Lello Voce

a cura di Stelvio Di Spigno e Mario Fresa

Lello Voce è nato a Napoli nel 1957, vive e lavora a Treviso. Poeta, scrittore e performer, è stato tra i fondatori del Gruppo 93 e del semestrale letterario «Baldus».
Sue poesie, racconti e interventi sono stati pubblicati su quotidiani (“La Repubblica”, “Lo Specchio della Stampa”, Musica di Repubblica, Carta, Liberazione, il manifesto, L’Unità ecc.), riviste (tra le altre, “Baldus”, “Altri Termini”, “Anterem”, “Ritmica”, “Il verri”, “Variations”, “Cahiers du Refuge”, Tribù astratte) e raccolte antologiche in Italia e all’estero (tra cui: La poesia italiana della contraddizione, a cura di Cavallo e Lunetta, Newton Compton, 1989; I° Quaderno di “Invarianti”, a cura di G. Patrizi, Pellicani, 1989; Shearsmen of Sort: Italian Poetry 1975-1993, num. spec. di “Forum Italicum”, New York University, 1993
Il coro temporaneo, Tokyo, Shico-sha, 2001, Parola Plurale, Sossella, 2005, Prediche per il nuovo millennio. Dall’assedio delle ceneri, a cura di Gabriele Frasca, Marsilio 2008) .

Poesia:

1985 Singin’ Napoli cantare (Ripostes),
1992 (Musa!) (libro + audio cassetta, Mancosu ed.)
1996 I segni i suoni le cose (libro + CD Audio, Manni ed.).
2002 Farfalle da combattimento (libro + CD Audio, Bombpiani).
2003 L’Esercizio della Lingua (premio Delfini) ((Mazzoli Editore)
2007 Lai (d’if Edizioni)
2008 L’Esercizio della Lingua, Antologia poetica 1991-2008, (Le Lettere)
2012 Piccola Cucina Cannibile (Squilibri)

Narrativa:

1999 Eroina (Transeuropa).
2002 Cucarachas (DeriveApprodi).
2007 Il Cristo elettrico (NoReplay)

Testi

Romance (da I segni i suoni le cose)

sull’epa sull’epa dove posa il kore sulla sventraglia la parpaglia hic
i due passanti: quello distinto con il vestito grigio e quello distinto
con il vestito grigio abbandonati a questa sterpaglia di sensazioni
alla mitraglia che raglia l’impiglia senz’alma né epa senz’occhi più

questo sconcio madrigale tuttoistintivo tassativo anzi en rims ki
seinkaval
com li jets del Destin second li numbrs da rot astral ki immen
dus animal

:ma se si tratta di (se si tratta di esserci ma per esserci di tratto
in tratto per il teatro facciamo il teatro il singhiotriste il ringhio
poi spengo, m’assento mi niento come una stella che brucia m’estrello,
brulendo, j’ m’étoile, mi fingo spaurisco, j’ me deluge jusqu’au bout
au bout auboutdelanuit, mimmergo e ci nuoto nel senso costellazione a
costellazione buscando l’aguo nel cosmopagliaio filofilo stellastella
costellazione a costellazione buscando la piaggia la pioggia di cose
che arriva dai nomi splosi dagli occhi negli occhi e quando guardi

questo sconcio madrigale tuttoistintivo tassativo anzi en rims ki
seinkaval
com li jets del Destin second li numbrs da rot astral ki immen
dus animal

quando sguardi questo groppo che i’sono di sensi e sentimenti e sangui
di capelli e gesti e silenzi d’ossa e parole d’occhinomi e verbilingue
fegamorfemi e congiukuori (di polmosintassi in polmosintassi jusqu’au
bout au bout auboutdelanuit de la matière verbale all’anavverbio al
cazzattributo fino al paladigma dove skiokka in eko-o il sensosuono la
polta iglia la mmerdaglia nomertà l’orologeria falsa che grakkia l’io

pero totz fis mas juntas a li.m rendi, qu’en lieis amar agr’onda. l
reis de Dobra o selh cui es l’Estel’ e Luna-Pampa
que.l sieu bel cors baisan, rizen descobra e que. l remir
contra.l lum de la lampa

i due passanti: quello con un certo portamento elegante e l’altro con
un certo portamento elegante la loro putrefania la bilescenza effusa
del carcilemma che gli sboccia le labbra in righe l’orecchionema il
clik del senso virato in memoria quando mi stringi le mani e gli occhi

les scories de noir oxhydriques chlorhydriques noirmère noirpère
noirfou
noirsuie noirpluie noirsoit noirsouffle noirneige noirsuitefuite
noirnul

:le nuvole che ormai non vaporizzano sentimenti né li condensano
in pioggie di gesti in epagramma di vita ces orages de rien cela
làlà cette operàtraviatà cette romance cela la kriudeltà la krudeltà
l’udeltà notre dernière beltà la speranza del dolore o la pietà o più
semplicemente incominciare di qua dal senso della à (da questo mio
essere à e non à un pò qui un pò là zero aumentato dal silenzio dal
genio imperituro della catastrofe e della nudità o parlarci di poesia
o rifarci in poesia che guarda caso Š strage sopraffazione noiraction

les scories de noir oxhydriques chlorhydriques noirmère noirpère
noirfou
noirsuie noirpluie noirsoit noirsouffle noirneige noirsuitefuite
noirnul

mi dici come essere i e o (divisi e senza consonanti spersi nel
nomantroventre sconfitti e umiliati dall’onomatotrauma dal tratto che
separa il senso dalla verità è come essere in tutti tattilmente tutti
e scabri e molti e si muore amore si muore mi dici di dolore d’ore e
d’odore di rossore ke kolora il volto di pudore si muore d’amore si muore
d’ardore per errore per onore si muore midici comunque senzamòre

di l’arsu cori l’Iliadi d’Omeru cu grand’arti fu scritta ntra na nuci
acutamenti
ed iu dimustru in chisti brevi carti la longa storia di li miei
tormenti

col bramire dei cervi nella piova i due passanti: uno che rideva con
uno che rideva uno però più taciturno e l’altro però più taciturno uno
però più attonito e fulminato e l’altro però più fulminato e attonito
circondato osservato circoscritto dall’essere unoindue una sola dimetà

dimmi che cosa ho perduto dimmi in che cosa mi sono perduto e perchè
così tanto quasi tutto
dimmi quale lingua ho perduto e lasciato collassarsi dimmi: e poi non
fa niente o quasi tutto

:è tutto lì: un tramandare meccanicamente grumi senza significato nomi
pezzi di suoni e sangui e pelli e cartaglòbuli di cellulosa secca e
stecchi con tòsco tu creves tua lingua furca bifurca frecciefrotte che
frullano in un frinire freddo di forme di forzeferme di fili fluorenti
di fuochi mi dici di falsisessi di falsefinifalsinìzi falsitutti tutti
affollati sulla punta dell’ago stretti e cosmicolontani rinchiusi al
centro della mia rètina che si spingono si fingono si feriscono così
senza sosta o un sorso di pietà senza voglia o un morso di verità ma

dimmi che cosa ho perduto dimmi in che cosa mi sono perduto e perchè
così tanto quasi tutto
dimmi quale lingua ho perduto e lasciato collassarsi dimmi: e poi non
fa niente o quasi tutto

non nienta nulla o quasi e ognuno unoperuno casapercasa presi all’alba
come pillole dolori terrori da spegner kuori le siècle ki mori e tutti
sti kolori ma dimmi i drammi stellati dimmi la poesia non erano nella
memoria compressa del ritmo che ci gremisce il petto nel soffiorombo
cupo che gonfia palpebre e gesti e polmoni nelle lingue che a branchi
s’attorcigliano al corpo alla gola come serpi come spietati testimoni?

un poème pour la gorge ke tanto nessuno senaccorge un pour la douleur
un pleinpeinepoème
un poème pour la voix un pour moi per la crudeltà un pour le bien dire
toujours le mythèmêmepiepoème

ma restano lì dispersi in rovi di fonemisterpi i due passanti: quello
con le sue idee sulla situazione e quello con le sue idee sulla
situazionesi fermano lì catturati al laccio di discorsicordi di cuori
d’amori di dolori l’ali ingrommate stronche dai geli sui rami dei meli

mais tiens! rappelle-toi que les princes n’ont point d’yeux pour voir
ces grand’s merveilles
leurs mains ne servent plus qu’à nous persecuter qu’à couper auxpoètes
toutes leurs oreilles
“cambia voce” disse allora una sagoma del chiarofosco disse “cambia
disco! le idee le abbiamo consumate mate tutte!” eliminate pensionate
le ‘bbiamo fantasmate inutilizzate e seppelite le ‘dee l’iamo nullate
frullate late l’habbiamo sufflate lallate desesperate noi l’abbiamo
amo desmentagate smagate un po’ rinunciate po’ provate solforate ce le
siamo inglottite masticate imbolate tutte parolate late tutte cosate
tutte le idee stoccate mangiate divorate beccate nce simm’ scurdate le
g’avemo sfantade ogni dì magnanda bevenda dormienda e po’ più e po’giù

mais tiens! rappelle-toi que les princes n’ont point d’yeux pour voir
ces grand’s merveilles
leurs mains ne servent plus qu’à nous persecuter qu’à couper auxpoètes
toutes leurs oreilles

ma io intendo la speranza nel suo senso autentico dici a me pare che
la razza umana sia una specie di animale dici (e a me invece il
peggiormale e nulla è rivelato se non la conchiglia arida di riflessi
vocali e il sommo vestibolo di acido carbonico originale (ch’io mi
sento quanto meno quanto più in perfetto disordine (ch’io m’inniento a
volte a volte che m’innullo rabbia dopo rabbia m’innego m’intrastullo

m’immedio m’attedio ionoitutti ogni me ogni fibra tutto l’intreccio
‘l bestiario tutt”ntero
ke klama ke stromba la pluridissonante disdetta lo scacco la sconfitta
la fitta ke preme e ‘l nero

ma i due passanti (allora): uno improvvisamente con gli attrezzi e
l’altro improvvisamente nudo improvvisegualmente muti e due e cupi
parola per parola con le dita fino in fondo alla gola ma sia ben
chiaro,: noi tutti e voi siamo qui meno che citazioni che proverbi

ma sia ben chiaro vorrei sopprimere vorrei recidere vorrei intuirmi a
strami a stormi a sciami
vorrei sterminare arrivare al kuore bruciare accecare vorrei per me la
ragione artigianale delle mani
ma poi ecco dal nulla al nulla liquido tragitto bassorilievo d’acqua
falsa è l’inevitabile ma poi ecco più nisciuno in questa scura foppa
sa più bene se la pietra permansiva e immemore in immemore equilibrio
starà sopra la pietra ma poi ecco sento k’affonda il bekko lo stekko
lo gira truce il mekko l’altro me atro e granuloso vetrato spietato lo
torce con brage lo ‘ffligge l’infigge mi stringe e strizza ‘l kore ahi
ke me koce mi tarpa la voce le mek celà il m’étrangle le souffle cela
il (lui) m’écorche la parolangue (lui) me déchire les yeux les remords

vorrei sopprimere vorrei recidere vorrei intuirmi a
strami a stormi a sciami
vorrei sterminare arrivare al kuore bruciare accecare vorrei per me la
ragione artigianale delle mani

e kancellare dalla vita tutti i bbbrani tutti quelli in cui chiedo mi
ami? j’m’suis rèvolté contre l’âme mon âme j’ ‘ntend contre le coeur
chasser denouveau l’amour jusqu’aubout aubout aubout de la nuit kontre
le poétereau qu’j’ suis kontre la poésie et les poétereaux -mais si!
pourquoi pas non strapparlo definitivamente il velo alla beltà perchè
non stipulare un patto con la krudeltà perché non abdikare alla viltà?

Loco stay la Avaritia cum omne Iniquitate et Inpetu de male Ira Dolu
Accidia e Negectança Discordia e ficta Caritate
Loco ç’è la Iniustitia e lu Vitiu Carnale le inique Dessideria maligna
Cogitança Ebriança et Ingluvia et prava Crudelitate

e pareva uno smeriglio a grani il vento un mare sembrava la saliva
di onde aspre e dure di respiri: i 2 passanti: uno che tortura e l’altro
senza speranza una imprecisabile bestia una imprecisabile preda
(ma pareva un brivido lo sguardo di vibrisse di gatto un miagolare d’occhi

kisti di kiantu ed atru sangu aspersi kisti mesti e scunzirtati versi
ke fer como sulfu multu ardente
con tal grampe te adgrappo ke faray morte atroce c’.amme incressce tua
voce ke infiecça de lotam pucçulente
nel buio un letamaio si spalanca la tarça in bracçu ruppeli fessela
in tri terçeri e feceli un tal iocu ke facta como foku de ferute grita
si squarcia la mente palpita il ventre mentre la mano si serra sul
sangue mentre la gula si dilania nell’urlo fininfondo al finimondo di
lingue e dita d’unghie di palmi e rètine ciglia nervi di pelle ed ossa
d’anima rossa ke striscia di dolore frammenti d’odore e skegge infitte
(oué j’le sais c’est la guerre j’le sais c’est l’incroyable cri qui a-
néantit les étoiles c’est le déluge après le déluge (c’est delamerde!

kisti di kiantu ed atru sangu aspersi kisti mesti e scunzirtati versi
ke fer como sulfu multu ardente
con tal grampe te adgrappo ke faray morte atroce c’.amme incressce tua
voce ke infiecça de lotam pucçulente

(oué j’le sais c’est de la merde postdélugienne mais j’n’comprend pas
cet acharnement sur l’âme, sur les yeux sur les cheveux pourquoi ces
décharges électriques aux oreilles ces scalpements ces milliards de
morceaux des morsures qui mordent pourquoi kest’ùtemadernière ‘nfamità
‘sta bagarià kesta ‘nimalità (fin”nta”ll’uokkie l’i’akkiappà (fin’
nta”lluokkie t’adda arrivà pe te skiattà pe t’accecà pe te sm.rdà ià

kièlà kièlà! kièlàkièlà! là dove tenerezza si stempera in crudeltà là
ai limiti tra bellezza e realtà
ciapa la musa ciapala musà col muso sul sangue sulla viltà là la musa
(musa musà) ke muoia di pietà

et le silence après ce bruissement ce froufrouter qui ba balafre qui
égratigne le regard cet effroi après la mancanza definitiva di perché
cette étonnante indignité: i due passanti: quello alto uguale e quello
alto uguale di nuovo ad annegare di nuovo lo stessomare lo stessomale

forza per forma era il cuneo e l’anima futura era l’anima dell’anima
senza divisione senza ragione
midollo del dire che senza parole intensifica la dimensione algebrica
del lacero la sua direzione
passopasso gestogesto (po’ per volta pòpervolta perfavore) si muove
pensieropensiero si kommuove si guarda ipocritaipocrita si perdona
si condona la pena pennapenna si riscrive la storia i baffi alla memoria
(po’ per volta pòpervolta perfavore) si muore e si rinasce quello alto
quello uguale si ama si odia si illude si conclude si esclude eglilui
passopasso parolaparola si ‘mprigiona si ‘ncompromette e non la smette
si fachira s’ispira e a me rimane solo la mia sciamanomachia e parole
di brandellopoesie inutili versoverso a scoprire il senso nell’inverso

forza per forma era il cuneo e l’anima futura era l’anima dell’anima
senza divisione senza ragione
midollo del dire che senza parole intensifica la dimensione algebrica
del lacero

la sua direzione (ouais j’le saisouais ma come tirare poi le conclusioni o piuttosto
come (et c’est le même ça va sans dire ( come dico descrivere le
azioni o giungere fino a decisioni acerbe tenaci come mele
intricate come tele a vaste vele veloci vellutate come la sete come dico dire la
voce e le parole insieme come agire come cogliere dico le pommeparole
le pommedire la pommelangue ? et comme c’est de matière que j’parle

mais si! donnez moi la pantomême infide la scoriemagnétiquesthétique
les choeurs épiquedermiques
il faut donc tautomatiser l’essentiel du chaos par des fonctions
aurraurales par des mots ultrasoniques

buio d’inferno e di notte privata d’ogne pianeto par plusieurs pleurs
e così aspro pelo i due passanti: uno affettuoso signorile e l’altro
affettuoso signorile e certo dici non è questione di contenuto ma di
forma ma questa forma è forma di dolore è orma e segno e materia rìa

morz qui venis de mors de pomme primes en femme puis en homme morz
qui m’as mis muer en mue
morz c’est l’épreuve c’est la demeure la souffrance la douleur la
puissance qui néantit et met à nu

:non c’è più niente oltre questa mente che finge più il dolore più
le ore le parole rien du tout de l’héritage électromimique et moi
j’suis mon nom (le palindrome le momemomie de moi-même) et ma vie
elle est absolument linguistiquesonique et pique chaque bougement de
l’âme avec un siffle aigu qui vient du marais fond hépatiquepathétique
du sens du mot épidémique non c’è più l’absolu qui acquitte non c’è
più la sintassi certa che secura ke mura che nienta la paura pas più le
cri il singhiozzo chioccio la rima irta che intrica il reale e lo dice

morz qui venis de mors de pomme primes en femme puis en homme morz
qui m’as mis muer en mue
morz c’est l’épreuve c’est la demeure la souffrance la douleur la
puissance qui néantit et met à nu

languemaladrerie languemalfaisance languemaldonne languemaladresse
languemaladive languemorbide languemalaxeur languemallelanguemalprope
languemammifère languesecondemain languemamelue languemalsonnante
languemalmignate languemalleable languemalvenue languemaltraitée
languemalaisée languemalenpoint languemalentendue languemâle langue
malfemme languemaléfice languemalabar languemalvoisie quinousfaitgris

ki es por favor ki t’enjoi ? ki es ki t’ennoi ? ki pronuncia l’oc
l’oil il sì in ogni sguardo
ki s’innerva nel verbo nel nerbo duro del respiro ki condensa in ritmi
silenziosi le sorde figure del ritardo?

ma nonostante ma per dispitto ma perché sia perfettibile ma per gioco
ma inoltre ma oltre e però vicini a un fiato a un filo i due passanti:
quello che si raccomanda e quello che si raccomanda fermi lì folgorati
ma forse fiondati frecciati fuori ma forse al centro al cuore del come

ma c’est alors qu’on peut commencer à cribler les fantomes à gagner l’
oeïldrome où coule l’être
c’est alors qu’il ne faut pas trop laisser passer la littérature qu’il
faut la jeter au dehors de la fenêtre

:credimi m’inarterio la lingua da anni e da secoli e minuti attendo il
tuo fiato sul collo credimi e da giorni da ore da mesi mescolo muscoli
e suoni e il gesto del dire alla glottide del pensiero stringo strappo
pelle alle parole e parole aux pleurs qui prononcent la pluriplaie du
pas plus credimi attimi e attimi che mi pungo l’anima con l’infinitiva
acuta sintassi del nulla istanti dopo istanti ke m’inventro il dentro
lo scempio sonoro del dolore ere infinite che corrodo di vocali pingui
e fischi quest’eternità di silenzio ke soffia nelle orecchie le lingue

ma c’est alors qu’on peut commencer à cribler les fantomes à gagner l’
oeïldrome où coule l’être
c’est alors qu’il ne faut pas trop laisser passer la littérature qu’il
faut la jeter au dehors de la fenêtre

e tra l’occhio e il lacero fondo delle trame è una miniera corre e
lavora il futuro delle forze intimissime il ragionare prodigioso il
mutamento e la fonte dei barlumi e quest’aspro d’aceto che è atto e
segno d’esperienza che pesa il grado d’imminenza il sapore pratico
dello stile le arterie numerate unaaduna il futuro del riflesso della
luna il respiro che scampa il gesto che c’accampa in vita e attrita

ma credimi ma forse esiste davvero una grammatica dell’essere
una declinazione della vita e allora forse si potrà restare anche qui
seduti e pacatamente irrispettosi definitivamente dissidenti agili
come gatti nella notte invisibili e vivi fermi nel punto che si muove
ed arrivare fino a quando fino a dove…

***

SHORTCUT n° 1
(la rosa e la voce)

Da L’esercizio della lingua

e sono come scorciatoie del corpo e dell’anima come le cosce i polpacci
tesi allo sforzo del piacere come nervi e corde che si fanno frasi come stasi
immobili sull’acrobazia della vita come parole sospese nel vortice della materia
come un abisso in cui precipiti e vedi infine le tue gambe le braccia la traccia
del pensiero perché piuttosto c’è bisogno di voce di fiato che dice c’è bisogno
della fattura e della sua matrice del conto esatto dei decimi e dei millesimi
della frattura che scheggia l’osso che lo getta oltre l’ostacolo della mossa
che salta il fosso c’è bisogno piuttosto d’una lentezza lenta che allenta e
distende d’un lungo respiro a braccia intrecciate c’è bisogno piuttosto
dei tuoi fianchi e dei capelli dei tuoi occhi c’è bisogno piuttosto d’un
costante silenzio rotto dal tuo ansimare intermittente c’è bisogno del
dente bianco da belva piuttosto c’è bisogno della zampata vivace che
squarta e sconfigge piuttosto che la morra dei dadi dei destini dei confini
che come abiti o camicie di forza c’è bisogno piuttosto di questo bicchiere
che ci fa vedere il mondo maledetto e porco lo sporco delle unghie e degli
occhi gli schiocchi dei grilletti i tonfi dei morti di miseria la lista seria dei
dispersi c’è bisogno piuttosto di versi che sappiano ancheggiare di poesie
pingui di sillabe che scavino la fossa di soli mandolini e flusso di coscienza
c’è bisogno di una scienza dei nostri sentimenti poverelli degli amori da
pipistrelli vissuti a testa in giù dei fratelli e dei coltelli c’è bisogno piuttosto)

(ma una voce è soltanto una voce un’atroce particola di corpo
che lanci addosso agli altri che ti si appiccica alle orecchie una voce
è soltanto una croce di sangue graffiata sul timpano fulminato
stando di lato, in disparte, a perdifiato.)

questa nostra miseria minima e mediocre questo privilegio privo d’ogni agio
questo plagio che si frantuma negli occhi questo pulviscolo di futuri e muri
intercambiabili come amori sfuggenti come dolori penetranti come odori
persistenti di sentimenti fritti di bagnomaria di speranze farcite d’oltranze e
scommesse senza rischio come un fischio che penetra tra le cosce che sfonda
la vulva d’aria la bolla che ci separa che violenta il silenzio e lo fa vibrare che
ti carezza i capelli o ti porge una rosa una cosa credimi incredibile labile
incomprensibile come il segno fragile affranto ai piedi del muro a muso duro
c’è bisogno piuttosto di bruciarsi i polpastrelli alla luce una cosa un po’ truce
c’è bisogno piuttosto di carezzarsi ai polpacci farlo piano piano dolcemente
d’accudirsi le ginocchia e rimboccarsi la schiena c’è bisogno piuttosto di bocche
che sappiano che dire di lingue che sappiano come soffrire di lettere di fuoco che
sale sappiano mettere sulla coda del male di frasi tese come muscoli gonfie
come stomaci felici c’è bisogno piuttosto di labbra affilate come denti per
poterlo di nuovo pronunciare di dimenticanze e gengive colme come stive
di un’altra occasione del coraggio di sfuggire all’attrazione cieca del tuo
odore squillante come vocale accentato dalle ciglia ritmo svelto che spariglia
c’è bisogno piuttosto di questo silenzio che fa risuonare la voce di quest’onda
di questa vibrazione fonda della dignità c’è bisogno piuttosto d’un po’ di vanità
d’aprire gli occhi di smettere di dormire d’iniziare a sognare o piuttosto di morire)

(ma una voce è soltanto una voce un’atroce particola di corpo
che lanci addosso agli altri che ti si appiccica alle orecchie una voce
è soltanto una croce di sangue graffiata sul timpano fulminato
stando di lato, in disparte, a perdifiato.)

***

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