#ArnesiDaSuono 4 – Hulusi – 葫蘆絲 : aerofono cinese a cucurbita

di Marta Cutugno

Lo hulusi – in lingua tradizionale: 葫蘆絲 – è uno strumento originario della Cina, precisamente della provincia dello Yunnan, anche detto “flauto a cucurbita” (famiglia delle cucurbitaceae – zucche) e appartenente alla tradizione del popolo Dai.  Le sue origini sono antichissime e risalgono a prima del 221 a.C. e all’epoca pre-Qin. È un aerofono ad ancia libera che si suona in posizione verticale. La sua struttura prevede la presenza di tre canne di bambù di diversa dimensione ognuna delle quali è fornita di una molla di rame o d’argento.

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Le canne sono inserite nella zucca – spesso decorata, incisa o dipinta – che funge da cassa di risonanza e riceve l’aria tramite l’imboccatura coincidente con un piccolo tubicino di bambù posto all’estremità del picciolo della zucca. La canna centrale, solitamente, è dotata di sei o sette fori ed è impiegata nell’esecuzione delle melodie, mentre le altre due canne vengono utilizzate come “bordoni” –  per bordone si intende un suono basso e prolungato che fa da accompagnamento a una melodia.

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Il suono dello hulusi – armonioso, gradevole e dal dolce e ondeggiante vibrato – varia in relazione al numero dei fori ed in generale a struttura e dimensioni e può considerarsi vicino a quello dell’oboe e del clarinetto: usato per interpretare canti popolari di montagna, lo hulusi, da strumento tradizionale etnico, ha raggiunto un vastissimo pubblico grazie a concerti e tournée di numerosi musicisti cinesi, virtuosi dello strumento.

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