incontri e agguati

Milo De Angelis: una poesia da “Incontri e agguati” (Mondadori, Milano 2015) – Postille ai testi

In attesa di una lettura approfondita del nuovo libro di Milo De Angelis, pubblichiamo un testo dalla raccolta corredata di postilla (GD).


Milo De Angelis: una poesia da Incontri e agguati

Il tempo era il tuo unico compagno
e tra quelle anime inascoltate
vidi te che camminavi
sulla linea dei comignoli
ti aprivi le vene
tra un grammo
e un altro grammo
bisbigliavi l’inno dei corpi perduti
nel turno di notte
diceva cercatemi
cercatemi sotto le parole e avevi
una gonna azzurra e un viso
sbagliato e sulla tua mano
scrutavi una linea sola e il nulla
iniziò a prendere forma.


Postilla:

Certo è il tempo della fine a interrompere ancora il flusso. “Anime inascoltate”, “corpi perduti” e una notte che s’intensifica e copre le parole. I personaggi sono spettri, ombre che giungono da una realtà a stento percepibile, “una gonna azzurra e un viso” sono segnali più che dati concreti (e, infatti, lo stesso viso è “sbagliato”, come in tensione verso un’alterità ignota). Eppure dalla ricerca scabra, un male si annunciava – “ti aprivi le vene/ tra un grammo e un altro grammo” -, piano emerge una nuova possibilità: “sotto le parole” il minimo disegno si allunga ” e il nulla/ iniziò a prendere forma”.

Gianluca D’Andrea

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