#ArnesiDaSuono 37 – Berimbao: cordofono della Capoeira brasiliana

di Marta Cutugno

Di origine africana, il Berimbaoberimbau o birimbao – trovò massima diffusione nei paesi dell’America Latina all’epoca del colonialismo e della deportazione di schiavi provenienti dall’Africa. Letteralmente, il termine berimbao fa riferimento alla biriba, tipologia di legno del Brasile scientificamente chiamato rollinia mucosa, materia prima di costruzione di questo strumento a corda percossa. È costituito da un arco di legno di lunghezza variabile – solitamente da 1,2 a 1,6 metri – alle cui estremità è tesa una corda in acciaio (arame) e da una cassa di risonanza ricavata da una zucca secca e cava, detta cadaca. I berimbao più conosciuti ed utilizzati sono tre: – viola, dai suoni acuti; – medio, dai suoni intermedi; – gunga, dai suoni di registro grave. Il gunga, strumento di dimensioni maggiori tra i berimbao, è impiegato nella Capoeira, arte marziale ideata dai discendenti degli schiavi africani in Brasile, che comprende, con contaminazioni indigene, l’esaltazione dell’armonia del suono e del movimento: durante questa pratica, lo strumento assume valore sacro e può essere suonato solo ed esclusivamente da musicisti specializzati.

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Foto: antoniomalendze.it

Per suonare il berimbao, l’esecutore regge verticalmente il corpo dello strumento con la mano sinistra mentre la mano destra colpisce la corda tramite una bacchetta di legno (vareta o baqueta). Insieme alla bacchetta, nella stessa mano, il suonatore stringe un caxixi, piccolo strumento idiofono, una sorta di maracas in vimini intrecciata al cui interno risuonano semi di zucca o conchiglie. Avvicinata o allontanata dal corpo per amplificare o alleggerire la potenza del suono, troviamo una zucca che funge da cassa di risonanza: contestualmente, una piccola moneta di pietra levigata (dobrão) stretta tra pollice e indice della mano sinistra, se avvicinata alla corda metallica, può alterare l’ampiezza del suono prodotto.

Foto di copertina: saladomusico.com

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