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Variazioni sul tema dell’ombra nella pittura di Caravaggio (36)

di Daniela Pericone

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Caravaggio, Sette opere della Misericordia, 1606-1607 (Napoli, Pio Monte della Misericordia)

A Napoli Caravaggio trova buona accoglienza e negli ultimi mesi del 1606 riceve l’incarico di una pala d’altare per la chiesa del Pio Monte della Misericordia. L’opera interpreta le Sette opere della Misericordia con soluzioni figurative che risentono delle atmosfere vitali e composite del nuovo ambiente.

La scena si svolge in un vicolo napoletano, dove si affolla una serie di personaggi le cui azioni traducono in visioni originali il tema evangelico della carità, dalla giovane che nutre con il proprio latte il padre incarcerato ai viandanti che ricevono accoglienza, dagli uomini che accompagnano un corpo alla sepoltura al cavaliere che offre il mantello a un mendico dalle spalle nude. Le figure si accalcano l’una sull’altra ed emergono dal fondo scuro grazie al forte contrasto luministico, si offre in un solo colpo d’occhio lo spaccato di un’umanità sofferente e bisognosa di soccorso. Una condizione che rispecchia lo stato d’animo attuale di Caravaggio, transfuga per sfuggire a una condanna per omicidio, egli stesso dunque in affannosa ricerca di ospitalità e aiuto materiale e spirituale.

Il senso drammatico della visione è stemperato e confortato dalla presenza luminosa della Madonna col Bambino e di due angeli, che dall’alto incombono sulla scena come avvolti in un vortice, una sorta di salvifico abbraccio. La consolazione offerta dalla fede o il rifugio nell’atto misericordioso dell’uomo verso l’uomo, è questo il ristoro offerto allo sguardo, la speranza che non cede nel più oscuro dei tempi.

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Caravaggio, Sette opere della Misericordia, particolare, 1606-1607 (Napoli, Pio Monte della Misericordia)

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