Le altre lingue: Poeti del Québec – Nicole Brossard

Carteggi Letterari è felice di presentare ai lettori italiani alcune voci del panorama internazionale. Non si è scelto di tradurre i testi (la traduzione si limita alla nota introduttiva e alla bio-bibliografia di ogni autore), scopo della rubrica è l’approccio alle altre lingue attraverso il godimento della lingua originale. L’operazione di traduzione è rimandata a un secondo tempo.
La rubrica si apre con una scelta, compiuta da Francis Catalano, che qui pubblicamente si ringrazia, di 10 autori contemporanei provenienti dal Quebec. La prima autrice è Nicole Brossard. Buona lettura.


Le altre lingue: Poeti del Québec

Poesia del Québec: I poeti in prima persona
Francis CATALANO

In seguito all’invito di Carteggi Letterari e di Gianluca D’Andrea, che ci fa l’onore d’iniziare la sezione “le altre lingue” con LA POESIA DEL QUEBEC, pubblicando online ogni settimana, tutti i sabati a partire dal 12 dicembre, un poeta significativo della letteratura quebecchese, mi permetto di fare qui una breve digressione storica circa la nostra poesia.

Difficile tracciare una linea e dire quand’è cominciata la poesia del Québec. Alcuni critici sostengono che sia nata nel XVI secolo dalla penna dei primi esploratori e viaggiatori, nei racconti di viaggio, quelli di Jacques Cartier nel 1534-36. Scrivendo delle terre della Nuova Francia, e descrivendole, non facevano diversamente dai poeti più tardi: nominare il paese.
Ma, in senso più stretto, possiamo affermare che la poesia quebecchese, così come la conosciamo oggi, con il suo dinamismo e la sua diversità, comincia là dove si ferma la poesia franco-canadese, ovvero nel mezzo del XX secolo. Essa nasce da un desiderio d’affermazione nazionale, di emancipazione sociale, di cambiamento e di liberazione, da un rifiuto della società dominata da uno stato passatista e dalla religione.

La poesia quebecchese nasce principalmente grazie a due eventi. Il primo: la pubblicazione di un manifesto artistico, cofirmato da pittori e poeti, intitolato Le Refus global [Il Rifiuto globale] (1948); il secondo: la fondazione delle Éditions de l’Hexagone (1953). L’autore del manifesto, il pittore Paul-Émile Borduas, non può essere più chiaro circa le sue intenzioni quando scrive: “[che] un perfetto rinnovamento delle fonti emotive possa farci uscire dall’impasse e metterci sul cammino di una civiltà impaziente di nascere”. Occorre tirar fuori il Québec dal suo buio. Fare piazza pulita e porre le basi per una nuova civiltà, niente di meno. All’inizio degli anni ’50, i poeti sono isolati e poco conosciuti. È sotto l’impulso delle edizioni dell’Hexagone, con a capo Gaston Miron, che verrà fondata quella che si può chiamare la poesia quebecchese, luogo inaggirabile di una letteratura nazionale.

Come l’Italia, che ha posto due poeti, Dante e Petrarca, a fondamento della sua lingua e della sua tradizione poetica, così il Québec ha avuto bisogno dei suoi poeti per accedere a questa nuova “civiltà impaziente di nascere”. Poeti quali Paul-Marie Lapointe (Le Vierge incendié, 1949), Roland Giguère (L’âge de la parole, 1965), Paul Chamberland (Terre Québec, 1964), Gaston Miron (L’Homme rapaillé, 1970), Nicole Brossard (Le Centre blanc, 1970), o una poesia impegnata come Speak white di Michèle Lalonde, sono all’origine di questa presa di parola. I movimenti della controcultura (intorno alle riviste Cul Q, Hobo Québec, Mainmise) e quello del formalismo quebecchese (intorno alle riviste La Barre du Jour e Les Herbes rouges) parteciperanno parimenti alla nascita di questa nuova letteratura. In questo senso la poesia quebecchese, con le sue doppie radici francese e americana, allo stesso titolo della società che l’ha vista emergere, entra dalla grande porta della modernità.

Dopo che questo aspetto del paese da costruire venne canalizzato e recuperato dalla sfera politica, cosa che portò a due referendum, nel 1980 e nel 1995, sull’avvenire del popolo quebecchese, la poesia ha preso altre e molteplici direzioni. Sia con la voce delle donne sorta dal movimento femminista e dalla scrittura del corpo-testo, dell’intimo, del quotidiano degli anni ’80; sia con l’esplorazione del linguaggio e del reale, dei territori dell’interiorità o con lo spoken word e lo slam degli anni 2000; sia con le scritture cosiddette migranti degli anni 2010, la poesia del Québec, grazie alla sua resilienza e resistenza, alla sua apertura al mondo, alla vivacità e al sorgere di nuove case editrici e nuove riviste, tutte parimenti dinamiche, continua a nascere e dimostra che, pur se apparsa tardi sulla carta, ha comunque intenzione di restarci.

(Trad. di Laura Liberale)


 

Nicole Brossard

Lumière fragment d’envers

soyons clairs
nous n’irons pas plus loin
qu’une seule langue à la fois

tourbillon de respiration
de l’épaule aux premières côtes du rêve
je m’étais rassemblée
foule ailée
un instant majoritaire

pronom recomposé
je vis le présent
rouler faste entre les pensées

soyons clairs : je marche
dans ma propre narration
un nœud nouveau de nuit dans l’être
je reste avide
de métaphores et petits bruits d’ailes

 

*

 

il aura fallu prendre le temps
nettoyer le fruit le soi l’observer
du dedans inonder le réel
de transparence et d’origine
jusqu’à sensation d’abîme
il aura fallu le poème

 

*

 

on a beaucoup parlé
du poème et de ses menues virgules léchées
comme un sexe heureux
dans la shadow avec je suis
sincère et la mort
jusqu’à l’aube je veux dire
tu m’aimeras à cause du voyage
des perles et de la traduction
deux ou trois phrases en rafale
tu aimeras la sensation

 

Estratti dalla raccolta Lumière fragment d’envers, Éditions de la Grenouillère, 2015.


Nicole Brossard

Nota biobibliografica

Poetessa, narratrice e saggista, nata a Montréal nel 1943. Dal 1965, ha pubblicato una quarantina di libri fra cui: Le Désert mauve, Hier, Installations, Musée de l’os et de l’eau, Vertige de l’avant-scène, Ardeur, Lointaines, Piano blanc, nonché l’Anthologie de la poésie des femmes au Québec (in collaborazione con Lisette Girouard, 1991) e i Poèmes à dire la francophonie (2002). La sua poesia ha influenzato tutta una generazione di poeti. I suoi libri sono tradotti in diverse lingue e le sue opere si sono distinte in molti dei maggiori premi letterari, tra cui il premio del Governatore Generale, nel 1974 e nel 1984; i due premi, l’Athanase-David (1991) e il Molson del Consiglio delle Arti del Canada (2006), entrambi per l’opera complessiva. Ha altresì ricevuto il Premio internazionale di letteratura francofona Benjamin Fondane 2013, e il premio “Mihai Eminescu”, nel 2014. Un’antologia della sua poesia è apparsa nel 2008 col titolo D’aube et de civilisation, seguita da due antologie in inglese: Selected Poems (2009) e Mobility of Light (2009). È membro dell’Accademia delle Lettere del Québec (1994), Ufficiale dell’Ordine del Canada (2011) e Cavaliere dell’Ordine nazionale del Québec (2013). Nel 2013 è stato pubblicato un importante lavoro critico sulla sua opera, L’inédit des sens. Le sue più recenti raccolte sono Lumière fragment d’envers (Èditions de la Grenouillère, 2015) e Temps qui travaille les miroirs (Èditions du Noroît, 2015). Un saggio sulla traduzione, Et me voici soudain en train de refaire le mond, è appena uscito per le Èditions Mémoire d’encrier, e la Galleria Arnaud Lefebvre di Parigi ha presentato, nel giugno 2015, una mostra intitolata: Nicole Brossard: portrait ou l’horizon du fragment.
Nicole Brossard vive a Montréal.

A titolo informativo:

La lettera aerea, trad. di Luisa Muraro, Estro, Firenze, 1990; Il deserto malva, trad. di Elena Basile, WIP Edizioni, Bari, 2010. Nicole Brossard è stata pubblicata nelle riviste Anterem, Poesia, Versodove, ecc.


In copertina: Nicole Brossard (Foto: © Denyse Coutu).

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