Carla de Falco

a cura di natàlia castaldi

Dopo una tesi sulla poesia italiana delle origini, Carla de Falco si specializza giovanissima in studi aziendali, economici e dello sviluppo. Formatrice e manager delle Risorse Umane, interrompe la carriera aziendale per vocazione all’insegnamento ed all’attività letteraria. Vince numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali e suoi testi sono inseriti in molte antologie. Diviene membro di varie giurie letterarie. Pubblica a Milano la sua prima silloge: Il soffio delle radici (Laura Capone Editore, 2012) che vince il Premio Hombres (come inedito) e il Premio Contemporanea d’autore (come testo edito) ad Alessandria, nell’ambito delle iniziative collegate al Salone Internazionale del Libro di Torino. A maggio del 2013 esce la sua seconda opera, vincitrice del premio Solaris: la voce delle cose (Montag edizioni, 2013). Nel 2014, con Intuizioni d’ascolto si classifica prima anche al Premio Internazionale Napoli Cultural Classic e pertanto l’opera viene integralmente pubblicata da Albus Edizioni. Sempre nel 2014 la silloge Il momento che separa riceve all’unanimità la Menzione Speciale al Felix Festival. Il libro è ora in corso di stampa.

Testi

la prima cosa da fare
è imparare i nomi delle strade.
poi, da straniera,
sbreccare l’afa
da temporale
accarezzare il mare
sbattere il vetro
volare irregolare.
non fermarsi
non farsi intrappolare.
non vista rivelare
scurire il sole
imparare da estranei necessari
che oggi è solo un futuro ieri
che nessuno è padrone di niente
che prepotente è l’instabilità
dei numeri e degli affetti dispari.

e lasciare traccia,
una mia traccia cava
nella memoria di chi ho incontrato.

da “Il momento che separa”, in corso di pubblicazione

*

il posto delle cose

mi piace guardare nelle case
scoprire il costo delle storie
scrutare il dettaglio oltre le cose
sentire l’odore che le infetta.
e penso gli oggetti abbiano un senso
un gusto, un orientamento
a volte stanno dentro un posto giusto
a volte sono altrove, come lontani.
le cose raccontano le mani
un ordine, la polvere, la cura
gli oggetti hanno dentro pezzi d’uomo
e sussurrano l’abbraccio del ricordo.

da “la voce delle cose”, Montag edizioni, 2013

*

secondigliano

ho visto tutto
guardando un orizzonte che sembrava un coro
alla finestra da cui donne spezzate
si affacciavano su destini confusi.

le ho viste lì, in piedi all’alba
sul ponte di una superstrada
incuranti dell’intenso chiarore del giorno
raccontare, nel vento fatto voce.

raccontavano e davano ordini
ai maschi serrati nelle gabbie
che ascoltavano attenti e ringhiosi
dietro museruole nere.

e di questa scena rubata a cento all’ora
mi colpiva quello che in un attimo restava:
nessuna donna, nessuna museruola
nessuna voce, nessun silenzio.

da “Il soffio delle radici”, Laura Capone Editore, 2012

***

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