Una lettura dell’ultima raccolta di Gilberto Isella

Laura Di Corcia “Aprire le porte-nuvole”: sin dalla prima poesia di questa nuova, felice raccolta di Gilberto Isella si delinea l’anelito dei testi che compongono Liturgia minore , soprattutto per quanto riguarda la prima sezione, intitolata Mobi-lune. Dodici poesie dedicate … Continua a leggere Una lettura dell’ultima raccolta di Gilberto Isella

Il teatro dell’esistenza ne Il ballo delle riluttanti, anteprima del nuovo libro di Giulio Maffii

di Diego Conticello Leggendo questo nuovo testo di Giulio Maffii, tutto incentrato sul movimento e la musicalità delle scene mi viene subito da pensare alle pose teatrali de L’Esequie della Luna di Lucio Piccolo, ovvero quello che l’autore stesso dei … Continua a leggere Il teatro dell’esistenza ne Il ballo delle riluttanti, anteprima del nuovo libro di Giulio Maffii

TAT – WE ARE BUT ONE a cura di Laura Liberale – 7) Modalità della devozione

TAT (WE ARE BUT ONE)   —–Messaggio originale—– Da: Claudia Boscolo A: Laura Liberale Oggetto: Modalità della devozione   “Così lo spirito si sbarazza dei vecchi corpi per unirsi ad altri nuovi”, Bhagavad- gītā, canto secondo. Così lo spirito si libera … Continua a leggere TAT – WE ARE BUT ONE a cura di Laura Liberale – 7) Modalità della devozione

Variazioni sul tema dell’ombra nella pittura di Caravaggio (5)

di Daniela Pericone Caravaggio, Buona ventura, 1594-1595 (Parigi, Louvre) Nel 1595 Caravaggio è ospite di Monsignor Fantino Petrignani. Della produzione di questi anni fanno parte i due quadri della Buona ventura (l’uno in mostra a Parigi al Louvre e l’altro … Continua a leggere Variazioni sul tema dell’ombra nella pittura di Caravaggio (5)

Le parole della fine – a cura di Laura Liberale e Giovanna Zulian – Beethoven

LE PAROLE DELLA FINE Beethoven, di Claude Aveline (traduzione di Laura Liberale) Beethoven è morto due volte. La prima a trentadue anni, dopo un’agonia di sei anni di cui nessuno attorno a lui sapeva, poiché l’aveva nascosta a tutti, nascondendosi lui stesso. Un fruscio, un mugghio incessante, giorno e notte, aveva pian piano sostituito il canto del mondo e quello delle voci amate. Beethoven sordo. Obbligato a dire, se fosse uscito dall’isolamento: “Parlate più forte, urlate, ché sono sordo!”. La sua lettera-testamento del 6 ottobre 1802 testimonia questa prima morte. “Ah! Come potrei rivelare la debolezza di un senso che … Continua a leggere Le parole della fine – a cura di Laura Liberale e Giovanna Zulian – Beethoven