#ArnesiDaSuono 49 – Oud: liuto arabo a corde pizzicate

di Marta Cutugno

L’Oud (dall’arabo عود, dall’arabo ūd) è uno strumento cordofono appartenente alla famiglia dei liuti. Con cassa di risonanza a mandorla e manico corto privo di tastatura, è giunto ai nostri tempi come naturale evoluzione del barbat, un antichissimo strumento persiano di epoca pre-islamica. È dotato di una cassa piriforme con tre fori decorati, di cui due posti ai lati ed uno sotto le corde. Anticamente, queste ultime erano in seta in budello, ma oggi sono state sostituite dal nylon: solitamente sono undici – ma il numero può variare – sistemate in cinque coppie, più una corda che, solitaria, funge da bordone. In Occidente è più comunemente conosciuto come Liuto arabo e della musica araba ne è, invero, inevitabilmente simbolo. Il numero delle corde è variabile, solitamente sono 11 distribuite in 5 coppie con la stessa accordatura più un bordone singolo; in passato, le corde erano di seta o di budello, attualmente sono più utilizzate quelle di nylon. Esistono diversi tipi di accordatura che variano in relazione ai luoghi di provenienza e agli impieghi: tra le tante, ricordiamo le accordature del liuto turco [La]-Re-Mi-La-Re-SoL e del liuto maghrebino [Re]-Sol-La-Re-Sol-Do.
Carteggi Letterari ha avuto il piacere di ospitare nelle sue rubriche ed, ancor più, di ascoltare dal vivo il Sarab Duo, formazione eccellente composta da Roberta Stanco (viola) e Hamza Laouabdia Sellami (oud), una siciliana ed un algerino, un incontro di due culture, due religioni, due storie.

immagine di copertina: thoughtco.com

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