Alessandro Pancotti: Testi da “Le iniziali”, Lietocolle, 2014

Dialoghi con altre poetiche: Il nord

Le iniziali

 

Riceviamo e pubblichiamo testi tratti dalla prima raccolta,”Le iniziali” (Lietocolle, 2014, prefazione di Mary Barbara Tolusso), di Alessandro Pancotti, poeta di 32 anni, laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. A Milano vive e lavora nel settore import-export e pratiche doganali.

Buona lettura.

Prove d’identità

E alle volte, devo averlo proprio pensato…
e se Alessandro Pancotti non esistesse? – non fosse mai esistito?
e non fosse che solo una creazione della mia mente,
della mia fantasia?


Fortuna, che alcuni mi rincuorano
Ale, esisti, piantala!


o forse sentirmelo dire, ma così
e immaginarmelo almeno, d’averlo sentito
sognato una volta, da qualche parte,
il rincuorato lui.

°°°

La prima volta

E allora poi ho attraversato il mare
per venire a trovarti. Per trovarmi
Non credo d’esser niente
di ciò che sono. In mezzo, tra i cieli
nel filo conduttore della mia fantasia
ho dovuto riscrivermi. Ho dato là
lasciato la mia penna il mio blocco
il mio cuore non mancherà.
Ma sono fermo ora fermo
oltre ogni me oltre il termine
di qualsivoglia radice di ogni
certo domani. E non so più
come firmarmi. Non so più
cosa ci faccio, cosa sono:
chi.

°°°

Prove di famiglia

Ha una tutina blu
che pare un astronauta
e arriva su sospeso. Ha tutto
È coperto e ben equipaggiato
il berrettino gli copre gli orecchi
la sciarpetta svolazza.
Si toglie i guantini si allunga
e con coraggio da leone tocca
i denti acuminati del drago
nella neve. Allora sorride soddisfatto
attentamente si guarda le manine
e fa una smorfia felice e vergognosa
reggendosi al collo di papà
mentre la mamma scatta questa foto
e poco in là li aspetta.

Madonna di Campiglio 1985

°°°

Falso pudore

Sai, l’altro giorno sistemavo le mie cose
e ho trovato le tue, cose.
Non abbiamo una foto insieme
a parte quella fatta col cellulare
ma non te l’ho detto, un sabato
mi è caduto nel water…
cose che succedono, in compenso
ho scoperto nel computer una marea
dei nostri filmini…
Ho provato ad aprirne uno e un altro
e forse un altro ancora,
ma mi sono sentito un guardone
così li ho chiusi in un file
pensa, magari fra trent’anni
li apre un mio parente,
ti immagini la faccia?

°°°

Camionisti in dogana

Entrano in ufficio senza attese
la mattina, sudati parlano
lingue sconosciute – va avanti così da sempre,
pensi. I documenti, la procedura e discendono.
– Noi, che siamo bravi, veloci… facciamo in fretta,
a volte, già che li chiamo, mi spiace, vederli lì,
appena giunti, interromperne il riposino, il micro pranzo,
il micro tavolino ad altezza ruote. Chissà
che viaggi… allora… scambio due chiacchiere
in Carovana, con il funzionario di dogana, io,
Spedizioniere futuro “Customers Broker”,
non ne ho bisogno, ma qualcuno… qualcuno
rifiata… Ma che nessuno,
nessuno, mi veda… rallentare.
Non lo immaginano neanche,
e se un pelo li lascio finire… se un attimo…
io so. E alla sbarra il saluto è più umano.

°°°

Si ferma solo all’alba
Non riconosce i tragitti, in tasca
porta tutte le strade, fischietta
Ha tutte le voci di donna. Annaspa.

Non c’è che un vago ricordo, di vita:
un futuro antico, un mondo; intero
un insabbiarsi.

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