi. Scatta il grottesco, che tanto amo,  ed il mondo poetico si stringe e si unisce, dai nomi blasonati (????) ai poeti domenicali da social. Che rabbia!!!! E dai !!!! Accademia svedese per cortesia, dato che siete proprio lì potete fare un salto all’Ikea;  un kit per l’automontaggio di un premietto come il nobel  fai da te,  non lo si può più negare a nessuno.

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