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FLASHES E DEDICHE- ALEIXANDRE E IL NOSTRO NOME- 27

Uno dei poeti della Generazione del 27 che presenta un’evoluzione costante nelle tematiche è stato sicuramente Aleixandre. La sua produzione passa fasi aleixandredi rinnovamento continuo. Da un ciclo legato al surrealismo ad un visione panteista, da un ciclo legato alla nostalgia a quello dedicato all’uomo e al connubio con la Storia, fino a giungere alla poesia meditativa. Nel discorso tenuto per il conferimento del premio Nobel afferma che il poeta è un rivelatore, un assestatore di luce, un colpitore di uomini. Il poeta si pone domande. Una delle principali è : per chi scrivo?

¿Para quién escribo?, me preguntaba el cronista, el periodista
o simplemente el curioso.

No escribo para el señor de la estirada chaqueta, ni para su bigote
enfadado, ni siquiera para su alzado índice
admonitorio entre las tristes ondas de música.

Tampoco para el carruaje, ni para su ocultada señora
(entre vidrios, como un rayo frío, el brillo de los
impertinentes).

Escribo acaso para los que no me leen. Esa mujer que
corre por la calle como si fuera a abrir las puertas
a la aurora.

O ese viejo que se aduerme en el banco de esa plaza
chiquita, mientras el sol poniente con amor le toma,
le rodea y le deslíe suavemente en sus luces.

Para todos los que no me leen, los que no se cuidan de
mí, pero de mí se cuidan (aunque me ignoren).

 

Sovverte i luoghi comuni, la parola si fa nome e si fa uomo anche là, dove non si può udire.

HAI NOME

Il tuo nomevicente-aleixandre-2

sì ne hai uno. Tutta la mia esistenza è stata questo:

un nome. Lo so che non esisto.

Un nome respirato non è un bacio.

Un nome inseguito a filo di labbro

non è il mondo, soltanto il suo sogno senza occhi.

Così sotto la terra, respirai terra.

Sopra il tuo corpo, respirai luce.

Dentro di te nacqui: per questo sono morto

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