Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 26) Minox

Non c’è spesso un criterio migliore di nessun criterio per aprirsi alla bellezza. C’è chi crede nella predestinazione, nel percorso che si traccia sotto i piedi, apparentemente sospinti da un richiamo ineffabile e scarsamente decifrabile. Beh, è un po’ troppo … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 26) Minox

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 25) July Skies

July Skies Ero in viaggio. Forse l’unico vero viaggio che abbia mai davvero compiuto. Non avevo mete; l’unico impulso che attraversava il mio corpo era andare. Io, la mia automobile e qualche vestito nel bagagliaio. Era Estate, e gli anni che si erano accumulati nella mia testa imploravano di trovar loro un tramonto adeguato. Sopra ogni cosa, v’era il bisogno di interrompere una lunga serie di eventi in cui avevo smesso di riconoscermi, e questi eventi trascinavano con sé il mio nome, le mie abitudini, le mie paure. Mie aveva iniziato a suonare come un aggettivo terribilmente stanco. Mentre guidavo … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 25) July Skies

Nenie domenicali: Radiohead, “A Moon Shaped Pool” di John Jay Sapuppo

L’Una: Bordo Piscina. Il nuovo Radiohead e comorbilità. Con loro nonno studioso nell’album, i Radiohead travalicano l’angoscia esistenziale che ha permesso la ricezione della loro musica, perseguendo una forma eterna come un disco-bolo. Al netto delle rimasticature, il ritorno avviene nel grande Stige. Il gruppo, che ha intitolato questo nuovo album “L’una: bordo piscina”, ha una comprensione unica del mistero di come facilmente si può svicolare, o scivolare sul giallo d’una banana di velluto peelata la notte prima, strafatti, in puro stile hard parboiled di Hammamet. Lo scopo della loro musica è sempre stato ossessionare fino al punto in cui … Continua a leggere Nenie domenicali: Radiohead, “A Moon Shaped Pool” di John Jay Sapuppo

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 24) The Laughing Soup Dish

The Laughing Soup Dish Subcapitolo uno: la genesi Talvolta, a chi mi chiede perché non abbia mai avuto a cuore la questione della pulizia del suono nei miei dischi, soprattutto a chi non conoscendomi bene ignora d’avere come interlocutore uno dei soggetti più pigri e vanitosi dell’universo noto, rispondo: perché, durante la mia adolescenza, ho avuto la fortuna d’imbattermi in dei capolavori che ne facevano bellamente a meno. Se dico ‘capolavori mal registrati’ intendo dischi belli, bellissimi e non dischi famosi o famosissimi, opere a ‘finta’ scarsa diffusione che verosimilmente qualunque adolescente d’oggi può ingurgitare senza alcuna fatica filologica (e … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 24) The Laughing Soup Dish

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 23) Dr. Z

Dr. Z Il cristianesimo, a un certo punto, purgò la sua immagine di Dio da tutti gli elementi che lo rendevano affine alla soverchiante potenza della natura. Il “sacro”, che conteneva in sé la terribile forza distruttiva del limite valicabile, finì per diventare simulacro pel dolciastro accondiscendere alle qualità più urbane dell’anima umana. Ma sintanto che l’Urbe poc’altro fu che un sistema di fognature del sangue versato, Dio non ebbe alcun bisogno di comprimari satanici, sapendosela sbrigare bene da solo. La concorrenza sopraggiunse quando, con un gesto di protervia antropocentrica, si provò (senza successo) a distillare la parte benigna del … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 23) Dr. Z

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 22) The White Birch

The White Birch La propria distanza dall’andazzo circonvoluto della turpe genia umana raggiunge di questi tempi quotidianamente il suo apogeo, senza mai detonare. La perfetta macchinazione del rigetto, meticolosamente strutturata, è oggi l’oggetto della biopolitica ufficiale, ricompresa nella quota riciclaggio. Le nuove generazioni mai sperimentarono altra omeostasi che non quella del ribasso spirituale, e le vecchie s’inlatebrano vieppiù in spelonche d’acrimonia e depressione, da cui pontificano tramite risibili sentenze sature di costernazione e spuntato dileggio. I dischi provengono tutti da Amazon: contatto umano, coefficiente aggregativo della musica: qualcosa dalle parti di zero. Dall’oblò nascosto da cui osservo le vicende della … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 22) The White Birch

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 21) Chris Thompson

Chris Thompson Le note metronomicamente pizzicate d’una chitarra acustica mi rimandano sovente all’intarsio del capolavoro che ogni ragno è capace di produrre tra i gerani e il parapetto del vostro balcone. V’è la modesta ventosità portata da dita operose, e v’è la vibrazione d’una struttura geometrica perfettamente calibrata. Le dita sul legno imitano le distanze tra le stelle, e l’impeto d’un puero eterno vi soffia fremente, come a distillarne bolle di sapone, o liberarne denti di leone. Come ogni chitarrista sa, nel tempo il legno diventa più saggio e profondo: e talvolta la materia vivente di quel divino strumento invecchia … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 21) Chris Thompson

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 20) Simian

Simian Ci sono dischi che girano meravigliosamente a metà. Mettiamo: base musicale eccelsa ma fortemente vessata da una voce antipatica. Oppure: partiture magnifiche eppur devastate da suoni invisi e unghio-stridenti. Poi ci sono dischi troppo densi, in cui si fa fatica a tirare il fiato per mappare il percorso appena concluso. Ci sono i dischi noiosi in cui una buona idea viene tirata e slabbrata sin quando perda qualunque fascinazione. Ci sono i dischi che possono essere ascoltati solo in determinati momenti e che disconoscono ogni parentela con la medietà evenemenziale dell’ascolto. D’altro lato ci sono dischi che puoi ascoltare … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 20) Simian

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 19) Montage

Montage Insieme alla double red beatlesiana, in quegli scaffali archetipici di cui favoleggia la mia memoria (il retaggio paterno al mio posteriore disadattamento isolazionista), stava anche una frusta (ovvero: brutta copertina e “un” solo vinile) raccolta di successi dei Beach Boys. Nessuno nella tv italiana li aveva ospitati nelle trasmissioni per bambini e, per il mio mangiadischi rosso, non c’erano in casa 45” d’immediato inghiottimento. Fu poi “Voglia di vincere” (“Teen Wolf”, 1985) con Michael J. Fox a darmi lo spunto per associare la graziosa canzoncina “Surfin U.S.A.” (con tanto di Marty J. McFly licantropo che surfa sul tetto di … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 19) Montage

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 18) The Collectors

The Collectors Da bambino la cosa più straordinaria fu imbattersi in un’antologia. E che antologia: misi accidentalmente su la doppia rossa beatlesiana: un pezzo tirò l’altro senza che il tempo ne fosse minimamente scalfito. Tecnicamente concepita per non concedere alcun calo di meraviglia, m’impaniò irreversibilmente le froge cerebrali e fece di me l’essere totalmente ineffettuale che potete subodorare da queste farfuglianti note. Compresi che la musica poteva essere un’esperienza totale; intesi che aveva a che vedere con gli dèi che –pure- in seguito compresi non esistevano. Ciò non ha molto senso, ne convengo, ma è oltremodo preciso. A ripensarci, però, … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 18) The Collectors

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 17) Dino Valente

Dino Valente Quando m’avvicino con voglia di narrazione al mondo “maggiore” della storia del rock, un significativo senso d’insofferenza si fa largo. M’accorgo, nel gesto stesso dello scrivere, di muovermi in un terreno già abbondantemente seminato e catalogato, a cui è possibile aggiungere sensibilmente poco e in cui ogni slancio personale ha troppo poca action per garantirsi causa sufficiente. E per quel poco occorrono mezzi ermeneutici fuori dal comune. Altrimenti v’è sempre la possibilità della solita tesi compilativa (oggi caduta sotto il dominio del taglia-e-incolla telematico): e tutto sta a mettere le cose in ordine alfabetico in maniera più wikipedica … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 17) Dino Valente

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 16) Philip Auclair

Philip Auclair Non vi sarebbe alcun motivo d’essere curiosi di musica se potesse un giorno esserne scritta una Storia. Se qualcuno potesse aver sempre avuto la risposta perfetta alla nostra domanda perfetta. 

Basterebbe infine sapere a chi ben chiedere ciò ch’è da chiedere. 

E invece non vogliamo – proprio tutte le volte – che si sappia. Non vogliamo spesso neppur essere curiosi. Ancora prima: non vogliamo. Ciò che dev’essere sia, e amen. Talvolta poi non vogliamo che si senta allo stesso modo in più d’uno. Non vogliamo neppure condividere lo stesso campo di gioco, in modo da non correre mai … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 16) Philip Auclair

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 15) The Ladybug Transistor

The Ladybug Transistor Chissà, un giorno avrò forse accumulato abbastanza materiale per pensare di poter trasformare questa rubrica settimanale in qualcosa di più. Magari un libricino da allegare alle patatine. L’idea mi frulla in testa praticamente da una vita; ma della congregazione del mio corpo è solo la testa a rifuggire – con tutta la sicumera del suo peso – l’obbligo morale dell’ozio. L’indolenza è il terreno più fertile tra tutti: l’humus è ricco, carico di stratificazioni di tempi accidentali, di sali preziosi e dimenticati, di grandi imprese fallite… eppure, lasciato al tempo, tutto questo materiale organico rifluisce nell’elementare e … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 15) The Ladybug Transistor

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 14) The High

The High I poveri spesso seguivano i carrozzoni, pattugliandone la scia, nella speranza che qualcosa ne cadesse. Cibo, suppellettili, scatole dal contenuto ignoto. A volte poteva capitare che venisse giù proprio qualcuno, in carne e ossa. Oppure che ci si dimenticasse d’imbarcare qualcuno, lasciandolo nella sinistra compagnia degli avvoltoi. Non so effettivamente di che carrozzoni io stia parlando, probabilmente di un’idea platonica che divora, nell’alveo di quelle dispense mobili, brandelli sanguinolenti di tempo e ne scaglia via le frattaglie dopo aver loro apposto un codice a barre. Fatto sta che gli occhi di tutti, anche delle vecchine satolle d’esperienza sui … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 14) The High

Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 13) Igginbottom

Igginbottom Sono un tipo molto pigro. Come tutti i malati preferisco pensare che sia il mondo a essere sulla cattiva strada e a doversi conformare alla mia pigrizia. Di sentirmi in torto per non aver alcuna voglia di conferire valori e significati a cazzo a questa o quella cosa proprio non mi va. O peggio ancora: dover mutuare stanchezze semantiche altrui, con i risultati che si possono ben osservare nella dissolutiva starnazzata globale della comunicazione. Credere in qualcosa eccede le mie forze. Credo (col beneficio del dubbio) che il mio amore per la musica dipenda essenzialmente da questo: che l’armonia, … Continua a leggere Hidden Gems (a cura di Alessandro Calzavara) – 13) Igginbottom