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FLASHES E DEDICHE – 45 – LE PRUGNE DELLA BALDINI

Un mondo vegetale a immagine di  un mondo fisico che entra sotto pelle e crea una realtà ctonia che affiora attraverso l’epidermide e si mostra a chiazze, con le evidenze di un livido che rappresenta (ma non mostra) ciò che un trauma o una ferita sanguinante all’interno ha fatto, ovvero quello che in profondità crea il dolore endogeno. La scrittura della Baldini è una sorta di autoterapia basata sul recupero emozionale della memoria. C’è da chiedersi quanto la parola serva al superamento delle lesioni e se le parole debbano prugneessere schiaffi o carezze. La risposta è dentro un verso illuminante “ogni carezza perduta è uno schiaffo”. La corporeità si fa poesia ed aspetta, ognuno di noi ha un soma e prugne sulla pelle, nessuno escluso e questo la Baldini lo ha ben compreso, regalando un endoscheletro di versi per sorreggere ciò che è visibile agli altri in superficie e lei non ha paura di mostrare nella sua realtà.  “Prugne sulla pelle” è un altro ottimo libro uscito nel 2016 per Samuele Editore.

 

 

ALBEGGIA NEL LETTO D’OSPEDALE

 

La notte è fatta di bocche spalancate
alla pietà dell’aria. Così
è anche la Primaluce – se rubata
alle ossa – il soffio della Malessenza:
dalle narici fuori a rincalcarsi ancora
in quelle labbra di buco
come il serpente del primo peccato
che si morde la coda.
Così la Vita fa di speranza
l’io-mi-dispéro. E in risacca l’inverso15822854_10209436171955874_4797200012704718194_n

 

 

LA SUTURA

Ti aspetta di nuovo sui piedi
per ballare la vostra canzone piccina,
carillon familiare che lava le lotte.
Ci vuole la pelle aperta, a volte,
per accogliere la vita. Farsi passare dall’ago,
accettare la sutura. Ci vuole tutto il tempo
a volte, perfino quello passato.
Ci vuole una mano aperta sulle guance.
Una mano qualunque.
Ogni carezza perduta è uno schiaffo

 

 

 

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