Turbativa d’incanto

< p align=”right”> assurdo darsi la mano a ogni piè sospinto per non dire di quanti sono pronti alle pacche sulle spalle e ti serrano nelle spine dell’abbraccio ***…….…………….. Con Turbativa d’incanto Jolanda Insana approda alla forma dialogica o, per meglio dire, formalmente dialogica, essendo in effetti questo complesso libro un testo sull’incomunicabilità con l’altro e con “la bestia clandestina” appellata all’interno del testo anche come “idiota sottostante”, che per l’Insana sarebbe di fatto  l’altro da noi in senso delocativo, ma peggio l’altro in/di noi stessi, con tutto il carico della  sua ingombrante e imbarazzante presenza.  Nel Complesso, dunque, possiamo definire Turbativa d’incanto come una … Continua a leggere Turbativa d’incanto

Mario Fresa: Poesia ininterrotta e vincolo con la morte (su Compitu re vivi di Sebastiano Aglieco, Il ponte del sale, Rovigo, 2013)

    Poesia ininterrotta e vincolo con la morte Mario Fresa Nella parola forte della poesia, si ascolta una voce che sempre è ferita dalla incessante contemplazione di un oggetto irraggiungibile (o già svanito, innanzi tempo); una voce che, mimando il torneo mortale della rincorsa di quell’oggetto inaccessibile, s’inchioda alla visione e alla tortura di un’impossibile nominazione di ciò che, disperata, rincorre. Il poeta consegna il suo sguardo al tempo chiuso delle parole che, mostrandosi, imprigionano la scena delle immagini nel recinto invalicabile di ciò che è stato, per sempre, e che non potrà mai più cambiare. La parola poetica … Continua a leggere Mario Fresa: Poesia ininterrotta e vincolo con la morte (su Compitu re vivi di Sebastiano Aglieco, Il ponte del sale, Rovigo, 2013)

Giorgio Meledandri su Tersa morte di Mario Benedetti

  Riceviamo e pubblichiamo, su segnalazione di Mario Benedetti, l’approfondito studio testuale di Giorgio Meledandri su Tersa morte, libro che abbiamo già avuto modo di analizzare qui e qui.   Le parole hanno fatto il loro corso. Appunti su lingua e stile di Tersa morte di Giorgio Meledandri In Tersa morte (Mondadori, 2013), il suo più recente libro di poesie, Mario Benedetti dà voce all’esperienza del lutto: si trova dunque a dover parlare proprio nel momento in cui «le parole hanno fatto il loro corso» (p. 14) e se ne avverte tutta la futilità. Nel linguaggio infatti, come in ogni altro … Continua a leggere Giorgio Meledandri su Tersa morte di Mario Benedetti

Il dire Celeste – Giuseppe Bonaviri

Nasce a Mineo, in provincia di Catania nel 1924 dove vive fino al conseguimento della Laurea in medicina a 24 anni d’età; una volta laureato si reca a Frosinone, dove vive esercitando la professione di medico condotto fino alla sua scomparsa, avvenuta esattamente cinque anni fa: il 21 marzo del 2009. Ancorato alla sacralità di un’appartenenza metafisica, più che fisica, all’isola che gli diede i natali e che, come egli stesso afferma, in sé serba le fascinazioni delle terre di conquista: arabe, bastarde e selvagge per destino e geografica connotazione naturale; Bonaviri fonde, attraverso la sua esperienza letteraria – come … Continua a leggere Il dire Celeste – Giuseppe Bonaviri

Carteggio V: Peregrini d’assenza

La letteratura, non so se purtroppo o per nostra fortuna, è diventata in qualche modo la forma di tutta la nostra vita. Credo anche per te. E so che anche per te la letteratura nascondeva sempre molte altre perturbanti e gravi cose dell’anima, che anche a te è piaciuto di guardare a’ poeti come a maestri. Il che è forse molto sbagliato, ma è pur vecchio e dolce difetto, e poi nostro (cosicché non sapremmo condannarlo). Da una lettera di Natalino Sapegno a Guglielmo Alberti, 2 febbraio 1927 Che cos’è più importante? Qual è la ragione, la spinta del dire? … Continua a leggere Carteggio V: Peregrini d’assenza