Antonio Devicienti su “Persica” di Maria Grazia Insinga (Cierre Grafica Anterem Edizioni, 2015)

Maria Grazia Insinga, Persica  Cierre Grafica, Verona, 2015 Opere come questa di Maria Grazia Insinga affascinano con la loro apparente enigmaticità e costringono a ripetute letture; e con l’iterazione della lettura, con il letterale interrogare i testi si dischiudono suggestioni sempre nuove. In Persica (Verona, Cierre Grafica Anterem Edizioni, 2015) si riconosce un progetto preciso e complesso, il dire in poesia è maturo, consapevole, personale, ben cosciente di tutto quello che finora altri hanno scritto e/o teorizzato, l’autrice ha il coraggio e la coerenza di affrontare temi molto difficili e insidiosi (il principale è la creazione poetica stessa e il … Continua a leggere Antonio Devicienti su “Persica” di Maria Grazia Insinga (Cierre Grafica Anterem Edizioni, 2015)

CONSONANZE E DISSONANZE / “L’impero in periferia”. Note sulle “Note di teoria, letteratura e politica” (2015) di Marco Gatto

Lo sguardo è là ma non vede una storia di sé o di altri. Non sa più chi sia l’ostinato che a notte annera carte coi segni di una lingua non più sua e replica il suo errore. È niente? … Continua a leggere CONSONANZE E DISSONANZE / “L’impero in periferia”. Note sulle “Note di teoria, letteratura e politica” (2015) di Marco Gatto

IL LIBRO DELLA GIUNGLA: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

IL LIBRO DELLA GIUNGLA Regia di Jon Favreau. Usa 2016, 105’. Distribuzione: Walt Disney. “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling è uno di quei testi (in realtà si tratta di due raccolte di racconti, pubblicati nel 1894 e nel 1895) che più o meno tutti potrebbero giurare di conoscere, magari senza averne mai letto nemmeno una pagina. Gli adattamenti cinematografici prodotti dalla Disney, a partire dal classico animato del 1967 (lascito testamentario del mitico fondatore Walt, morto durante la produzione) fino ai meno popolari remake live action del 1994 e sequel del 2003, ne hanno infatti consentito una diffusione … Continua a leggere IL LIBRO DELLA GIUNGLA: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

Ossessione l’occidente – Vladimir D’Amora

chi soffre l’ossessioni, ripete sempre – ciò da cui vorrebbe uscire: è (un) occidentale. questo è il nocciolo sia nosografico sia filosofico – dell’ossessione. il primo ossessivo, Odisseo. che ripete i suoi viaggi, da cui vorrebbe pur salvarsi, approdando fino … Continua a leggere Ossessione l’occidente – Vladimir D’Amora

Antonio Devicienti su “Trobar leu” di Simone Giorgino (Spagine, 2016)

Simone Giorgino, Trobar leu  Spagine, Lecce, 2016 Simone Giorgino (nato a Lecce nel 1975) è, credo, uno dei poeti e uno degli intellettuali che meglio e più efficacemente ha raccolto l’eredità di Antonio Leonardo Verri, dimostrandone in maniera fattiva, ma anche progettuale, la validità e la fecondità. Si faccia però, per cortesia, attenzione: non dico questo per stabilire una linea di subordinazione e/o di epigonicità di Giorgino rispetto a Verri, ma, da un lato, una naturale e bella continuità e, dall’altro, una personale ricerca e proposta di scrittura che, come accade per tutti i poeti consapevoli, non prescinde dalle ricerche … Continua a leggere Antonio Devicienti su “Trobar leu” di Simone Giorgino (Spagine, 2016)

USTICA: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

USTICA Regia di Renzo Martinelli. Con Marco Leonardi (Corrado di Acquaformosa), Lubna Azabal (Valja), Caterina Murino (Roberta Bellodi), Tomas Arana (Fragalà), Enrico Lo Verso (Morabito). Italia 2016, 106’. Distribuzione: Indipendent Movies. Marziale e dolente, statuario come la pittura murale celebrativa fascista, il cinema di Renzo Martinelli, pur nel filone dell’impegno civile e della cosiddetta “denuncia”, rappresenta ad oggi una singolarità piuttosto anacronistica, e forse anche abbastanza indigesta (si pensi all’enfasi filo-leghista di un progetto come “Barbarossa”) della produzione culturale nazionale. L’assoluta indisciplina deontologica nella ricerca e nell’esposizione delle fonti storiche, il tono assertivo e ampolloso della narrazione, il richiamo alla … Continua a leggere USTICA: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

BATMAN V SUPERMAN: DOWN OF JUSTICE: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

BATMAN V SUPERMAN: DOWN OF JUSTICE Regia di Zack Snyder. Con Ben Affleck (Bruce Wayne/Batman), Henry Cavill (Clark Kent/Superman), Amy Adams (Lois Lane), Jesse Eisenberg (Lex Luthor), Gal Gadot (Wonder Woman), Lawrence Fishburn (Perry White), Jeremy Irons (Alfred Pennyworth), Holly Hunter (senatrice Finch), Diane Lane (Martha Kent). Usa 2016, 151’. Distribuzione: Warner Bros. L’uomo contro Dio, la notte contro il giorno, i pettorali contro i bicipiti, la Coca Cola contro la Pepsi, Fracchia contro Dracula, Paperino contro Topolino, ma soprattutto Dc Comics, Warner Bros e Zack Snyder uniti in esercito contro la grammatica del cinema. Metropolis non è un paese … Continua a leggere BATMAN V SUPERMAN: DOWN OF JUSTICE: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

Il Vittorio Emanuele riapre le porte alla lirica con “La bohème” di G.Puccini

di Marta Cutugno Messina. Dopo lunga pausa, l’opera lirica ritorna al Vittorio Emanuele con “La bohème” di Giacomo Puccini. Ispirato al romanzo “Scènes de la vie de Bohème” di Henri Murger – che Giacomo lesse in una giornata piovosa nel marzo del … Continua a leggere Il Vittorio Emanuele riapre le porte alla lirica con “La bohème” di G.Puccini

Antonio Devicienti su “L’inciampo” di Daniela Pericone (L’arcolaio, 2015)

Daniela Pericone, L’inciampo (Poesie 2010-2015) L’arcolaio, Forlì, 2015 Questo libro è il risultato di almeno cinque anni di una ricerca e di un progetto di scrittura rigorosa ed esigente nei confronti di sé stessa; tale ricerca è anche esistenziale e conoscitiva e trova, tra l’altro ma non solo, nell’arte di Caravaggio il proprio sottile e tenace filo conduttore, muovendosi tra buio e luce, tra parola e silenzio; L’inciampo è un’opera nella quale la scrittura poetica dispiega la propria complessità e riafferma la propria necessità: intendo dire che la poesia, praticata da migliaia di sedicenti poeti e letta da pochissime persone, … Continua a leggere Antonio Devicienti su “L’inciampo” di Daniela Pericone (L’arcolaio, 2015)

Atto Unico: cast superlativo e fatali risate per “Camposanto Mon Amour” di Paride Acacia

di Marta Cutugno Quando si dice: ‘crepare dal ridere’. Può il teatro disquisire seriamente di vivi e di morti con inaudita, comica leggerezza? Non soltanto è possibile ma può trovare espressione in una densa e divertente pièce dalle parole, dai … Continua a leggere Atto Unico: cast superlativo e fatali risate per “Camposanto Mon Amour” di Paride Acacia

FLASHES E DEDICHE (a cura di Giulio Maffii) – 8. ALESSANDRO DE SANTIS

FLASHES E DEDICHE IL METRO DELLA METRO Ci sono poeti che riescono a costruire con pochi tratti personaggi, ambienti e fornire una fisiognomica empatico-poetica al lettore. Quando nel 2013 uscì per i tipi della Manni “Metro C” l’impressione e l’impatto … Continua a leggere FLASHES E DEDICHE (a cura di Giulio Maffii) – 8. ALESSANDRO DE SANTIS

THE REVENANT – REDIVIVO: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

Dopo i tre Oscar ottenuti lo scorso 28 febbraio – miglior regista, miglior attore protagonista e miglior fotografia – Carteggi Letterari ripropone la bella recensione di Francesco Torre a The Revenant – Redivivo. Buona lettura. THE REVENANT – REDIVIVO Regia di Alejandro Gonzáles Iñarritu. Con Leonardo Di Caprio (Hugh Glass), Tom Hardy (John Fitzgerald), Domhnall Gleeson (Andrew Henry). Usa 2015, 156’. Distribuzione: 20th Century Fox. Più iperrealista e roboante di “Birdman”, l’ultimo film di Iñarritu è senza dubbio un esperimento tecnicamente e visivamente sorprendente, dominato ancora una volta da un uso prodigioso del piano-sequenza. Sinuosa e insidiosa come un serpente ma al tempo … Continua a leggere THE REVENANT – REDIVIVO: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

“La Manna” – prima assoluta dell’opera-balletto in memoria di Giovanni Falcone

di Marta  Cutugno “Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia” (Giovanni Falcone) Palacultura Antonello, Messina. Presentata e cooprodotta dall’ Associazione musicale … Continua a leggere “La Manna” – prima assoluta dell’opera-balletto in memoria di Giovanni Falcone

Fabio Bonasera, “Libero, anzi no, disoccupato”, Ferrari Editore, 2015

“Siamo tutti liberi, almeno ai blocchi di partenza. Almeno alla nascita. Liberi da impegni e obblighi giuridici, etici, morali. Liberi perché non abbiamo una compagna, un compagno che pretendono fedeltà assoluta. Liberi perché non abbiamo un lavoro che ci qualifica staticamente come occupati. Liberi di dire cazzate perché tanto siamo bambini e ci perdonano tutto. Poi, crescendo, evolviamo nel ruolo … Così, diventiamo dei mediani. Condannati a faticare, a combattere ogni giorno calato giù dal Cielo per grazia ricevuta, pur di arrivare ad avere almeno un motivo valido per viverne ancora un altro”

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di Marta Cutugno

Precaria epoca, la nostra. E la formula? sempre la stessa. Densi percorsi formativi fanno da ouverture ad anni di instabilità occupazionale ed economica e certezze uguali a zero. Tanto ci sguazziamo dentro da non fare più notizia. Lo sa bene il protagonista del romanzo di Fabio Bonasera che, con sottile ironia, affronta la questione senza veli e senza mezze misure ma con tutta la profondità delle riflessioni che ne derivano. Le vicende narrate – nitida fotografia del sistema sociale del nostro tempo dalle latitanti meritocrazia ed onestà umana ed intellettuale – intrecciano la vita personale e professionale di Alighiero Riccardo in uno specifico contesto, il mondo dell’informazione che l’autore, nonché giornalista, ben conosce.

“Ho optato per il giornalismo: sveglia dopo le 9, orario di lavoro concentrato nella fascia serale, niente cartellino da timbrare, buona libertà di movimento. Peccato che gli editori italiani avessero altri progetti per me…così mi hanno ritagliato su misura una vita da precario”

Ricky è un giornalista precario dalla forte personalità e dai mal di pancia premonitori che accompagnano una scottante inchiesta. Con astuzia, riesce a mettere insieme importanti documenti che attestano attività illecite e corruzione da parte degli “intoccabili” di turno. Come accade a chi osa profanare il perimetro dei favoritismi politici, puntuale giunge il prezzo da pagare, nel caso di specie, il mancato rinnovo del contratto. Per non incorrere in tali conseguenze, giustizia e amor di verità avrebbero dovuto soccombere in favore di omertosa “prudenza” ed indifferente “buon senso” ma il nostro personaggio non vuole proprio saperne e decide di non piegarsi.
Il racconto corre velocissimo, ornato da descrizioni al limite del maniacale, da irriverenti epiteti affibbiati ad amici e conoscenti, da cocenti metafore che non risparmiano nessuno. Lontano da ogni retorica, Bonasera offre all’idealista Ricky non una ma tante vite ed è per questo che è molto semplice, per il lettore, riscontrare diversi punti di personale contatto. L’immobilità dinanzi ai poteri forti non esula da nessun contesto, men che meno dal giornalismo che “oggi non esiste più. La gente che tenta di farlo seriamente è tagliata fuori perché, per farlo bene, non bisogna avere padroni. E senza padroni, oggi, si rimane ai margini”.

La presenza delle donne, nel romanzo di Bonasera, è funzionale alla comprensione del carattere più intimo del personaggio principale. Attraverso l’analisi di legami diversi, alle volte opposti, con l’universo femminile, è possibile cogliere mille sfaccettature tra incontri furtivi, sveltine da garage, scenate di gelosia, istanti di sincero abbandono ed un finale che non ci si aspetta. Non esiste precisa definizione per ciò che lo unisce a Bronte: “Ma cosa siamo? cosa siamo io e te?…Condannati a questo reciproco bisogno, perennemente irrisolto. Incapaci di rinunciare l’uno all’altra. E incapaci di fidarci, fino in fondo, l’uno dell’altra”. In parallelo, c’è l’Amore come dolcissima perdizione per una ragazza incontrata per caso ad una sagra paesana del Basso Polesine, Maria Sole che era andata dritta verso lui come “creatura tentatrice, travestita da angelo”. Sullo sfondo c’è l’amara e perenne consapevolezza di quanto sia difficile conciliare ottimamente sentimenti e prospettive per il futuro con “uno a cui nessuna banca farebbe mai in prestito. Uno costretto a girovagare alla ricerca di un posto di lavoro per … non dover chiedere niente a nessuno. Per poter mantenere intatta la propria dignità“.

E come in un paradosso temporale, il rientro nell’ amata/odiata terra d’ origine, “un viaggio indietro nel tempo, un viaggio alle origini del male“, lo trova immerso e nel contempo sradicato: Ricky aziona la macchina dei ricordi, rivive spassosi momenti insieme ai vecchi amici, richiama alla mente i primi amori, celebra il suo attaccamento nei riguardi della famiglia e l’amore per i suoi nipoti.
Con piacevole, simpatica leggerezza e peculiare ricchezza di spunti, Fabio Bonasera compie un valido esercizio di scrittura e di coscienza, tracciando debolezze, frustrazioni ed impotenze del cittadino medio dinanzi ai grovigli burocratici e al perseverare delle “dinastie” che contaminano parlamenti, tribunali, università, redazioni, ospedali, riuscendo, così, a dare voce a chi, nonostante ripetuti sacrifici, non vede riconosciuti meriti, diritti, dignità.

“Per anni avevo scritto centinaia di articoli sui tanti disservizi cui vanno incontro i contribuenti, sulle calamita quotidiane in cui incappano i pendolari, sui salari troppo bassi dei metalmeccanici e non solo, sulle disavventure della gente comune…poi la svolta..ero diventato uno di quelli. Per anni, avevo scritto, parlato, raccontato di me…e non lo sapevo”.

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Le narrazioni (a cura di Daniele Greco) – Luciano Pagano, “Beati i puri”, Musicaos, 2016

Una lettura di Beati i puri (Musicaos editore, 2016), il terzo romanzo di Luciano Pagano Andrea Bellomo è un attore e regista teatrale salentino con la passione divorante per un mestiere che lo rende incompreso e ostinato collezionista di insuccessi e fallimenti artistici. Quando decide di abbandonare Lecce per dirigersi a Roma dove vive la sorella Maria – nella finzione del romanzo tra le più celebri attrici italiane – egli recide i legami col suo passato ed ignora cosa lo attenderà nella capitale. Chi provi a indagare il motivo della sua fuga può credere alla necessità di Andrea di reinventarsi … Continua a leggere Le narrazioni (a cura di Daniele Greco) – Luciano Pagano, “Beati i puri”, Musicaos, 2016

THE HATEFUL EIGHT: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

THE HATEFUL EIGHT Regia di Quentin Tarantino. Con Samuel L. Jackson (Maggiore Marquis Warren), Kurt Russell (John Ruth), Jennifer Jason Leigh (Daisy Domergue), Walton Goggins (Chris Mannix), Tim Roth (Osvaldo Mobrey), Michael Madsen (Joe Gage), Bruce Dern (Generale Sanford Smithers), Demian Bichir (Bob il messicano), Channing Tatum (Jody). Usa 2015, 167’. Distribuzione: 01. Uno stormo di uccelli in volo, una lenta panoramica su un paesaggio montano innevato, l’approssimarsi di una tormenta. Prodromi di un’alba che un’introduzione musicale solenne e la presenza in campo di un crocifisso ligneo impalato nel nulla vogliono tragica e fatale (ogni riferimento cinefilo non è puramente … Continua a leggere THE HATEFUL EIGHT: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre