#ArnesiDaSuono 26 – Charango: romantica chitarra latino-americana

Il charango è uno strumento musicale a corde, appartenente alla tradizione latino-americana. Diretto discendente è la vihuela de mano, importata dagli spagnoli in tutte le regioni conquistate a suo tempo.

La sua diffusione massima abbraccia i paesi andini del Sudamerica (Bolivia, Perù, Cile, Ecuador e Argentina). In Bolivia e Perù, è impiegato come strumento romantico di corteggiamento, suonato dai giovani innamorati per accompagnare le loro serenate.
Per giungere alla somiglianza e alla funzionalità della vihuela, in origine, le popolazioni boliviane – di Potosí, in particolare, luogo di fioritura artistica – utilizzarono, per la cassa armonica, un guscio essiccato di armadillo. Per tutelare gli armadilli, specie protetta e a rischio estinzione, oggi, i charango moderni sono costruiti in legno di pino, di abete rosso e di cedro.

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Il charango ha la forma di una piccola chitarra poco più lunga di 40 cm, a tastiera non libera, con dieci corde raggruppate a coppie di due e suonate a pizzico (tecnica detta “punteada“) o tramite sequenze di accordi (tecnica detta “rasgueada“). Le corde, che anticamente erano di budello animale, oggi sono di nylon; nelle regioni degli altipiani andini, invece, vengono utilizzate corde sottili di metallo e, per le particolari sonorità, questa tipologia è stata ribattezzata “chillador“. In genere, il charango si accorda dalla corda più in alto e la terza e quarta corda sono in La unisono: esistono, tuttavia, diverse accordature – con la corda centrale ottavata – che, spesso, non rispettano la successione scalare.

Marta Cutugno

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