Pillole di poesia – Alessandra Fichera

di Ilaria Grasso

La parola cura sta sempre più assumendo il significato di “cura medica” e sempre meno quello di “attenzione”. Alessandra Fichera ci accompagna passo passo nelle zone del bisogno umano al quale rispondere con un atteggiamento di cura. L’inquietudine, l’assenza di contatto umano, la solitudine esistenziale sono possibili ed eventuali fatti della vita con cui l’individuo si trova a convivere ma a lungo andare possono lasciare grosse ferite che vanno pian piano fatte rimarginare e cicatrizzare con “la dolcezza, la delicatezza, la cura/tanta cura”.
Ecco che l’amorevole presenza diventa la chiave di volta attraverso cui mettere in atto un meccanismo trasformativo creativo e vitale. L’individuo, non più solo, tende la mano e, trovandone dall’altra parte un’altra riesce a rialzarsi e camminare nuovamente verso il futuro, verso il bene, in direzione della vita.

La cura
Il risveglio come la rigenerazione delle foglie,
il vento ne scuote le tempie – riattiva la calma
nel cerchio, una danza.
Io che tutta la notte ho disegnato le tue mani
sul ventre a sfogliarmi come pagine,
la dolcezza, la delicatezza, la cura
tanta cura – come non mai.
Non saprei dire come l’amore prese ad abitarci
so solo che fu, che niente è più stato lo stesso.
Io ti ho chiamato – tu mi hai risposto.

PER VEDERTI FIORIRE – CartaCanta Edizioni

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