Spazio inediti: Giovanni Ibello, poesie

Giovanni Ibello, napoletano, 25 anni, fa il giornalista pubblicista ed è tesista in Diritto Ecclesiastico alla Federico II di Napoli. Lavora come cronista in veste di inviato, redattore ed editorialista in materia di sport, ambiente, arte e letteratura. Ha pubblicato … Continua a leggere Spazio inediti: Giovanni Ibello, poesie

Quasimodo e la radice siciliana

di Sebastiano Addamo Modica, dove Quasimodo nacque, nella sua poesia diventa il punto d’un mondo aperto, il centro di un’area culturale ed emozionale più che un luogo privilegiato di affetti e di ricordi. Un pretesto per altro dove il paese … Continua a leggere Quasimodo e la radice siciliana

Ricordare Sebastiano Addamo

Sebastiano Addamo, secondo di cinque figli, nasce a Catania il 18 febbraio del 1925 ma vive e svolge i suoi studi a Carlentini, comune del Siracusano in cui risiede la sua famiglia. Nel ’48 si laurea in Giurisprudenza e per un breve periodo presta servizio come assistente universitario del prof. Condorelli presso il dipartimento di filosofia del diritto. Tuttavia, la condizione economica della famiglia lo costringe a non rincorrere la difficile e lunga carriera universitaria, per concretizzare la sua condizione lavorativa ottenendo la stabilità economica che la cattedra in Storia e Filosofia presso il liceo classico di Augusta, altrimenti gli … Continua a leggere Ricordare Sebastiano Addamo

Carteggio X: ARTHMÒS come elogio dell’incompiuto.

Miei cari, pensandovi, pensando all’incontro e a quella bellissima canzone di De Moraes con Endrigo, che mi insegnò il mio caro Francesco e di cui osavo stonacchiare qualche nota di ritorno da Capo D’Orlando in compagnia di Gianluca e Maria Grazia, riflettevo sul fatto che la vita come la poesia altro non sono che “l’arte dell’incontro”. Arte perché non semplice consegna del destino al caso, bensì ARTHMÒS quale necessario impegno e dispendio di energie e volontà perché il caso si faccia destino o, quantomeno, comune percorso fattivo, creativo, condiviso. Ed in questo arthmòs creativo e costruttivo l’incontro non fa che generarsi e rigenerarsi nell’altro, perpetuandosi, rinnovandosi all’infinito. … Continua a leggere Carteggio X: ARTHMÒS come elogio dell’incompiuto.

Intervista a Franco Arminio

“La lista Tsipras […] è una lista meridionalista. Non vogliamo uscire dall’Europa, vogliamo portare l’Europa nel Sud. È un’operazione culturale prima ancora che politica. Il Nord del mondo ha fallito. […]” *** Arminio la campagna elettorale è cominciata da appena un mese, come ti senti? È un’altalena di entusiasmo e scoraggiamento. Ogni giorno, ogni ora contiene le sue oscillazioni. È un andamento tipico della mia vita. La campagna elettorale ha accentuato questo schema bipolare. Uno schema che ha prodotto buona scrittura, credo. Spero possa produrre anche buona politica. Mi pare che l’esordio sia stato infelice. Mi riferisco all’intervista che hai rilasciato … Continua a leggere Intervista a Franco Arminio

Il dire Celeste – Giuseppe Bonaviri

Nasce a Mineo, in provincia di Catania nel 1924 dove vive fino al conseguimento della Laurea in medicina a 24 anni d’età; una volta laureato si reca a Frosinone, dove vive esercitando la professione di medico condotto fino alla sua scomparsa, avvenuta esattamente cinque anni fa: il 21 marzo del 2009. Ancorato alla sacralità di un’appartenenza metafisica, più che fisica, all’isola che gli diede i natali e che, come egli stesso afferma, in sé serba le fascinazioni delle terre di conquista: arabe, bastarde e selvagge per destino e geografica connotazione naturale; Bonaviri fonde, attraverso la sua esperienza letteraria – come … Continua a leggere Il dire Celeste – Giuseppe Bonaviri

Carteggio V: Peregrini d’assenza

La letteratura, non so se purtroppo o per nostra fortuna, è diventata in qualche modo la forma di tutta la nostra vita. Credo anche per te. E so che anche per te la letteratura nascondeva sempre molte altre perturbanti e gravi cose dell’anima, che anche a te è piaciuto di guardare a’ poeti come a maestri. Il che è forse molto sbagliato, ma è pur vecchio e dolce difetto, e poi nostro (cosicché non sapremmo condannarlo). Da una lettera di Natalino Sapegno a Guglielmo Alberti, 2 febbraio 1927 Che cos’è più importante? Qual è la ragione, la spinta del dire? … Continua a leggere Carteggio V: Peregrini d’assenza