Lucio Piccolo per Nuovi Argomenti

Lucio Piccolo, Canti barocchi

“Eugenio Montale, che scoprì la sua poesia attraverso una rocambolesca ricezione del libretto d’esordio, 9 liriche, a seguito di un’errata affrancatura postale, così scrisse di lui: «Sarei tentato di attribuirgli il motivo husserliano di cui egli ci parlava a San Pellegrino: la contraddizione fra un universo mutevole ma concreto, reale, ed un io assoluto eppure irreale perché privo di concretezza; ma non definirei con questo tutta una corrente di poesia metafisica che in varî aspetti dura da sempre?»”
(a cura di Diego Conticello)

(da Gioco a nascondere, 1960)

Gioco a nascondere

[…] Se noi siamo figure
di specchio che un soffio conduce
senza spessore né suono
pure il mondo dintorno
non è fermo ma scorrente parete
dipinta, ingannevole gioco,
equivoco d’ombre e barbagli,
di forme che chiamano e
negano un senso – simile all’interno
schermo, al turbinio che ci prende
se gli occhi chiudiamo, perenne
vorticare in frantumi
veloci, riflessi, barlumi
di vita o di sogno
e noi trascorriamo inerti spoglie
d’attimo in attimo, di flutto in flutto
senza che ci fermi il giorno
che sale o la luce che squadra le cose. […]

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